Easy Rider è un film di genere avventura, drammatico della durata di . diretto da Dennis Hopper e interpretato da Peter Fonda, Dennis Hopper, Antonio Mendoza, Phil Spector, Mac Mashourian, Luana Anders, Sabrina Scharf, Robert Walker Jr..
Prodotto nel 1969 in USA.
Stabile rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàEasy Rider ( 1969 )
basato su 91 voti
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Trama
Due amici, Wyatt e Billy, vendono una cospicua partita di droga e subito dopo inforcano le loro Harley Davidson per partire alla volta di New Orleans. Sarà un viaggio emozionante, durante il quale s'imbatteranno in comunità hippies, verranno arrestati e rischieranno persino la pelle...
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
Un canto libero e di morte
Una lunga strada percorsa, al contrario degli itinerari consueti, da ovest ad est in cerca di fortuna. Gli splendidi paesaggi naturali degli States. I cavalli sostituiti dai chopper in un western urbano dove i cowboys sono i veri cattivi.
Le Immagini 10 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 21 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (3)
SOGGETTO (3)
RECITAZIONE (8)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
MUSICHE (3)
Le News Altre news: 1 totali
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Un remake per Easy Rider?
Lo ha rivelato il regista ed interprete del film, Dennis Hopper, durante la promozione del dvd de 'La terra dei morti viventi'
14.12.2005
Curiosità Altre curiosità: 2 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 16 mm e 35 mm. Proiettato in: 16 mm e 35 mm. Rapporto immagine: 1,85 : 1. Colore: a colori e bianco e nero. Formato audio: Mono. Lingua originale: inglese e spagnolo.
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ Parlano, parlano di libertà. Ma quando vedono un individuo veramente libero, allora ne hanno paura. ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 3 totali
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Academy Awards (1970)
Oscar 1970: 2 nomination
- Nomination: Miglior attore non protagonista - Jack Nicholson
- Nomination: Miglior sceneggiatura originale - Peter Fonda, Dennis Hopper e Terry Southern
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 400.000
INCASSI IN USA (aggiornato al 22 aprile 2013)
41.728.598 $
19 Commenti
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il film è asciutto, compatto, vivo. vivo è la parola che più gli si addice. emana un'energia mistica e psichedelica, quel tipo di pace mistica che è stata alla base della cultura dell'acido degli anni sessanta e settanta. un road-movie che fa vivere l'essenza utopistica e l'infrangersi del sogno americano. è poetico e quasi zen, con un finale bello e amaro.
1
Mi ha lasciato l'amaro in bocca alla fine, non c'è rassicurazione, solo la morte della libertà.
1
Non è un film perfetto e del tutto riuscito quello di Hopper, che a tratti risulta essere addirittura noioso e pesante, ma rappresenta un punto fondamentale per il cinema mondiale, una tappa obbligatoria ed importantissima, sia per le tematiche affrontate che per l'uso del mezzo cinematografico.
E' un film folgorante e discontinuo, incisivo e semplice, ma emozionante ed estremamente vivo, come il desiderio e la necessità di libertà che lo pervade.
Per alcuni dei motivi sopra citati, la regia è artigianale, dilettantesca e nervosa, ma si avvale di una buona sceneggiatura, di una bellissima e suggestiva fotografia, di un montaggio discontinuo e bizzarro che lo rende però accattivante, di una splendida sceneggiatura "al naturale" (i paesaggi sconfinati statunitensi) e di una colonna sonora poderosa e tutta per gli amanti del rock.
Un classico semplice, asciutto, compatto, genuino e drammaticamente attuale (vedi soprattutto l'adeguato ed altamente significativo finale), con temi intramontabili quali, su tutti, il viaggio, la libertà ed il grosso problema del razzismo.
Da notare il grande Jack Nicholson, in uno dei suoi primi ruoli intensi.
2
Finalmente ieri sera, in 2a serata su Iris, sono riuscito a vederlo per intero, dall'inizio alla fine, dopo aver visto solamente la 1a parte in vhs alle superiori con la mia classe (ci siamo fermati a quando i 2 protagonisti ripartono in moto assieme all'avvocato interpretato dal mitico Jack Nicholson).
Ottimi e indimenticabili i 2 protagonisti, Peter Fonda e Dennis Hopper (R.I.P.), il 1° anche produttore e il 2° anche regista, entrambi anche autori della sceneggiatura. A dominare la scena al centro del film è però un irresistibile Jack Nicholson, che grazie a questo film ha scelto di proseguire la sua carriera d'attore che da lì in poi sarebbe stata fortunatissima.
Stupenda la colonna sonora, con la canzone "Born to be wild" che molto probabilmente è la canzone migliore e più indimenticabile della pellicola e che la rappresenta.
Finale amaro, ma del resto non sempre si può trovare l'happy ending: a volte la libertà ha un caro prezzo.
Temo comunque che questa pellicola non rientrerà nella mia già abbondante lista di pellicole che ho amato e che dunque ho inserito nella lista dei miei preferiti, tuttavia consiglio vivamente la visione. E chissà, magari con una 2a visione (possibilmente di pomeriggio o in 1a serata) entrerà nella lista dei miei preferiti: si vedrà!
Riposa in pace, Dennis!
2
Dennis Hopper è stato super.Sia da scrittore, con una sceneggiatura non troppo pretenziosa ma cinica, incisiva e diretta, sia dietro la camera, con un montaggio libero, psichedelico (bellissima la scena in cui i personaggi fanno uso di sostanze stupefacenti) e metaforico (peter fonda che getta l'orologio a terra è la scena che racchiude in se il senso stesso del film), sia da attore, con quel look da anticonformista!
