I ragazzi stanno bene (The Kids Are All Right) è un film di genere commedia, drammatico della durata di . diretto da Lisa Cholodenko e interpretato da Julianne Moore, Annette Bening, Mark Ruffalo, Josh Hutcherson, Mia Wasikowska, Yaya DaCosta, Rebecca Lawrence, Kunal Sharma, Amy Grabow, Eddie Hassell.
Prodotto nel 2010 in USA e distribuito in Italia da Lucky Red il giorno .
Sceso di 267 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàI ragazzi stanno bene ( 2010 )
basato su 80 voti
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Trama
Nic e Jules sono sposate e vivono in un'accogliente casetta fuori città nella California del sud insieme ai loro figli adolescenti, Joni e Laser. Le due donne insieme hanno fatto nascere, hanno cresciuto i loro figli e sono riuscite a creare una vera famiglia composta da loro quattro. Ma quando Joni si prepara ad andarsene per frequentare il college, il fratello quindicenne Laser la convince a fargli un grande favore, rintracciare il loro padre biologico. Sebbene poco convinta, Joni mantiene fede alla promessa fatta al fratello e riesce a prendere contatti con il loro "bio-papà" Paul, uno spensierato ristoratore. I due ragazzi resteranno molto affascinati dallo stile di vita indipendente di Paul e presto sentiranno il desiderio di conoscerlo meglio. Ma quando Paul farà il suo ingresso nella vita dell'atipico quartetto, inizierà per tutti loro un nuovo, inaspettato capitolo, in cui i legami di famiglia dovranno essere ridefiniti.
Perché vederlo:
Per farsi sorprendere da un film coraggioso che riesce a raccontare il senso della famiglia da una prospettiva originale e liberale. Un film intenso con due straordinarie Annette Bening e Julianne Moore.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
Stanno tutti bene (o quasi)
Pur inserendosi nel solco tradizionale della commedia familista americana, 'The Kids Are All Right', ha il pregio di affrontare con leggerezza un tema dibattuto come quello dei matrimoni gay, descrivendo una famiglia composta da coppia lesbica con figli come un nucleo perfettamente ordinario.
Trailer e video 9 totali
I ragazzi stanno bene - Trailer italiano
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00:01:09
I ragazzi stanno bene - Clip 4
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I ragazzi stanno bene - Clip 3
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I ragazzi stanno bene - Clip Esclusiva
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I ragazzi stanno bene - Intervista Lisa Cholodenko
Le Immagini 39 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 50 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (2)
RECITAZIONE (17)
PRODUZIONE (16)
CASE DI PRODUZIONE (7)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
Le News Altre news: 10 totali
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I ragazzi stanno bene diventa una serie TV
Lisa Cholodenko, regista del film con Annette Bening e Julianne Moore svilupperà la sceneggiatura del pilot della serie televisiva.
14.10.2011
Gli Articoli Altri articoli: 9 totali
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Il Blu-ray di I ragazzi stanno bene
Recensione
La pluripremiata commedia con Julianne Moore e Annette Benning arriva in alta definizione con un'edizione blu-ray di ottimo livello tecnico. Sufficiente il reparto extra.
18.07.2011
Curiosità Altre curiosità: 4 totali
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L'originalità del non-messaggio
Il film I ragazzi stanno bene racconta la storia di una famiglia formata da una coppia omosessuale, ma non ha pretese educative sull'argomento né porta sullo schermo un racconto che possa trasmettere un messaggio preciso al pubblico. La regista e sceneggiatrice Lisa Cholodenko ha dichiarato i suoi intenti fin dagli inizi: "Non mi vedo come una persona molto impegnata politicamente, anche perché ritengo che qui si parli di diritti umani. Lo so, i diritti umani sono una questione politica, ma il mio rapporto con loro e il mio contributo in questo campo sono di tipo artistico e creativo. So che qualcuno dirà "Oh, ecco una famiglia anticonformista, due madri con i loro figli". Per me invece è piuttosto tipica. Volevamo portarla sullo schermo in un modo che non apparisse politicizzato. Si tratta solo di raccontare la storia di questa particolare famiglia".
