Funny Games è un film di genere drammatico, thriller della durata di . diretto da Michael Haneke e interpretato da Susanne Lothar, Ulrich Mühe, Arno Frisch, Frank Giering, Stefan Clapczynski, Doris Kunstmann, Christoph Bantzer, Wolfgang Glück.
Prodotto nel 1997 in Austria.
Salito di 257 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàFunny Games ( 1997 )
basato su 69 voti
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Trama
Per le vacanze estive Anna, Georg e il figlio Georgie raggiungono la loro incantevole casa in riva al lago. Mentre padre e figlio armeggiano sulla barca a vela rimessa a nuovo e Anna sta preparando la cena, all'improvviso si trova davanti Peter, un ragazzo dall'aria perbene, ospite dei vicini, che le chiede delle uova per conto di Eva. Dalla serenità si passa, ben presto, al terrore...
Le Immagini 1 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 16 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (1)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (8)
PRODUZIONE (1)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
Le News Altre news: 2 totali
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Due remake da brivido per Naomi Watts?
L'attrice ha rivelato qualche anticipazione su due nuovi progetti: il remake di 'Funny Games' e quello de 'Gli Uccelli'.
10.09.2007
Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm.
Proiettato in: 35 mm.
Rapporto immagine: 1,85 : 1.
Colore: a colori.
Formato audio: Dolby Digital.
Lingua originale: italiano, francese e tedesco.
11 Commenti
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La violenza infatti si colloca a livello psicologico e non ha motivazioni nè giustificazioni di sorta, è gratuita ed è perpetrata da due ragazzotti ben vestiti ben educati e dai modi gentili e rispettosi verso una famiglia modello.
Probabilmente questo tipo di violenza fa maggiore impressione perchè distrugge a livello mentale, tutti ci sentiamo in dovere di proteggere la bella famigliola e parteggiamo impotenti per loro.
E qui ci sono delle licenze cinematografiche da parte del regista, ci sono scene in cui il protagonista ammicca agli spettatori, ed una scena a dir poco surreale
che fa presagire tutto il male che seguirà e ci fa pensare subito come tutta la vicenda non potrà che avere un unico finale!
Inoltre è da segnalare la scena di più di 10 minuti ,
che è un lunghissimo piano sequenza molto lento tra l'altro che credo abbia la funzione di far partecipare il pubblico a tutto il dolore che prova la famiglia in quel momento, non si può guardare altrove, non si può sfuggire a meno di andare in cucina o spengere la tv!
Scena emblematica del film:
"Perché non ci uccidete subito?"
"Non dimentichi il valore dell'intrattenimento, così nessuno di noi si divertirebbe più"
Bello! Voto:8,5
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Unica cosa da sottilineare: è un film ke potrebbe nn essere apprezzato, anzi capito, da tutti…
:bluesbrother
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Il risultato, a mio avviso, è solo quello di "uccidere" la messa in scena, come a voler rassicurare colui che assiste circa la non veridicità dei fatti, riducendo il tutto ad una banale fiction di puro intrattenimento. Fatti che raccontano di una famiglia, padre madre e figlio, che si appresta a trascorrere qualche giorno di vacanza nella tenuta lacustre, dove però vengono "disturbati" da una coppia di ragazzi squilibrati che riesce ad entrare in casa e prodigarsi in una buona dose di ultraviolenza. Come se non bastasse l'eccessiva e non concessa confidenza che il regista si prende col pubblico, costringendolo a colloquiare col personaggio nello schermo, a rendere assai poco credibile il tutto, contribuiscono anche soluzioni poco sensate, poco realistiche e nemmeno verosimili, che l'imprevedibilità dei due pazzi non è sufficiente a giustificare. Al contrario di quanto può sembrare all'apparenza, la caratterizzazione dei personaggi è piuttosto sbiadita e la recitazione, in rapporto alla gravosità degli eventi, un po fiacca. Quelle che vogliono farci metabolizzare sono vittime rassegnate ed arrendevoli, di aguzzini alterati mentali, presunti sadici, che non esprimono una gran chè, tanto meno cattiveria; violenza fisica, per altro nemmeno esplicitata, che rimane gratuita e fine a se stessa, in quanto non degnamente supportata da quella psicologica, in questo caso neutralizzata da una sceneggiatura grossolana e semplicistica. In sostanza penso che se, anzichè austriaco, fosse stato un film americano, non si sarebbe salvato dall'essere etichettato come dozzinale ed insignificante. Insomma niente di nuovo, ne di particolarmente meritevole. Tranquillamente perdibile.
