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Edward e Wallis (W.E.) è un film del 2011 diretto da Madonna
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Edward e Wallis 2011 )

Rassegna stampa per il film Edward e Wallis (W.E.) del 2011, diretto da Madonna e interpretato da Abbie Cornish, Andrea Riseborough, James D'Arcy, Oscar Isaac, James Fox, Haluk Bilginer, Judy Parfitt, Natalie Dormer.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

59 MovieScore (?)
basato su 33 voti

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Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 50

La nostra recensione

Re e regine

di Francesca Fiorentino pubblicata il 01 settembre 2011

Inghilterra, 1934. Wallis Simpson diventa l'amante del Re d'Inghilterra Edoardo VIII. Folgorato dalla personalità della signora Simpson, il sovrano decide di abdicare pur di sposare la donna della sua vita, una cittadina americana pluridivorziata, apertamente contrastata dalla famiglia Windsor. New York, 1998. Wallis Winthrop è una donna solo apparentemente fortunata. Lasciato un impiego da Sotheby's per sposare un medico, desidera un figlio ma si scontra con i continui rifiuti del marito, a volte molto violento. A sollevare ...

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Rassegna stampa

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Mirko Salvini - ondacinema.it pubblicata il 13 giugno 2012

    Madonna che nella sua carriera musicale è sempre stata imbattibile nell'intercettare mode e tendenze, dimostra di conservare questa sua peculiarità anche nei panni di regista, almeno a giudicare dalla qualità del suo cast tecnico e dalle strizzate d'occhio che fa al cinema di Wong Kar-wai o Sofia Coppola, senza dimenticare i continui richiami alla sua videografia (i suoi video vantano da sempre firme illustri). Il risultato è tutt'altro che banale.

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  • Edward e Wallis - la recensione

    di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 08 giugno 2012

    (...) l'opera seconda di Madonna è un colabrodo. In vena di virtuosismi d'autore , la rockstar finisce invece per render trash il tutto, nonostante gli sguardi intensi di Andrea Riseborough.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 08 giugno 2012

    Dimentichiamo la Storia, perché in W.E la Storia ufficiale conta poco o niente. Alla sua seconda regia, Madonna si accosta al personaggio Wallis Simpson in un'ottica femminil/femminista, sensibilizzando lo spettatore sul fatto che non fu solo Edward a immolarsi sull'altare del loro amore (...) Un tempo pellicole come questa venivano definiti film per signore, ma (almeno in Usa e Gb) W.E non ha colpito il pubblico al cuore. Ritagliato sulla formula algida e patinata delle pubblicità, lo stile di regia non è il più adatto ad accendere emozioni; il legame fra le due Wally appare pretestuoso e se il cast è buono e le cornici lussuose, i personaggi restano esangui.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 08 giugno 2012

    Per difendere e - o stroncare l'opera seconda di lady Ciccone basta dire che è assai glamour: elegante, sinuosa, vestita in mezza sera, guanti e suppellettili, rossetti e cocktail infilzati da due olive, i movimenti a rallenti e i pensieri oziosi della buona società, ma senza soffermarsi sulla storia (l'accenno ai nazisti passa e va, così la guerra e la querelle del dovere)

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 07 giugno 2012

    Ma il problema è un altro: il film è di Madonna o piuttosto del co-sceneggiatore Alek Keshishian? Perché il "buon" Alek diresse già A letto con Madonna, e qui cita pure l'altra sua regia Amore e altri disastri (2006), da dove vengono pure il direttore della fotografia Pierre Morel, il compositore Alexandre Azaria, il montatore Nick Arthurs, la scenografa Alice Normington, l'arredatrice Barbara Herman-Skelding e il costumista Michele Clapton. Nessuno di questi, tra parentesi, figurava nella crew della precedente regia di Madonna, Sacro e profano (2008): quindi? Il sospetto di una regia delegata è più che legittimo, anzi, rasenta la certezza. Ma siamo buoni, e diciamo che al massimo Madonna potrebbe sempre dire: "L'abbiamo diretto W.E., pardon, noi".

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  • Edward e Wallis - la recensione

    di Pierpaolo Festa - Film.it pubblicata il 06 giugno 2012

    Purtroppo "W.E. EDWARD E WALLIS" alla fine risulta confusionario e troppo carico di tutto: di immagini, di storia, di minuti in più. A metà strada tra "POSSESSION" (con GWYNETH PALTROW e AARON ECKHART che bruciano di passione letteraria e amorosa) e "THE HOURS", il film di Madonna salta avanti e indietro nel tempo, ripercorrendo le vite di Wallis Simpson e Edward re d'Inghilterra, un personaggio già consacrato cinematograficamente da "IL DISCORSO DEL RE" (in quel film era interpretato da GUY PEARCE). La regista mira a realizzare un biopic non tradizionale e scavare a fondo nell'animo dei suoi protagonisti, riuscendo in parte nel suo intento e contrapponendo al mondo di corte di metà novecento la New York contemporanea.

