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Detachment - Il distacco (Detachment) è un film del 2011 diretto da Tony Kaye
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Detachment - Il distacco 2011 )

Rassegna stampa per il film Detachment - Il distacco (Detachment) del 2011, diretto da Tony Kaye e interpretato da Adrien Brody, Sami Gayle, Christina Hendricks, James Caan, Lucy Liu, Tim Blake Nelson, Blythe Danner, Marcia Gay Harden.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

71 MovieScore (?)
basato su 39 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

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Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 62

La nostra recensione

Dopo il distacco, la vita

di Marco Minniti pubblicata il 08 giugno 2012

Henry Barthes fa l'insegnante. Il supplente, per la precisione. Il suo compito non è quello di stabilire un legame permanente con i suoi studenti, quando piuttosto di trasmetter loro qualcosa sfiorando appena le loro vite, mantenendosene a quella distanza di sicurezza che (così pensa lui) gli consentirà di non farsi schiacciare dal suo lavoro. Perché, poco ma sicuro, nel campo dell'insegnamento c'è di che essere schiacciati, se non si hanno sangue freddo e nervi saldi: specie in ...

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Rassegna stampa

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Ilaria Feole - Film Tv pubblicata il 03 luglio 2012

    L'accumulo di stili rende confuso un film dall'ossatura altrimenti mirabile: lascia un segno urticante, ma perde la sua efficacia.

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Mirko Salvini - ondacinema.it pubblicata il 27 giugno 2012

    Ricavato da una sceneggiatura di Carl Lund, a sua volta ex insegnante, che evidentemente ha riversato nella storia molte delle esperienze e delle amarezze maturate in anni di lavoro, il film intende riprendere il discorso di pellicole come "Il seme della violenza", "La forza della volontà", "Pensieri pericolosi" e tante altre ancora. Il messaggio è chiaro: massima solidarietà alle persone che lavorano nella scuola pubblica. Forse una vicenda un po' meno cupa e più sfumata avrebbe giovato al film, ancora più dei guizzi stilistici di Kaye, che di tanto in tanto interrompe la vicenda per dare spazio ai monologhi in macchina da presa di Brody. Bellissimi i titoli di testa con interviste a veri prof. che parlano con affetto e passione della loro professione.

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  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Roberto Nepoti - La Repubblica pubblicata il 22 giugno 2012

    Incentrato su un personaggio quasi dostoevskijano, per come assume su di sé i mali del mondo, ma col contorno di bei character secondari (affidati a un cast di lusso: James Caan, Lucy Liu, Marcia Gay Harden), il film di Tony Kaye (American History X) non dà nulla per scontato e non carezza lo spettatore nel verso del pelo. Fulminei siparietti a disegni animati (sulla lavagna della scuola) contribuiscono all'impressione di cinema d'autore.

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 22 giugno 2012

    Lo stranito Henry Barthes (Adrien Brody, poveraccio) insegna letteratura in un high school. Se gli studenti sono criminali in erba, i genitori sono anche più maneschi e strafottenti. Tony Kaye finge di mettere sotto accusa il sistema educativo americano, ma è più interessato a scimmiottare l'incolpevole Camus, raccontando un patetico "étranger" made in Usa. Intellettualismi a non finire, sostanza filosofica (e cinematografica) nulla.

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 22 giugno 2012

    Diretto dal talentuoso inglese Tony Kaye, l'autore di american History X sul fenomeno del neonazismo in Usa, Detachment - Il distacco è un film incerto fra intento sociologico e ambizioni formali; ma Adrien Brody è perfetto; e il suo esistenzialistico personaggio di rinunciatario che scopre come alla vita sia impossibile sfuggire, è di assorbente forza emotiva.

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 22 giugno 2012

    Paghi uno prendi cinque. Malgrado il titolo cool Detachment è il classico film sovraccarico di temi, musica, effetti di regia, ma senza baricentro (...)

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 22 giugno 2012

    Un film micidiale, sia per il suo pessimismo disarmante,sia per la barbosità di dialoghi da bigiata collettiva.

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 22 giugno 2012

    Le convenzioni sono rispettate ma il film espone la disillusione di gruppo con un bravissimo Adrien Brody, sosia di Gaber.

