Cous cous (La graine et le mulet) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Abdellatif Kechiche e interpretato da Sabrina Ouazani, Alice Houri, Olivier Loustau, Bruno Lochet, Carole Franck, Sami Zitouni, Hafsia Herzi, Cyril Favre, Gilles Matheron, Mohamed Benabdeslem.
Prodotto nel 2007 in Francia e distribuito in Italia da Lucky Red il giorno .
Salito di 542 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàCous cous ( 2007 )
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Trama
Una famiglia di Sète ritrova l'armonia attraverso il comune obiettivo della realizzazione del sogno del padre, un lavoratore portuale disperato che vorrebbe aprire un ristorante.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
Il sogno del couscous
Il realismo di Kechiche è inutilmente prolisso, con lunghissime sequenze, ricche di dialoghi infiniti evidentemente frutto d'improvvisazione, a raccontare la difficile vita quotidiana di questa famiglia araba composta di tante anime diverse.
Trailer e video 1 totali
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In sala: le uscite dell'11 gennaio '08
Un week-end di poche proposte cinematografiche, ma tutte diverse tra loro: l'ultimo film della Comencini, il sequel de L'allenatore nel pallone, Io sono leggenda e Cous Cous.
10.01.2008
Gli Articoli Altri articoli: 2 totali
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Il Blu-ray di Cous cous
Recensione
Il film di Kechiche che colpì in tanti a Venezia 2007, approda in alta definizione con un'edizione soddisfacente, corredata anche da un buon pacchetto di extra.
29.11.2011
Curiosità Altre curiosità: 1 totali
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Venezia 2007
In concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2007).
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 12 totali
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Mostra d'Arte Cinematografica Internazionale di Venezia (2007)
Venezia 2007: 3 premi vinti
- VINCITORE: Premio Fipresci - Abdellatif Kechiche
- VINCITORE: Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente - Hafsia Herzi
- VINCITORE: Premio Speciale della Giuria - Abdellatif Kechiche
Incassi Vedi tutti
Record incassi
88° maggior incasso italiano per la stagione 2007/2008.
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 17 settembre 2008)
1.851.285 €
8 Commenti
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"Cous Cous" è una sorta di commedia drammatica con sprazzi di denuncia e realismo che tratta di temi come l'integrazione, il pregiudizio, la precarietà del lavoro, i legami familiari ed il rapporto con le persone esterne alla famiglia, la solidarietà, la dignità e la fedeltà. Ma a mio parere lo fa con una grossa pesantezza e noia. Lo attestano i tanti momenti lunghi e noiosi, quelle sequenze lunghissime e fastidiose ma soprattutto i dialoghi infiniti, esagerati, per lo più vuoti e spesso sovrapposti. Saranno anche vicini alla realtà, ma in una visione di 151 minuti pesano e stancano eccome! E poi tutte quelle urla pesantissime e martellanti che ti fanno venire a volte l'istinto di tapparti le orecchie! Veramente, si esce dalla sala frastornati e confusi! Come se non bastasse ci si mettono pure un gran numero di inquadrature mosse, traballanti e sfocate da mal di mare.
Insomma, per me è un film pesante e per lo più noioso che può piacere nel suo complesso particolarmente a quel frangente di critica snob, anche se fortunatamente ha anche aspetti positivi e godibili, vedi la già citata cena ed il momento in cui la giovanissima e vulcanica Hafsia Herzi si diletta in un'affascinante e trascinante danza del ventre. Attrice molto intensa ed in parte che spererei di rivedere lavorare in futuro. Insomma, questa parte la trovo veramente di gran valore. Peccato prima venga altro… Ahimé, però, anche nel finale ci sono forzature, vedi l'infinita e patetica corsa del capofamiglia e di come va a finire…
Film estroso e prolisso adatto ad un pubblico di critici cinematografici. Poi chi vuole si arrischi pure, ma in casa sarà molto più difficile sorbettarselo. :p
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Kechiche lavora sul reale, attraverso il tempo. Lavorare sul reale oggi è impresa alquanto ardua e la posizione che assume il (cine)occhio del regista maghrebino è verista/neorealista, con attori spesso non professionisti (Slimani/Habib Boufares è un amico del padre di Kechiche, alla cui memoria è dedicato il film), con situazioni/azioni che vengono riprese integralmente, senza tagli, la macchina da presa è piazzata là e in diretta assistiamo al susseguirsi di dialoghi, di battute, che si sovrappongono, oppure cessano improvvisamente, semplicemente perchè noi vediamo che stanno accadendo. Lo stile "fiumoso" non appesantisce la visione, bensì, Cous Cous è continuamente irrorato di nuova linfa, di nuove storie/aneddoti, di nuove voci che vanno a unirsi in un mosaico che è l'ideale commedia umana dei nostri giorni.
Inoltre, Cous cous riesce a non essere mai retorico nè melenso, è secco, puro, genuino, come gli ingredienti principali per un buon couscous, che danno il titolo originale, la grain et le mulet, la semola e il cefalo.
Non manca un versante politico, in cui seguiamo il lunghissimo iter di Slimani, accompagnato dalla figlia della sua compagna, per aprire il suo ristorante galleggiante, in cui capiamo tutte le difficoltà del vivere oggi, da persone umili e oneste, senza che venga ostentato alcun j'accuseanti-razzista, poichè i protagonisti, pur mantenendosi legati alle proprie tradizioni, sono francesi a tutti gli effetti e vivono come francesi (basti pensare alla situazione familiare di Slimani, diviso fra due famiglie, o, ai discorsi sulla concorrenza degli altri ristoriatori che "spiamo" durante la serata di prova).
Quasi verghiano nell'impostazione narrativa, si tratta di un'opera corale, che va crescendo, ampliandosi, di personaggi, ritmo (e anche di tensione) verso la serata di prova per il ristorante galleggiante di Slimani, e proprio quando tutto sembra andare per il meglio, il lieto fine si allontana inesorabilmente. Bravissimo nel condurre a termine quest'operazione, Kechiche non conclude pienamente il film ma ne fa intuire il finale agrodolce, tramite il montaggio alternato della disperata e sempre più spenta corsa del vecchio Slimani e la sensuale e vitalistica(rivitalizzante) danza del ventre di Rym (interpretata dalla giovane e luminosa Hafsia Herzi), il cui corpo fin troppo burroso diviene il pasto per gli occhi (nostri e) dei commensali, che attendevano un couscous che non arrivava. Un grande film.
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I personaggi riescono ad essere così veri che sembra di poterli toccare.
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bah, io non capisco perchè se un film, che ha avuto il plauso della critica, se poi non piace, diventa di conseguenza adatto soltanto "alla frangia di critici snob"…certo, sempre meglio di dire che il film è "una cacata pazzesca" e che "la gente si deve essere messa d'accordo perchè il film non ha senso" etc. etc. Però anche questo ragionamento non lo capisco :lookaround
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Sono rimasta piuttosto intrigata dagli "usi e costumi" di questa famiglia, dai discorsi a volte quasi "pettegoli", dalla fisicità che si respira in alcuni momenti del film.
Mi ha molto colpita il personaggio di Slimane, un uomo che sembra provare una stanchezza infinita che lo porta a passare sopra a tantissime cose.
Affascinante anche il personaggio della figliastra di Slimane, che si comporta in modo da ottenere ciò che vuole senza farsi troppi problemi.
Visto il titolo del film ho seguito tutti i preparativi del cous cous (un vero e proprio rito) destinato alla serata dimostrativa con grande apprensione, rivelatasi poi giustificata.
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