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Cous cous (La graine et le mulet) è un film del 2007 diretto da Abdellatif Kechiche
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Cous cous 2007 )

Cous cous (La graine et le mulet) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Abdellatif Kechiche e interpretato da Sabrina Ouazani, Alice Houri, Olivier Loustau, Bruno Lochet, Carole Franck, Sami Zitouni, Hafsia Herzi, Cyril Favre, Gilles Matheron, Mohamed Benabdeslem.
Prodotto nel 2007 in Francia e distribuito in Italia da Lucky Red il giorno .

77 MovieScore (?)
basato su 40 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Una famiglia di Sète ritrova l'armonia attraverso il comune obiettivo della realizzazione del sogno del padre, un lavoratore portuale disperato che vorrebbe aprire un ristorante.

La Recensione

Il sogno del couscous

Il realismo di Kechiche è inutilmente prolisso, con lunghissime sequenze, ricche di dialoghi infiniti evidentemente frutto d'improvvisazione, a raccontare la difficile vita quotidiana di questa famiglia araba composta di tante anime diverse.

Il sogno del couscous

Anche la Francia fa capolino alla 64. Mostra del cinema di Venezia. E' quella di Abdellatif Kechiche, regista tunisino pluripremiato nel 2003 per La schivata, che porta in concorso un film fiume su una famiglia di origine magrebina allo sfascio che tenta pazientemente di ricompattarsi attorno al sogno di un padre sessantenne ormai soffocato sul fondo della propria esistenza. Ambientato a Sete, cittadina di mare vicino Marsiglia dove non sembra esserci altro cibo che pesce, La graine et le mulet comincia come un film denuncia su un mondo del lavoro ormai ridisegnato dai ritmi della contemporaneità, con un uomo, Beiji, ...
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Trailer e video 1 totali

Cous cous - Trailer italiano

00:01:06 Cous cous - Trailer italiano

Le Immagini 8 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 19 totali

Le News Altre news: 1 totali

  • In sala: le uscite dell'11 gennaio '08

    In sala: le uscite dell'11 gennaio '08

    Un week-end di poche proposte cinematografiche, ma tutte diverse tra loro: l'ultimo film della Comencini, il sequel de L'allenatore nel pallone, Io sono leggenda e Cous Cous.

    10.01.2008

Gli Articoli Altri articoli: 2 totali

  • Il Blu-ray di Cous cous

    Recensione Il Blu-ray di Cous cous

    Il film di Kechiche che colpì in tanti a Venezia 2007, approda in alta definizione con un'edizione soddisfacente, corredata anche da un buon pacchetto di extra.

    29.11.2011

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Venezia 2007

    In concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2007).

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 12 totali

Incassi Vedi tutti

Record incassi

88° maggior incasso italiano per la stagione 2007/2008.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 17 settembre 2008) 1.851.285 €

8 Commenti

  • *Andromaca* *Andromaca*
    Veramente pesante Gen. 30, 2008, 5:40 p.m.
    Visto il premio assegnato da una giuria di grossi nomi e visto che il riconoscimento è condiviso con un film bellissimo quale "Io non sono qui", sono partita alla visione di questa pellicola con aspettative molto alte che sono però clamorosamente naufragate poco dopo l'inizio del film. Sulla scialuppa di salvataggio solo alcune sequenze situate nell'attesa cena finale, particolarmente quella della danza del ventre.
    "Cous Cous" è una sorta di commedia drammatica con sprazzi di denuncia e realismo che tratta di temi come l'integrazione, il pregiudizio, la precarietà del lavoro, i legami familiari ed il rapporto con le persone esterne alla famiglia, la solidarietà, la dignità e la fedeltà. Ma a mio parere lo fa con una grossa pesantezza e noia. Lo attestano i tanti momenti lunghi e noiosi, quelle sequenze lunghissime e fastidiose ma soprattutto i dialoghi infiniti, esagerati, per lo più vuoti e spesso sovrapposti. Saranno anche vicini alla realtà, ma in una visione di 151 minuti pesano e stancano eccome! E poi tutte quelle urla pesantissime e martellanti che ti fanno venire a volte l'istinto di tapparti le orecchie! Veramente, si esce dalla sala frastornati e confusi! Come se non bastasse ci si mettono pure un gran numero di inquadrature mosse, traballanti e sfocate da mal di mare.
    Insomma, per me è un film pesante e per lo più noioso che può piacere nel suo complesso particolarmente a quel frangente di critica snob, anche se fortunatamente ha anche aspetti positivi e godibili, vedi la già citata cena ed il momento in cui la giovanissima e vulcanica Hafsia Herzi si diletta in un'affascinante e trascinante danza del ventre. Attrice molto intensa ed in parte che spererei di rivedere lavorare in futuro. Insomma, questa parte la trovo veramente di gran valore. Peccato prima venga altro… Ahimé, però, anche nel finale ci sono forzature, vedi l'infinita e patetica corsa del capofamiglia e di come va a finire…
    Film estroso e prolisso adatto ad un pubblico di critici cinematografici. Poi chi vuole si arrischi pure, ma in casa sarà molto più difficile sorbettarselo. :p

    -1

  • Yogi82 Yogi82
    Sembra di essere nel film Apr. 16, 2008, 9:55 a.m.
    Questo film ha una capacità straordinaria: annulla lo schermo che ti divide dai personaggi e della storia. La vita reale è così ben rappresentata che ti sembra di essere lì, tra gli attori (tutti non-professionisti, scelta che ancora una volta si rivela vincente - vedi Paranoid park), con le loro storie, diverse ma così vicine alle nostre da lasciarti sbigottiti di fronte ai problemi di integrazione. Una famiglia immigrata, che pur essendo completamente integrata nella società occidentale francese, decide di mantenere vive le sue tradizioni, di diffonderle, di rinascere (dopo il rifiuto della società in cui vive) attraverso di esse. E' una rinascita dolorosa, irta di ostacoli e diffidenza da parte di una società cinica in cui l'unico Dio sembra essere il denaro. La fine non ve la dico..Buona visione!!!;-)

    0

  • rmaroni rmaroni
    Gen. 29, 2009, 2:54 p.m.
    Dopo un file del genere, viene proprio voglia di gridare…"w la polenta !!!".