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Per quanto mi riguarda sarei più orientato a classificarlo nel genere drammatico, vista la lentezza con cui viene trattato. Considerarlo un thriller non mi pare logico.
Dal punto di vista tecnico non fa una piega. Però a mio parere non riesce a rendere partecipe dell'azione lo spettatore: le lunghe pause invece che aumentare la suspance (o la fase di shock), hanno l'effetto opposto di "addormentare". In più non ho affatto apprezzato alcune licenze prese dal regista: alcuni ammiccamenti e richiami diretti verso un ipotetico spettatore, per non parlare poi della sequenza con rewind per modificare l'esito dell'azione.
Resta di buono l'ottima interpretazione degli attori, e l'idea stessa del film, che si basa sulla violenza come divertimento.
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Non è un piano sequenza, bensì un piano fisso, poichè statico. Il piano sequenza segue, generalmente, un soggetto che si muove nello spazio, oppure è adottato per far muovere la macchina da presa in soggettiva.
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Parlare di capolavoro credo non sia azzardato. Ed ora mi vado a vedere il remake. :p
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Non credo nemmeno io che si azzardato definirlo così.
Si tratta di un esperimento sociologico su come le persone reagiscono alla violenza nei film, anni di Horror realistici ci hanno riprogrammato il cervello, convincendoci che per quanto le cose possano andare amle ai protagonisti, arriverà sempre un momento in cui le cose gireranno in loro favore, arriverà la vendetta e la salvezza.
Questo film ti toglie queste certezze, e te le toglie brutalmente da sotto il naso, la scena del Rewind, ma prima di arrivare a quella scena tutto il film è fatto in modo da coinvolgerti:
La scena iniziale delle uova, ti viene da dire ai protagonisti, li vuolete buttare fuori di casa o no? dagli ste maledette uova e caciali fuori…e poi pensi, le uova? a quel punto ormai sei nella logica del film, e ne puoi uscire quando vuoi, forse è l'unico film che è meglio vedersi a casa proprio che al cinema, con il telecomando del lettore in mano, perchè quella è la condizione ideale per uscire dal gioco…
Il film di Haneke è una provocazione che serve a dare una scossa a chi guarda molti film, ma anche a chi ne guarda pochi, dopo aver visto "Funny games" l'assistere alla violenza nei film non sarà MAI più la stessa cosa.
Guardandolo la prima volta mi sono davvero reso conto di aver subito un lavaggio del cervello per anni, nei film ci indignamo se i "Cattivi" fanno del male ai "Buoni" ma giustifichiamo, anzi vogliamo, vedere la vendetta dei "Buoni" sui "Cattivi", di fatto è la stessa medesima violenza, però se a perpetrarla sono quelli a cui ci siamo affezzionati, allora va bene, anzi, quando non arriva questa specie di perverso "Happy End" c'è qualcosa di disturbante, lo dico perchè la prima volta che ho visto "Funny games" nella scena prima del Rewind…io ho esultato, lo so non ci faccio una gran figura, ma così è stato…
Per quallo considero questa tortura di 90 minuti un film necessario e geniale, a me personalmente ha aperto gli occhi, la principale lamentela che viene mossa al film, quando si leggono i commenti e proprio legata alla scena del Rewind, che viene visto come qualcosa di sbagliato, proprio per il lavaggio del cervello di cui sopra.
Grandissimo film, senza ombra di dubbio
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Ma no dai, reazione normalissima tutto sommato
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