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 36 totali
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Academy Awards (2011)
Oscar 2011: 4 nomination
- Nomination: Miglior film - Gary Gilbert, Jeffrey Levy-Hinte e Celine Rattray
- Nomination: Migliore attrice protagonista - Annette Bening
- Nomination: Migliore attore non protagonista - Mark Ruffalo
- Nomination: Migliore sceneggiatura originale - Lisa Cholodenko e Stuart Blumberg
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 4.000.000
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 08 giugno 2011)
1.329.983 €
INCASSI IN USA (aggiornato al 25 ottobre 2010)
20.811.365 $
INCASSI NEL MONDO
(aggiornato al 25 ottobre 2010)
23.500.000 $
9 Commenti
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I pregi si riassumono brevemente nelle ottime intepretazioni (la Moore e la Bening, con la sempre più convincente (e radiosa) Wasikowska a seguire) e nella novità della coppia lesbica; il film probabilmente verrà ricordato come la prima pellicola di rilievo (in senso mediatico) ad aver affrontato senza sensazionalismi il tema dell'omogenitorialità.
Parecchi i difetti: il progressismo sfacciato e insistenete di alcune scene è abbastanza fastidioso, gli stereotipi non fanno sentire la loro mancanza, e, come giustamente notato nella rece di movieplayer, i personaggi, in particolare i secondari, non sono adeguatamente approfonditi, lasciando un paio di storyline a galleggiare sulla superfice del film insieme a un fastidioso senso di incompiuto.
Bello il finale comunque, che nella sua quieta convenzionalità si mangia due terzi della pellicola.
Sette. O forse sei e mezza. A leggere certe crtiche americane pareva di essere di fronte a chissà quale capolavoro. Lol.
1
E paradossalmente mi aspettavo di più proprio dalla vincitrice del golden globe Annette Bening…
I pregi sono quelli, una storia anticonvenzionale di una famiglia anticonvenzionale in un film anticonvenzionale….:p
Inoltre l'ho trovato spesso anche molto divertente.
Per me 7 e mezzo :wink:
1
Il focolare domestico con steccato bianco tipico Yankee qui è composto da una copia gay (Annette Bening e Julianne Moore), quando i figli avuti in provetta cedono alla tentazione di conoscere il loro padre-biologico, tutto inizia ad incrinarsi, si perchè sfiga, il papà (Mark Ruffalo) è un simpaticone, strappa mutande che gira in moto, e che coltiva bio….e per altro sfoggia delle camiche fighissime nota a margine ma significativa :wink:
Il problema della pellicola è che i personaggi secondari sono caraterizzati cosi cosi, e tra i personaggi secondari ci finisce anche il figlio più giovane della coppia…vabbè, tutta la sottotrama con l'amico testa-matta (per non dire altro) prende qualche minuto e poi finisce nel niente…
Se non altro, gioia e giubilo! non finisce con la nuova famiglia allargata di fronte al classico tacchino Yankee, che è l'animale sacrificale tipico in nome del finale buonista (Non dire ad un tacchino, buon natale, il tacchino se ne va, facendo gli occhi scuri :music :p)
C'è da dire che è una commedia che sfocia in dramma controllato, un film sovversivo ma con le cinture di sicurezza, insomma tranquillo, i ragazzi stanno bene…
Di positivo c'è che in alcuni momenti si ride, non moltissimi ma un pò si ride, di buono c'è una prova dignitosa di Mia Wasik…Wasikowk….Mia Waskiko…Alice! :wink:
Mark Ruffalo è un personaggio un pò ingrato, perchè all'inizio c'è lo mostrano come un invasore, poi però tutto sommato un buon diavolo, poi essendo un possessore di cromosoma Y, un diavolo e basta, e alla fine viene liquidato con un facilità irrisoria, come se nulla fosse…mah :ninja
Ruffalo ha poi la sfiga di essere una promessa attoriale non mantenuta, ma se sceglie ruoli cosi, stiamo freschi!
Il meglio lo riservano Giulliana e Annette Bening, se la rossa recita come al solito (Bene), qui aggiunge un altro personaggio alla sua già ampia carrellata, ma la vera forza è Annette Bening, che risulta la più mascolina tra i due (Vuoi anche per il taglio di capelli), il suo personaggio è di fatto un padre reazionario e ultra-conservatore, malgrado il fatto che è una madre che per giunta dovrebbe risultare più liberal visto le sue scelte di vita, invece il personaggio funziona proprio per questo suo contrasto, e la Bening lo crea alla perfezione.
Insomma un film anche più che sufficente, specialmente per le prove attoriali, ma essendo uscito dal circolo dei film festival che contano, penso che sia il classico film che viene idolatrato più del necessario, capisco che dopo 4 giorni di film Bulgari, Armeni e Samoani vedersi questa commedia, non dico che fa fare pace con il cinema, ma almeno un sospiro di solievo te lo fa tirare, ma tutto va poi valutato in ottica diversa.
