Django è un film di genere western della durata di . diretto da Sergio Corbucci e interpretato da Franco Nero, José Bódalo, Loredana Nusciak, Ángel Álvarez, Gino Pernice, Giovanni Ivan Scratuglia.
Prodotto nel 1966 in Italia.
Stabile rispetto alla settimana scorsa
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Trama
In un paese sperduto, ai confini del Messico, si fronteggiano due bande rivali. Django giunge in paese trascinando la bara della moglie: i suoi propositi sono di vendetta nei confronti di uno dei capodanda, il maggiore Winchester Jack. Quando i due si incontrano inizia il duello.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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Box Office: Lincoln supera Django Unchained
Ancora un duello tra il film di Spielberg e quello di Tarantino in vetta alla classifica degli incassi italiani, ma stavolta la spunta il primo. Negli USA ottimo (e oculato) esordio per lo zombie-movie romantico Warm Bodies.
04.02.2013
Gli Articoli Altri articoli: 1 totali
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Il Blu-ray di Django
Recensione
Il mitico film di Sergio Corbucci con Franco Nero arriva in alta definizione con un'edizione tecnicamente discreta. Da non perdere tra gli extra un contributo nel quale interviene anche Quentin Tarantino.
15.01.2013
Curiosità Altre curiosità: 3 totali
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Specifiche tecniche
Girato in: 35 mm.
Proiettato in: 35 mm.
Rapporto immagine: 1,66 : 1.
Colore: a colori.
Formato audio: Mono.
Lingua originale: italiano.
Collegamenti e Citazioni Altri collegamenti e citazioni: 2 totali
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“ Franco Nero, protagonista del Django del 1966, fa un cameo in Django Unchained di Quentin Tarantino, nel ruolo di un barista. Nel nuovo flm, quando al personaggio interpretato da Jamie Foxx viene chiesto il nome, lui risponde specificando che "la D non si pronuncia". Nero replica: "lo so". ”
6 Commenti
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Ogni tanto un classico come “Django” mi piace andare a rivedermelo, anche perché in ogni caso è un classico del cinema di genere Italiano, e anche a distanza di anni, risulta secondo me invecchiato abbastanza bene, a rivederlo oggi ti da davvero la misura di quanto siano cambiate le cose, non è “Django” ad essere invecchiato, è il cinema Italiano che è andato avanti…male
L’ambientazione del film è brutta e sporca, con quel fango che impiastra tutto il film dall’inizio alla fine, la figura di Jango poi, o Django dipende da come gli gira di chiamarlo nel film ha una silhouette (Of Doom :p) notevole, si trascina la bara, con il suo misterioso contenuto, come anni dopo farà Ken Shiro, e non ci credo che non sia stato influenzato
A suo modo è un antesignano molto più rozzo del Pistolero senza Nome di Leone, e molto meno avvezzo al sorriso rispetto al Trinità/Nessuno di Terence Hill, che era la versione per famiglie dello Spaghetti Western.
Il film poi offre cattivi un po’ caricatura, come il tremendo Jackson e i suoi soldati razzisti dai cappucci rossi, e dall’altra i tremendi Messicani, tutti con sombrero, prima alleati poi avversari.
La violenza nel film poi è quella tipica del film di genere italiano, ad ogni colpo sparato quel bel sangue finto, di una tonalità di rosso che esisteva solo nel film di genere dell’epoca, sgorga a più non posso, tra la tortura delle orecchie mozzate, e delle mani fratturate, si capisce perché il film di Sergio Corbucci piaccia tanto a Tarantino, che fra un po’ ci dirà la sua sul personaggio :cool
Notevole le musiche, oddio, un po’ ripetitive, di sicuramente efficace c’è il tema principale del film, che ti lascia per tre o quattro ore dopo la visione e fa….Django!!
La scena finale poi a mio avviso è un apice, perché anche con le mani ridotte in quel modo Django (…Django! :p) riesce comunque a sparare 7 colpi, anche se la sua colt ne ha solo sei (Come ci ricordava Eastwood in altri lidi :cool), metaforico settimo colpo sparato per vendetta dalla moglie morta o semplice errore del rumorista? Non è dato sapersi, forse non lo voglio nemmeno sapere, è parte della bellezza di un modo di fare cinema che è, ahimè, scomparso come il continente di Atlantide…
…Django!! :p
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Sin dalle prime battute il film di Corbucci mostra uno stile ed una forza nelle immagini vigorosa e classica. Scenari perfetti e azione violenta per un crudo realismo nella presentazione di un mondo vero, tutt’altro che stilizzato dietro canoni di perfezione cinematografica, ma con gran senso dell’epica e dello spettacolo.Bella ed evocativa colonna sonora che contribuisce a rafforzare le scene.
Un fantastico spaghetti western, degno di stare tra i capofila del genere affianco ai lavori di Sergio Leone.
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M'aspettavo decisamente di peggio ma questo film ha diverse cose interessanti. Il tempo è volato mentre lo guardavo e questo è sempre un buon segno!
Voto 7
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Quando si legge Sergio Corbuccisotto la voce "diretto da" non ci si può aspettare niente di male, soprattutto se si tratta di western.
Django è veramente un cult nostrano con un grande protagonista e una sceneggiatura intelligente.
A chiunque abbia voglia di riscoprire questo Django a seguito della visione del film di tarantino, consiglio vivamente anche "Il grande silenzio", sempre di Corbucci.
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