FILM:
Scheda completa del film
Gestisci collezione
(presente in 2 collezioni)
Detachment - Il distacco (Detachment) è un film del 2011 diretto da Tony Kaye
Popolarità

Detachment - Il distacco 2011 )

Detachment - Il distacco (Detachment) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Tony Kaye e interpretato da Adrien Brody, Sami Gayle, Christina Hendricks, James Caan, Lucy Liu, Tim Blake Nelson, Blythe Danner, Marcia Gay Harden, Betty Kaye, William Petersen.
Prodotto nel 2011 in USA - uscita originale: 16 marzo 2012 (USA) - e distribuito in Italia da Officine Ubu il giorno .

71 MovieScore (?)
basato su 40 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Henry Barthes, supplente di letteratura al liceo, è un uomo solitario che porta dentro di sé un'antica ferita e cerca di tenere gli altri a distanza. Quando un nuovo incarico lo porta in una degradata scuola pubblica di periferia, il mondo di Henry viene lentamente alla luce attraverso i suoi incontri con gli studenti e gli altri insegnanti disillusi. Ciò che sconvolge di più la sua vita è l'incontro con Erica, una prostituta adolescente scappata di casa. Ma anche Meredith - allieva sveglia e molto sensibile, schiacciata dal conflitto con il padre - e gli altri studenti, entrano in modo travolgente nella vita di Henry, rompendo gli argini e azzerando quella distanza tra lui e il mondo.

Perché vederlo:

Un dramma indipendente ambientato tra le mura di una scuola che vede Adrien Brody nei panni di un supplente che contrariamente al solito, si lascia coinvolgere in una nuova realtà scolastica.

La Recensione

Dopo il distacco, la vita

L'intento del nuovo film di Tony Kaye è esplicitamente sociologico: uno sguardo tutt'altro che rassicurante sulla scuola pubblica americana, mescolato a riflessioni più generali sulla solitudine metropolitana, sulla difficoltà, nella "società liquida" in cui ogni contatto è sfuggevole e labile, di stabilire legami permanenti.

Henry Barthes fa l'insegnante. Il supplente, per la precisione. Il suo compito non è quello di stabilire un legame permanente con i suoi studenti, quando piuttosto di trasmetter loro qualcosa sfiorando appena le loro vite, mantenendosene a quella distanza di sicurezza che (così pensa lui) gli consentirà di non farsi schiacciare dal suo lavoro. Perché, poco ma sicuro, nel campo dell'insegnamento c'è di che essere schiacciati, se non si hanno sangue freddo e nervi saldi: specie in scuole come quella in cui Henry è appena andato a insegnare, un degradato istituto di periferia in cui gli studenti minacciano, i professori ...
[ continua a leggere ]

Trailer e video 4 totali

Trailer Italiano - Detachment - Il distacco

00:02:01 Trailer Italiano - Detachment - Il distacco

Guarda il video in alta risoluzione

Le Immagini 39 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 68 totali

Le News Altre news: 6 totali

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Specifiche tecniche

    Colore: a colori.
    Lingua originale: inglese.

Collegamenti e Citazioni Altri collegamenti e citazioni: 1 totali

  • “ In una scena del film Detachment il personaggio del supplente interpretato da Adrien Brody scrive alla lavagna il titolo di un racconto di Edgar Allan Poe, La caduta della casa degli Usher. ”

Incassi Vedi tutti

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 25 giugno 2012) 303.918 €

INCASSI IN USA (aggiornato al 23 aprile 2012) 67.659 $

13 Commenti

  • bestfilm bestfilm
    Mar. 7, 2012, 9:28 a.m.
    Tra tanti prodotti indipendenti americani, che dopo un po' che ne vedi si iniziano tutti a somigliare o perlomeno risultano meno autoriali del previsto, questo Detachment si è distinto ai miei occhi in positivo.
    La storia parla di una scuola e di un quartiere abbastanza disastrati (nulla di nuovo, a tratti mi ha ricordato il recente 'Entres les murs - La classe'), ma in questo caso il punto di vista non è quello degli studenti, ma quello degli adulti e dei professori (tra cui spicca in una grande interpretazione il protagonista Adrien Brody), che risultano provati dal loro rapporto quotidiano con giovani che sembrano 'animali'. Il regista non ha neanche bisogno di descriverci molti di questi ragazzi o le situazioni che vivono, sono sufficienti alcuni momenti della tipica lezione e l'approfondimento su una ragazza con problemi di peso e su una baby-prostituta per farci capire il quadro, che ci viene comunque illustrato per lo più indirettamente, dalle reazioni e dallo stress che provano i professori, talmente distrutti e impotenti di fronte a quella 'giungla' che fanno sempre più fatica a relazionarsi fra di loro e con le proprie famiglie.
    In tutto questo fra gli adulti non si vede mai un genitore e il film incolpa in parecchi casi chi mette al mondo dei figli senza che abbia la capacità o la voglia di educarli.
    Dopo We need to talk about Kevin è il secondo film in poco tempo che rientra nel genere "anticoncezionale".