Easy rider è un film figlio di un'epoca, di un mondo che ormai non esiste più. Ed è proprio quest'epoca che Hopper ci vuole mostrare in modo obiettivo ma allo stesso tempo nostalgico. L'odio della gente "normale" verso questi "figli del mondo" porta
Bravissimo Peter Fonda. Non lo conosco molto bene ma non l'ho mai più visto recitare così. Oh, poi c'è anche un certo Jack, non ce lo dimentichiamo; con il suo "ni…ni …ni …ni …f…f..f..f" provocatogli dal liquore :-)
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BORN TO BE WIIIIIIIILD!!!!!!!!!!!!!!! :-)
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Insufficienza non grave comunque.
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E quello è un altro pregio del film! Hopper si è preso la libertà di fare tutto quello che gli pareva. Ha deciso di parlare di libertà a 360 gradi: nella storia, nel montaggio e nella regia. La decisione di non farsi vincolare da schemi ben precisi è rischiosa ma sicuramente consona in questo caso. Ecco perchè dicevo che un film così oggi non potrebbe più essere prodotto…. non avrebbe nemmeno senso.
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Diciamo che soggettivamente non mi è piaciuto, non ne ho un bel ricordo. E' un film (volutamente?) senza capo nè coda, che per parlare di disordine e vuoto di senso è disordinato ed insensato. Di base ci sta, ma secondo me ci sono dei limiti anche nell'adottare questa "tecnica" e Hopper li ha superati. Poteva essere un capolavoro, ma l'ho trovato per lo più pasticciato e basta. Salvo quei pregi di cui ho detto:-).
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comunque sullo stesso tema e degli stessi anni, gli è superiore "Strada a doppia corsia" del grande Hellman, asciuttissimo e despettacolarizzato on the road, senza alcuna scorciatoia furbetta…
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Siamo d'accordo nel dire che è un film che parla del caos e per farlo riflette nella sua forma questo contenuto e lo fa consapevolmente? Se siamo d'accordo non dovrebbe esserci bisogno di spiegazioni da parte mia
La storia l'ho trovata inconcludente fino a 2 minuti dalla fine. La scena del trip siamo d'accordo che è incasinatissima, ma è solo la vetta di un climax che IMO si costruisce per tutto il film. Insomma di cosa parla Easy Rider? Di due tizi che girano in moto e incontrano gente. E i singoli episodi degli incontri comunicano poco o niente.
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ah, questo sì, però non è che lo trovi così diverso da un classico percorso on the road. magari c'è meno tenuta (l'ho visto parecchi anni fa, quindi non posso nemmeno approfondire più di tanto!), però appunto serve a dare il senso delle diverse facce dell'America di quegli anni
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Esatto e a me nun me piace:p.
Giusto prima pensavo a Into the wild come on the road. Guardacaso il film che Cassidy definisce il nostro Easy Rider. Ecco sì, però IMO è meglio, perchè è compatto, sensato ecc. Anche se poi c'entra fino a mezzodì, perchè non parla tanto del caos o comunque se lo fa non lo fa alla Easy rider.
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Anche io l'ho visto parecchi anni fa quindi ora non ne ho un ricordo lucidissimo, quindi in linea con i protagonisti del film, però come spaccato generazionale di quell'America il film è sicuramente un manifesto…
Secondo me più che "Easy rider" dice di più il suo poco usato (Per fortuna) sottotitolo italiano "Libertà e paura" quella del monologo di Nicholson, dove se 3 frichettoni motociclisti arrivano in un paesino di redneck Americani rischiano il linciaggio, perchè li guardano e li vedono liberi, liberi perchè giovani, perchè senza legami, ne familiari ne quelli ideologici reazionari, li vedono diversi e quindi li temono…
Però non ho mai reputato"Easy Rider" un inno alla libertà stranamente…è un film segnato, i protagonisti sono segnati dall'inizio del film, quando incontrano Nicholson, uno che nell'aspetto non è un Outsider come loro, però ne condivide e ne formalizza idee di vera libertà, i tre ci trovano subito, dimostrando che anche tra persone non esteticamente "Freak" il seme di quelle idee di libertà c'è, infatti
Poi sono segnati, perchè durante il Trip vedono la loro stessa morte, che puntualmente si manifesta, loro non si arrendono all'establishment, è ne pagano il prezzo più alto…ed è chiaro dal primo minuto che il film finirà così, non sono mai riuscito a vederlo tanto come un inno di libertà, come molto lo etichettano…sarò strano io :wink:
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Ecco dopo questa riflessione allegrissima :p dico che quella battuta di Nicholson è una delle cose buone del film. Di numeri Earsy rider ne ha anche, mi fa un po' rodere perchè non l'ho trovato sensazionale come avrebbe potuto essere e quel successo e quell'aura di cult mi sembrano eccessivi. E' un po' l'effetto Esorcista, parliamo sempre di film che io reputo non tremendamente insufficenti e con i loro motivi d'interesse (regia tutto sommato di classe, musiche efficaci ecc.), ma con una fama che non meritano. Poi chiaro, se uno non si gasa con scene come i titoli di testa di ER allora non si gasa con niente:wink:.
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Credo che sia proprio quello a cui vogliono andare a parare Fonda e Hopper. Del resto, visto che ne hai parlato prima, è anche il messaggio di Into the wild
Tieni allora va…gasati! :-)
Born to be wild
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E' proprio una questione di de gustibus: a te viene da metterci un "però amen" nel senso che la quantità e qualità dei difetti non ti sembra eccessiva. A me invece la sembra, tutto lì:p.
Yeeaaaaahhhh :cool :laugh.
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Voto 7
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