    -1

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Gen. 29, 2009, 3:36 p.m. - Staff
    Cous Cousporta a compimento quell'esperimento sul linguaggio (umano, cinematografico, teatrale) che era La schivata, portando il palcoscenico direttamente nella vita reale, in un ambizioso mosaico di voci e di traiettorie umane.

    Kechiche lavora sul reale, attraverso il tempo. Lavorare sul reale oggi è impresa alquanto ardua e la posizione che assume il (cine)occhio del regista maghrebino è verista/neorealista, con attori spesso non professionisti (Slimani/Habib Boufares è un amico del padre di Kechiche, alla cui memoria è dedicato il film), con situazioni/azioni che vengono riprese integralmente, senza tagli, la macchina da presa è piazzata là e in diretta assistiamo al susseguirsi di dialoghi, di battute, che si sovrappongono, oppure cessano improvvisamente, semplicemente perchè noi vediamo che stanno accadendo. Lo stile "fiumoso" non appesantisce la visione, bensì, Cous Cous è continuamente irrorato di nuova linfa, di nuove storie/aneddoti, di nuove voci che vanno a unirsi in un mosaico che è l'ideale commedia umana dei nostri giorni.
    Inoltre, Cous cous riesce a non essere mai retorico nè melenso, è secco, puro, genuino, come gli ingredienti principali per un buon couscous, che danno il titolo originale, la grain et le mulet, la semola e il cefalo.
    Non manca un versante politico, in cui seguiamo il lunghissimo iter di Slimani, accompagnato dalla figlia della sua compagna, per aprire il suo ristorante galleggiante, in cui capiamo tutte le difficoltà del vivere oggi, da persone umili e oneste, senza che venga ostentato alcun j'accuseanti-razzista, poichè i protagonisti, pur mantenendosi legati alle proprie tradizioni, sono francesi a tutti gli effetti e vivono come francesi (basti pensare alla situazione familiare di Slimani, diviso fra due famiglie, o, ai discorsi sulla concorrenza degli altri ristoriatori che "spiamo" durante la serata di prova).

    Quasi verghiano nell'impostazione narrativa, si tratta di un'opera corale, che va crescendo, ampliandosi, di personaggi, ritmo (e anche di tensione) verso la serata di prova per il ristorante galleggiante di Slimani, e proprio quando tutto sembra andare per il meglio, il lieto fine si allontana inesorabilmente. Bravissimo nel condurre a termine quest'operazione, Kechiche non conclude pienamente il film ma ne fa intuire il finale agrodolce, tramite il montaggio alternato della disperata e sempre più spenta corsa del vecchio Slimani e la sensuale e vitalistica(rivitalizzante) danza del ventre di Rym (interpretata dalla giovane e luminosa Hafsia Herzi), il cui corpo fin troppo burroso diviene il pasto per gli occhi (nostri e) dei commensali, che attendevano un couscous che non arrivava. Un grande film.

    1

  • tigrina79 tigrina79
    Gen. 29, 2009, 7:41 p.m.
    Io l'ho trovato un bel film anche se, in alcuni punti, faticoso da seguire.
    I personaggi riescono ad essere così veri che sembra di poterli toccare.

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Gen. 31, 2009, 1:34 p.m. - Staff
    Film estroso e prolisso adatto ad un pubblico di critici cinematografici.


    bah, io non capisco perchè se un film, che ha avuto il plauso della critica, se poi non piace, diventa di conseguenza adatto soltanto "alla frangia di critici snob"…certo, sempre meglio di dire che il film è "una cacata pazzesca" e che "la gente si deve essere messa d'accordo perchè il film non ha senso" etc. etc. Però anche questo ragionamento non lo capisco :lookaround

    0

  • tigrina79 tigrina79
    Feb. 1, 2009, 9:06 a.m.
    Io ho trovato difficile da seguire la scena in cui la moglie russa del figlio di Slimane fa una terribile scenata . Ad un certo punto non riuscivo più a sopportare le sue parole mischiate alle lacrime .

    0

  • CC CC
    Ago. 19, 2010, 9:24 p.m.
    A me questo film è piaciuto, vi si respira un'atmosfera molto diversa da quella italiana.
    Sono rimasta piuttosto intrigata dagli "usi e costumi" di questa famiglia, dai discorsi a volte quasi "pettegoli", dalla fisicità che si respira in alcuni momenti del film.
    Mi ha molto colpita il personaggio di Slimane, un uomo che sembra provare una stanchezza infinita che lo porta a passare sopra a tantissime cose.
    Affascinante anche il personaggio della figliastra di Slimane, che si comporta in modo da ottenere ciò che vuole senza farsi troppi problemi.
    Visto il titolo del film ho seguito tutti i preparativi del cous cous (un vero e proprio rito) destinato alla serata dimostrativa con grande apprensione, rivelatasi poi giustificata.
    Spoiler Mostra spoiler

    0

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