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Giu. 18, 2012, 12:02 p.m. - Staff
    Ho letto il trafiletto della recensione di Marco, sembra molto interessante, ma il voto lascia intuire nulla di troppo entusiasmante… mah, speriamo, io ci conto abbastanza.

    0

  • CC CC
    Giu. 22, 2012, 9:39 p.m.
    Per quanto mi riguarda la cosa migliore del film è l'intepretazione di Adrien Brody.
    Il film è interessante ma presa nel complesso la storia non mi ha convinta molto.

    Voto 7

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Giu. 25, 2012, 11:34 a.m. - Staff
    La sensazione è quella di un film con potenziale sfruttato solo in parte. La prima parte l'ho trovata ottima, sia per la descrizione del contesto scolastico, sia per il ritratto del protagonista (Brody poi è fantastico ma che ve lo dico a fare). Poi a metà succede qualcosa, la carne al fuoco si è accumulata, ci sono molti temi lanciati, molte sottotrame che sovraccaricano. Prendendo tutto singolarmente è anche interessante, ma è il mix che Kaye ha creato che sa di pasticcio più che di "commovente rappresentazione del caos moderno". Si risolleva sul finale. Finale che mi ha fatto pensare che in definitiva Detachment è un grido di aiuto. Peccato per la seconda parte, che non è nemmeno brutta intendiamoci, ma non fosse per quella ci saremmo trovati di fronte a un gran film. Vale comunque la visione.
    che ci viene comunque illustrato per lo più indirettamente, dalle reazioni e dallo stress che provano i professori

    Sì. E in mezzo tante parentesi che sono anche interessanti, ma c'entrano fino a mezzogiorno. Barthes e il nonno, il passato di Barthes, James Caan, Lucy Liu… tante cose insomma.

    0

  • CC CC
    Giu. 27, 2012, 3:41 p.m.
    Prendendo tutto singolarmente è anche interessante, ma è il mix che Kaye ha creato che sa di pasticcio più che di "commovente rappresentazione del caos moderno".

    La penso esattamente come te!
    Prese singolarmente ho trovato le varie situazioni interessanti ma tutte insieme non le ho trovate credibili.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Giu. 27, 2012, 4:19 p.m. - Staff
    La penso esattamente come te!
    Prese singolarmente ho trovato le varie situazioni interessanti ma tutte insieme non le ho trovate credibili.


    Sì più che altro non si capisce perchè raccontarle tutte insieme, sono una serie di sottotrame legate debolmente tra loro e per giunta poche hanno davvero mordente, le altre sembrano una serie di situazioni drammatiche già viste al cinema e meglio. Sembra che Kaye si sia trovato a riflettere su alcuni spunti e abbia deciso di buttarli tutti nella stessa storia. IMO se si fosse concentrato solo su Barthes e poche altre cose avrebbe fatto meglio, qui tutto sa di troppo sperimentale.

    0

  • CASSIDY CASSIDY
    In this Depression… Lug. 6, 2012, 8:25 p.m.
    Il distacco tra una padre e un figlio, e più in generale quello tra una generazione e l’altra, ragazzini vittime delle proprie emozioni che lentamente si perdono e si distaccano, il tutto si riflette un liceo di una cittadina statunitense, dove per un mese, arriva il nuovo insegnante supplente Henry Barthes (La s è muta..), anche lui Detachment, appunto…

    La faccia triste e storta di Adrien Brody è quanto mai adatta al personaggio, per una storia che dopo la prima occhiata, pare uno di quei film tristi tristi, che a metà film pare che le cose possano andare bene, e poi invece vanno malissimo e muoiono tutti? Ecco quelli, quelli che danno il pomeriggio su canale 5 e che in genera guarda mia madre :p ecco, però tutto diretto in chiave da film festival, con animazioni sparse qua e la, false interviste ad inframezzare la trama e a permettere al protagonista di dirci cosa pensa…

    La vera forza del film è quella di mostrarci un presente cinico, in cui la capacità di esprimere sentimenti ed emozioni è palese, in una società che enfatizza l’indifferenza, il sottoprodotto sono ragazzi come quelli di questo film, sotto una quercia non nasce un pero…

