Hara-Kiri: Death of a Samuraï (Ichimei) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Takashi Miike e interpretato da Koji Yakusho, Hikari Mitsushima, Naoto Takenaka, Eita, Kazuki Namioka, Hirofumi Arai, Ebizô Ichikawa, Ayumu Saitô, Munetaka Aoki, Baijaku Nakamura.
E' anche noto con gli altri titoli "Harakiri".
Prodotto (anche in 3D stereoscopico) nel 2011 in Giappone - uscita originale: (Giappone) - .
Salito di 945 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàHara-Kiri: Death of a Samuraï ( 2011 )
Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa
Trama
Nel Giappone del XVII° secolo, il clan per il quale operava Hanshiro Tsugumoche crolla. Il samurai, ora disoccupato, arriva presso la residenza di Lord Iyi chiedendo il permesso di compiere suicidio rituale all'interno della proprietà. Gli uomini del clan di Iyi, credendo che il disperato ronin sia giunto lì solo per chiedere la carità, lo spingono a fare harakiri davanti ai loro occhi, sottovalutando però il suo onore e il suo passato.
La Recensione
L'onore di un samurai
Autore eclettico per eccellenza, Miike sceglie di omaggiare il cinema giapponese classico rispettandone stile e temi e aggiungendo poco o nulla di moderno; perfino con l'utilizzo del 3D non riesce a regalare alcun effetto particolarmente spettacolare ma si limita a dare profondità alla messa in scena.
Trailer e video 2 totali
Le Immagini 5 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 33 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (1)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (15)
PRODUZIONE (2)
CASE DI PRODUZIONE (9)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
Le News Altre news: 3 totali
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Cannes 2011, giorno 9 con Almodovar e Miike
E' il giorno del regista spagnolo e del suo La piel que habito, ma anche dell'autore giapponese, che presenta Ichimei. Il Festival prosegue, ma le dichiarazioni rilasciate ieri da von Trier hanno lasciato il segno. E la direzione del Festival non ha mancato di contestare con fermezza le dichiarazioni del regista danese.
19.05.2011
Curiosità Altre curiosità: 3 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: Redcode RAW.
Proiettato in: 35 mm (anamorfico) e D-Cinema (versione 3-D).
Rapporto immagine: 2,35 : 1.
Colore: a colori e a colori.
Formato audio: Dolby Digital.
Lingua originale: giapponese.
8 Commenti
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Avete visto il teaser trailer? Molto breve ma gustoso, c'è da aspettarsi belle cose….anche se non capisco l'esigenza del 3D.
Il teaser c'è anche nella scheda :wink:
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La devianza mi ha sempre attratto (Problema mio…
Questo già mi attira, un pò perchè è suo, un pò perchè il titolo promette che "There will be Blood", non ho visto l'originale, ma spero di vedere questo….questo e "Zebraman" :p
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ps."Visitor Q" è un film enorme! xD malatissimo, ma enorme.
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Sono totalmente d'accordo con entrambi gli aggettivi
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Uno di questi Hanshiro Tsugumo, si presenta alla casata di Iyi dopo essere caduto in disgrazia in cerca di un luogo onorevole dove compiere Harakiri, ma la povertà dilagante porta al fenomeno dei Seppuku-farsa, tanti Ronin vengono pagati e mandati via, quindi per sconsigliare questi male intenzionati, il signore della casata di iyi racconta al Ronin la storia di Motome Chijiiwa, giovane Samurai caduto in disgrazia, giunto li in cerca di aiuto economico per moglie e figlio malati, e costretto infine a compiere Harakiri con la sua stessa spada, una corta spada di bambù, unica arma del poveretto, che aveva svenduto anche la sua “Anima” la sua spada da Samurai.
L’atroce storia non fa cambiare idea ad Hanshiro Tsugumo, che anzi, chiede di avere uno dei più blasonati Samurai della casata ad assisterlo nel rituale, quando questo non si trova (scomparso nottetempo assieme ad altri due nobili Samurai), Hanshiro cala la maschera, Motome lui lo conosceva bene, ed è li per una ragione, dopo un lungo flashback, in cui il Samurai suicida racconta al capo della casata (e a noi) come è arrivato li è perché, sarà uno dei temi preferiti di Miike: Vendetta, tremenda vendetta
Miike dopo il fantastico “13 Assassini” torna al film con Samurai con un alto remake, questa volta del film omonimo di Masaki Kobayashi del 62.
Con una regia ancora più lineare rispetto al predecessore, e con ancora meno trovate “Pazze” puramente Miikiane, il film procede attraverso due Flashback, il primo su Motome, il secondo su Hanshiro, eppure il film si adatta perfettamente alla filosofia e alle tematiche Miikiane, l’onore e la vendetta sono al centro del film.
Il Seppuku di Motome è una straziante scena di tortura, se risulta meno tremenda è solo perchè Miike ci ha abituati (Ma ci siamo abituati davvero? Questo è argomento di altre discussioni :d) a ben peggio con il suo cinema. Eppure vederlo torturarsi con la spada di bambù è una discreta mazzata, il momento grondante sangue che ti aspetti da Miike.
Quello che non ti aspetti è che il film sia così, vogliamo dire politico? La storia pare metafora dei tempi moderni, si parla di una crisi che lascia le persone sull’astrico, di ricchi e potenti che vedono i poveri come straccioni accattoni, senza capire il perché dei loro gesti, nel discorso finale di Hanshiro poi, la sua accusa è chiara, chiunque potrebbe finire ricco e agiato, o povero e sfortunato come Motome, è un battito di ali.
C’è da dire che Miike non preme tanto il piede su questo argomento, di sicuro lo faceva molto di più Masaki Kobayashi nel film originale, quei però le critiche sociali restano nelle trame delle storia, e si vedono.
Sostenuto da una ottima regia, e come al solito, un ottima fotografia, il film mi è parso un po’ meno esaltante di “13 assassins” resta comunque un film di ottima qualità, più intimista, nel finale poi Miike regala una grandiosa scena di combattimento sotto la neve da pelle d’oca, nel finale poi, ci concede un altro Harakiri (Come siamo fortunati eh? :p) a riportare la giustizia e l’onore.
Vorrei potervi dire qualcosa del 3D di questo film, sicuramente quella scena con la neve in 3D è qualcosa di grandioso, ma vivendo in uno strano paese a forma di scarpa che non distribuisce i film di Miike, non saprei cosa raccontarvi :p
In un cinema dove tutto è sempre più omologato, e ci si aspetta sempre delle cose da qualunque Filmaker, Miike un po’ come il suo protagonista, mette in dubbio tutti, fa i film che vuole, alternando classici film di Samurai come questo, a fusissimi film fuori di testa, se Hanshiro mette in dubbio l’onore dei Samurai, svenduto ai ricchi, Miike mette in dubbio qualunque cosa, facendo film alla sua maniera, per nostra fortuna aggiungerei
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