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano pubblicata il 21 giugno 2012

    Pregevoli intenzioni socio-pedagogiche, foto, animazioni in stop motion e flash per gradire, ma esiti a mezz'asta.

  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Valerio Sammarco - Cinematografo.it pubblicata il 21 giugno 2012

    Insindacabile dal punto di vista "morale", dunque, Detachment è alla costante ricerca di una "forma" che porti a convergere la fruizione nello stato d'animo del protagonista - talmente "bravo" e "giusto", Brody, da sfiorare la caratterizzazione stile santino - frastagliato e prigioniero di un ricordo che fotografie, disegni animati in stop-motion, scritte e flash riportano in superficie con la stessa violenza del degrado che lo circonda. Ad iniziare dall'ormai morente nonno materno, "prigioniero" di se stesso e di una casa di riposo, forse custode senza memoria di un pesantissimo segreto: ma il centro di tutto, ora, per Henry, è la scuola, i ragazzi lasciati a loro stessi, i docenti "sconfitti" (tra i quali la preside Marcia Gay Harden, il professore James Caan, la professoressa Christina Hendricks, la psicologa Lucy Liu): un'altra tragedia, poi la luce di un abbraccio. Succede tutto, troppo.

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  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Domenico Misciagna - Comingsoon.it pubblicata il 20 giugno 2012

    Il volto sofferente di Adrien Brody è forse sin troppo funzionale all'idea di un tormento facilmente identificabile nei suoi lineamenti rattristati, e quindi le potenziali sfumature ambigue del suo personaggio si disperdono ancora una volta nella lettura più immediata di temi che si vorrebbero complessi e addirittura metafisici (viene recitato un brano della "Rovina della Casa degli Usher" di Poe...). L'impegno degli attori di contorno, tra i quali James Caan nei panni di uno sgradevole professore rassegnato, non salva dalla tentazione di paragonare per affinità di tematiche Il distacco a quel La classe di Cantet, Palma d'Oro a Cannes nel 2008: la sua asciuttezza aiutava meglio a mettere a fuoco debolezze, sogni, speranze, disillusioni e limiti umani, senza la scappatoia di un pessimismo cosmico.

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  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Annalice Furfari - MyMovies.it pubblicata il 19 giugno 2012

    È intriso di profondo pessimismo e malinconica poesia questo film diretto dall'eclettico artista britannico Tony Kaye. La consapevolezza lucida e amara di un destino ancorato al dolore è scandita dalle parole immortali di scrittori con cui il supplente spiega la vita ai ragazzi e incarnata nello sguardo triste e lontano di un Adrien Brody sempre superbo. L'intero cast è all'altezza di una sfida impegnativa: cogliere le falle del sistema di istruzione americano e le tragiche conseguenze che si riverberano sulle vite di insegnanti e alunni. Il regista le ritrae in maniera non convenzionale, percorrendo la strada di uno stile personale e riconoscibile, con un avvio da documentario - con inserti di interviste video a docenti che imprimono un effetto di realismo - e uno svolgimento via via più drammatico. Notevoli anche le soluzioni visive, con il contrasto tra il bianco e nero degli inserti iniziali e una fotografia dai toni caldi. Quando poi le immagini parlano all'unisono con la musica, la magia del cinema è compiuta e arriva dritta al cuore.

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  • Detachment - Il distacco - la recensione

    di Federico Raponi - FilmUp.com pubblicata il 15 giugno 2012

    Se la sceneggiatura è dell'ex insegnante Carl Lund, il cantante, compositore, pittore, premiato autore di video musicali Tony Kaye (aveva debuttato nel lungometraggio di finzione con "American History X", il successivo "Lake of fire", documentario sull'aborto negli Stati Uniti, è stato nella rosa dei candidati Oscar) cura la regia.
    Con un nitore e una definizione dell'immagine quasi televisiva e in stile documentaristico, andamento rapsodico, stacchi narrativi d'animazione in gesso bianco su sfondo nero, originali squarci da incubo iperrealista, i due delineano una realtà che è un "mare di dolore", dove il ruolo centrale dell'istruzione - base del futuro - è allo sfacelo.

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