    Il protagonista è l’ennesima prova maiuscola di Adrien Brody, che qui è davvero spettacolare, nei momenti più lineari del film sa incendiare i giovani cuori parlando loro di “1984” non siano a “Oh Capitano mia Capitano” ma quasi, Brody è magnifico nella sua recitazione passivo/aggressiva, crea un personaggio pieno di paure, cinico, che si è distaccato dalle altre persone per via del padre malato, del suo rapporto con lui, e del suo passato che riaffiorerà…eppure è un uomo buono, che non si cura di cosa gli dicano gli altri, inizia ricevendo insulti, e finisce raccogliendo elogi, Brody recita come il discorso sul ramo di “Stalker” a volte e rigido e a volte e flessibile, sicuramente è bravissimo :cool

    Un film che mente tanta carne al fuoco, tutto il rapporto con la baby-prostituta Erica, o la ragazza talentuosa ma bistrattata per il suo aspetto Meredith, purtroppo a volte si perde:
    Nel mostrare un umanità che tenta di reagire, ognuno a suo modo, ci mostra l’ironia del Professor James Cann, che fa veramente ridere con le sue uscite smile Lucy Liu e le sue crisi nascoste dai grandi occhiali, passando per…hey ma quello è William Petersen?? Ma le dice 8 parole in questo film??

    Insomma un cast del genere utilizzato malissimo, si perché si riducono tutti a particine, anche un po’ stereotipate, il dramma purtroppo si consuma con la mia preferita Christina Hendricks (:inlove)

    A parte il fatto che io una professoressa così non l’ho mai avuta, senò avrei avuto tutti 10 e lode, e si spera anche bacio accademico :p eh eh, a parte il fatto che sacrificarla in accollati vestiti è uno scandalo…ma sto divagando capitemi :p

    Il problema del suo personaggio è che rappresenta la professorina bacchettona, che Henry permette di avvicinarsi a lui infrangendo la sua “regola” di isolamento, e poi la trama tra di loro si consuma con lei che gli urla dietro, lui che sclera, per un malinteso da nulla, protagonista Meredith…e la cosa ridicola, è che mentre la ragazza fugge disperata, nessuno dei due si preoccupa, sono troppo intenti a litigare tra di loro, Brody/Barthes “Giustificato” dall’aver raggiunto il limite, ma il personaggio della Hendricks? Bah…

    Mai l problema vero è che questo film cede troppo al melò, il destino delle donne nella vita di Barthes sembra preso di peso dai film che guarda mia madre, di cui parlavo sopra, e la scelta di Meredith, per come è resa nel film è fin troppo esagerata, così come ho trovato esagerato quel finale, con corsa e abbraccio nel sole, roba che ci mancava solo Al bano a cantare “Quanto il Soooooooooooooooooollleeeeeeee…” no, francamente troppo buonista per un film capace di smuovere quei sentimenti per tutta la sua durata…

    La cosa che mi ha colpito del film è sicuramente il modo in cui mostra come un sistema, consumi chi ci entra pieno di buone intenzioni, di energie e volontà di far bene, smontandolo e rendendolo cinico….immagino conosciate tutti posti così no? Ecco, quelli…

    Un film con parecchi difetti, ma anche tanti momenti davvero buoni, funziona meglio quando fa “Fiction” normale e lineare, invece è sempre sbilanciato tra la volontà di apparire come un ricercato film d film festival, e una roba grondante melò…peccato, salvo due cose, oltre alla Hendricks che quella è una delle gioie della vita :Inlove

    Sicuramente la prova di Adrien Brody, e quel finale…in cui lui legge “la Caduta della casa degli Usher” di Edgar Allan Poe, in maniera sublime, finale da brividi, film con alti e bassi…ma finale veramente bellissimo smile

    0

  • Ragazzino68 Ragazzino68
    Lug. 7, 2012, 5:58 p.m.
    Mi è piaciuto parecchio

    0

  • kross kross
    Lug. 15, 2012, 9:30 a.m.
    Se le intenzioni erano quelle di mostrare le dicotomie fra generazioni, e le praterie sperdute dell'inconsapevolezza giovanile, bene, il film, in buona parte ci riesce, nonostante i sermoni intermittenti di Brody (vestito da frate ?) che si arrovella a spiegarequello che penso e che già so.


    ho sopportato malissimo, invece , la scelta troppo intermittente del montaggio.
    alla lunga è eccessiva espezzatina il film sino alla noia, perchè mi aspetto sempre un reale colpo d'ala che non arriva mai.la parte migliore - a mio parere- (diffusamente abusata) è la redenzione della babyprostituta, ma solo per la prova eccellente di Sami Gayle.