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  • Edward e Wallis - la recensione

    di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 05 giugno 2012

    Sono però le banalità più melense, gli insistiti ralenty poeticizzanti e le ricerche del dettaglio ad effetto, sempre più presenti con lo svilupparsi della storia dopo un incipit piuttosto misurato, che fanno scivolare a tratti W/E nel pericoloso terreno del trash. Penalizzando così i ragionamenti sulla natura splendida e ambivalente dell'amore che la storia raccontata porta con sé.

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  • Edward e Wallis - la recensione

    di Ilaria Feole - Film Tv pubblicata il 05 giugno 2012

    (...) l'intensa prova della Riseborough finisce sprecata nel vuoto pneumatico ed estetizzato di un film che è, più che altro, il capriccio modaiolo di una diva annoiata.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 04 giugno 2012

    Nonostante Abbie Cornish incarni credibilmente il mix di romanticismo e tristezza del personaggio di Wally e regga dei primi piani molto intensi, i suoi sforzi si scontrano contro un personaggio che è puramente funzionale, spia interna dell'autrice, donna-schermo senza profondità e senza una storia "tutta per sé". Le sue inquadrature davanti alla vetrina dei gioielli, che più Colazione da Tiffany non si potrebbe, e gli abitini elegantemente neri della giovane Wally (che fanno da contraltare immaturo e trattenuto a quelli sì davvero moderni di Elsa Schiaparelli indossati da Mrs. Simpson), così come le scelte musicali, soffrono della stessa malattia: sono oggetti di bellezza senza profondità o autenticità, pezzi da museo, immagini senza movimento, imitazioni (come il collier esposto nella teca), prove di cinema.

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  • Edward e Wallis - la recensione

    di Annamaria Pasetti - Il Fatto Quotidiano pubblicata il 02 settembre 2011

    Il suo secondo film si è rivelato un'operina che accarezza le superficie, a differenza della piacevole sorpresa che il suo esordio del 2008, Filth and Wisdom aveva suscitato. Il contrappunto fra le tragedie sentimental-esistenziali di due donne omonime (...) non ha convinto.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Alessandra De Luca - Avvenire pubblicata il 02 settembre 2011

    Le due anime del film, decisamente troppo ambizioso, dialogano però a fatica, l'una depotenzia l'altra invece di esaltarla e il tema di fondo, ovvero non è tutto oro quello che luccica sotto i riflettori, non viene affrontato con il necessario approfondimento.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Natalia Aspesi - La Repubblica pubblicata il 02 settembre 2011

    Andrea Riseborough è una duchessa disinvolta e fin troppo carina, Abbie Cornish che era sublime nel film della Campion sul poeta Keats,Bright Star, qui un po' patata: duca di Windsor e usciere russo insignificanti.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Massimo Benvegnù - Il Riformista pubblicata il 02 settembre 2011

    Madonna è una regista piuttosto elementare cerca di supplire alla debolezza del suo impianto narrativo con fantasiose soluzioni di montaggio e movimenti di macchina a volte eccessivi.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 02 settembre 2011

    Come se Madonna, malgrado lo sfarzo scenografico, una bella scena di ballo degli anni '30 a tempo di rock, la classe e la bravura di Andrea Riseborough e le molte scene copiate da "In the mood for love", non andasse mani nemmeno per sbaglio oltre la superficie.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Roberto Silvestri - Il Manifesto pubblicata il 02 settembre 2011

    Si sfiora appena la parodia filologica del terragno il discorso del re in questo road movie (...), triplice viaggio nel cuore del secolo scorso, all'inseguimento di uno dei suoi misteri politici chiave.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Mariarosa Mancuso - Il Foglio pubblicata il 02 settembre 2011

    Molto perbene e senza idee anche il film che mette in parallelo le due donne (anche faccia a faccia, per qualche consiglio tra femmine). E fa una domanda che più cretina non si può: "Lui ha rinunciato al trono, ma lei a cosa ha rinunciato?".

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Bruna Magi - Libero pubblicata il 02 settembre 2011

    Film elegante, a momenti barocco, con una carrellata di gioielli da capogiro e location su mete vip (...)

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Paolo Mereghetti - Corriere della Sera pubblicata il 02 settembre 2011

    Il film è un vero fallimento. Non che ci si aspettasse molto, ma il precedente Sacro e Profano aveva almeno il dono della freschezza e dell'ironia, due qualità che mancano totalmente a W.E.

  • Edward e Wallis - la recensione

    di Francesco Lomuscio - FilmUp.com pubblicata il 01 settembre 2011

    Mentre non si rinuncia affatto ad un pizzico d'indispensabile ironia e, in mezzo ad attori ben diretti, notevole cura per fotografia, scenografie e costumi e tutt'altro che disprezzabili scelte registiche, la pop star che ci ha regalato successi come "Material girl" e "Like a prayer" dimostra di non essere affatto impreparata per quanto riguarda il lavoro di narratrice da grande schermo. Anche se tira l'insieme un po' troppo per le lunghe e finisce soltanto per esagerare quando vuole presuntuosamente apparire, a tutti i costi, autrice con la "a" maiuscola (fuori luogo risulta la scena dell'asta commentata da "Pretty vacant" dei Sex pistols).

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