And I know if I don't, I'll go out of my mind
Better leave her behind with the kids, they're alright
The kids are alright :music
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Infatti il senso di "incompiuto" è stato quello che ha convinto poco anche me… Si apprezzano più i personaggi e le interpretazioni: Julianne Moore fascinosa e irresistibile (la scena dell'urlo liberatorio quando spoglia frettolosamente Ruffalo, poi è da morire) ma forse la più convincente - anche se insopportabile - è la Bening.
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Credevo che il film avrebbe trattato in maniera matura il tema della omogenitorialità ma mi sono ritrovata di fronte ad una storia troppo personale per poter essere applicata ad altre famiglie.
Tra l'altro (e questo è al 50% un pregio) queste vicende potevano tranquillamente accadere ad una famiglia tradizionale.
Io non credo che queste particolari vicende riguardino tutte le coppie omosessuali con figli.
In verità poco importa se nella vita reale sia possibile o no conoscere chi ha donato il seme, quel che importa è che il film decida di imboccare questa strada e non analizzi nessun altro aspetto della questione.
Che il ragazzo volesse conoscere il donatore può essere plausibile, dopotutto metà del suo patrimonio genetico proviene da questa persona (che il film volesse dire che questo è un problema?); forse con ciò si vuole dire che al ragazzo manca una figura maschile? Non mi pare che il film metta l'accento su questi aspetti, non sembra andare in una direzione precisa, non sembra prendere in mano la questione.
Per quanto io possa capire la curiosità del ragazzo diciamo che la situazione non è neanche lontanamente paragonabile a chi viene adottato e ad un certo punto della propria vita si mette alla ricerca del proprio genitore biologico. Nel senso che chi dona lo sperma sa perfettamente che nasceranno dei figli da quel seme ma lui con quel gesto non ha intenzione di procreare. Chi è stato adottato vuole porre domande al genitore che non sono le stesse che si possono porre ad un donatore di sperma.
Ho visto affrontare questo stesso argomento (in maniera molto più "superficiale") in "Made in America" (1993) ma in quel caso la ragazza
Ripeto che mi aspettavo che si sarebbe parlato dell'argomento in maniera molto matura ma credevo che il confronto con il mondo esterno ci sarebbe stato e non credo che tutte le persone di questo mondo abbiano accettato l'omogenitorialità come un fatto normale (neppure nella "progredita" America!).
In questo film il punto di vista è diverso: le due protagoniste si sono accettate e tutte le persone con cui sono venute in contatto le hanno accettate; io penso che la realtà sia un pò più varia!
Mi aspettavo che il film avrebbe toccato diverse corde me ne ha toccata solo una!
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Per come l'ho vista io la sottotrama con l'amico testa-matta si conclude (almeno!)
A me ha dato l'idea della scelta (immediata) di una persona di carattere, poi ci avevo visto un avvicinamento con il "donatore", tra figlio e "donatore", tra madri e "donatore", poi la pista si è persa e tutta questa mia ipotesi è andata a monte.
È difficile capire dove questo film voglia andare a parare, da nessuna parte sembra.
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Ottimo il cast, capitanato dalle splendide (nonostante qualche ruga) Annette Bening e Julianne Moore (la 1a giustamente premiata col Golden Globe e candidata all'Oscar, la 2a avrebbe meritato un ex-aequo in entrambi i casi con la 1a); molto bravo Mark Ruffalo, candidato per la 1a volta all'Oscar; se la cavano bene anche i giovani Josh Hutcherson e Mia Wasikowska (anche se i loro personaggi non mi son piaciuti molto).
Un bel film, che forse poteva essere qualcosa di più, ma che comunque merita la visione.
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Film che si regge sull'efficacia con cui sono stati presentati i rapporti umani ma soprattutto i vari personaggi, specie le due protagoniste femminili Moore-Bening, che si confermano come due tra le migliori attrici del panorama hollywoodiano e che vorremmo vedere più spesso (soprattutto Annette Bening, sempre capace di portare sullo schermo una grande carica, quando c'è lei la scena vibra di un'intensità diversa).
La validità della sceneggiatura (negli intenti molto progressista, salvo poi scivolare un pò in qualche stereotipo) non sta necessariamente nello snodo della vicenda, per certi versi abbastanza prevedibile - a momenti anche un pò superficiale - ma ci sono delle linee di dialogo veramente ben scritte, anche se molto del merito sta nella recitazione.
Il resto del cast, i due figli e il padre (un Mark Ruffalo con un personaggio stereotipato e gestito con poca onestà), soffrono di una gestione meno equilibrata. Nella prima parte sono tutti tratteggiati molto bene, poi col procedere della vicenda vengono "scaricati" e banalizzati dalla sceneggiatura.
Comunque è un film molto interessante, con ottimi spunti.
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VOTO AL FILM:6,5
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