    è vedibile, a prescindere.:p

    0

  • Hushabye Hushabye
    Lug. 27, 2012, 12:42 a.m.
    Non sapevo nulla del film quindi mi sono fatto un giretto su imdb,7.7..Visto, mi trovo costretto ad alzare ulteriormente..Pessimismo e riflessioni in quantità elevata-stile-acting, stupendo.. 8

    0

  • diomede917 diomede917
    Ago. 5, 2012, 4:53 p.m.
    Da un film che apre citando Camus ("non mi sono mai sentito così distaccato dal mondo e presente a me stesso") e prosegue con delle confessioni quasi aberranti su cosa ha sp…into un insegnante a prendere questa strada si capisce che stiamo assistendo a una serie di pugni dritti in pieno volto dopo aver colpito la bocca dello stomaco.
    Il regista inglese Tony Kaye prosegue un suo discorso molto personale sulla vera faccia dellAmerica, dopo avere trattato la nuova corrente filo-nazista con American History X prende di mira il sistema scolastico pubblico vero snodo della pochezza morale della nuova società americana.
    Detachment-il distacco narra le vicende che si districano in una scuola ghetto i cui voti bassi dei propri alunni svalutano il valore degli immobili del quartiere.
    Protagonista è un supplente (il migliore tra quelli disoccupati) che porta dentro di se ferite grandi e che per questo motivo conosce il tormento interiore degli appartenenti alla sua classe, ha gli occhi tristi di un Adrien Brody bravissimo come ai tempi de Il Pianista.
    Il suo approccio non è da Carpe Diem, lui esige il rispetto tra compagni non per se stesso.esalta il valore della lettura come chiave per avere unopinione che ti distacchi dallomologazione della nuova società fatta solamente di falsa apparenza.
    È una persona che vive di pochi ma certi valori che cerca anche di insegnare a una prostituta bambina conosciuta nel suo girovagare notturno.
    Detachment è un film doloroso, quasi senza speranza..i professori sono demotivati privi di quella molla che permette loro di andare a lavoro con il giusto spirito perchè nessuno dice loro grazie.
    Su tutti un gigantesco James Caan che prende pillole anti depressive che permettono a lui di non ammazzare i genitori e impedire di far volare dalla finestra i ragazzi, una Lucy Liu psicologa del centro di ascolto che vomita il suo disprezzo al vuoto interiore della scolaresca e un invisibile Tim Blake Nelson prof e uomo decisamente più che anonimo
    A comandare questa scuola vista come la fatiscente Casa Uscher di Edgar Alla Poe una preside alla soglia della pensione ma con due palle grosse così (interpretata in maniera gagliarda da Marcia Gay Harden).
    Tony Kaye non fa sconti, alcune scene sono disturbanti ma necessarie a rappresentare un vero e proprio disagio sociale come la scena della tortura al gatto o la fellatio della prostituta bambina a casa di Adrien Brody.nonostante un pessimismo cosmico che pervade tutto il film la speranza è tutta rivolta ad un abbraccio in un parco..sembra poco ma per chi ha soffocato i sentimenti è un grandissimo gesto

    Voto 9

    0

  • kross kross
    Ago. 6, 2012, 2:53 p.m.
    Da un film che apre citando Camus


    ecco. ci vuole una presunzione a 1000. per chi conosce Camus

    1

  • Travis-Bickle Travis-Bickle
    Mar. 10, 2013, 1:18 a.m.
    Il film è un po difettoso, confusionario. Però non è un affatto un brutto film.
    Forse c'è fin troppa roba, fin troppi personaggi con i loro problemi, e troppe riflessioni del protagonista che rende il film un po confuso, e qualcosa me la sono anche persa.
    Mi è piaciuta moltissimo la regia, ma anche la scenografia, e la fotografia. Penso che questo film abbia un sacco di belle immagini, come quella finale, che è da brividi.
    Il finale infatti è una chicca, e io reputo il finale di un film una cosa importantissima, e questo è eccezionale.
    Lo metto già tra i film da rivedere.

    0

Commenta:

captcha

tt1683526

Videogiochi, Dvd, Blu-Ray, libri, gadget e tanto altro ancora! Fai i tuoi acquisti su Multiplayer.com!

Hanno questo film nella collezione

Hanno questo film tra i preferiti

Vinci con Cinemapiù I film di prossima uscita

Film Drammatico oggi in TV