Che ne sarà di noi è un film di genere commedia della durata di . diretto da Giovanni Veronesi e interpretato da Silvio Muccino, Violante Placido, Giuseppe Sanfelice, Elio Germano, Valeria Solarino, Enrico Silvestrin, Katy Louise Saunders, Myriam Catania, Andrea Lehotská.
Prodotto nel 2003 in Italia e distribuito in Italia il giorno .
Sceso di 1186 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolaritàChe ne sarà di noi ( 2003 )
basato su 121 voti
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Trama
Dopo la maturità, tre compagni di scuola decidono di fare un viaggio insieme in un'isola greca, un viaggio che segnerà la crescita interiore dei tre adolescenti.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
E dopo la maturità il nulla
Purtroppo Giovanni Veronesi non osa praticamente nulla: dopo aver inquadrato a sommi capi il contesto generazionale, l'opera si ferma qui.
Le Immagini 2 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 20 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (2)
RECITAZIONE (9)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
MUSICHE (2)
ALTRO PERSONALE (1)
Le News Altre news: 1 totali
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David di Donatello, ecco le candidature
'Che ne sarà di noi' di Veronesi ottiene il numero più alto di candidature, a seguire 'Non ti muovere' e 'La meglio gioventù'.
17.03.2004
Frasi dal film Altre frasi dal film: 1 totali
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“ Un gruppo di amici in vacanza è come un manipolo di soldati spedito in guerra: possono diventare eroi o carne da macello. Una cosa è certa, se torneranno a casa saranno pieni di medaglie o cicatrici. ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 15 totali
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David di Donatello (2004)
David 2004: 12 nomination
- Nomination: Miglior film - Aurelio De Laurentiis e Giovanni Veronesi
- Nomination: Miglior attrice protagonista - Violante Placido
- Nomination: Miglior attore protagonista - Silvio Muccino
- Nomination: Miglior sceneggiatura - Silvio Muccino e Giovanni Veronesi
- Nomination: Miglior produttore - Aurelio De Laurentiis
- Nomination: Miglior attore non protagonista - Elio Germano
- Nomination: Miglior direttore della fotografia - Fabio Zamarion
- Nomination: Miglior musicista - Andrea Guerra
- Nomination: Miglior scenografo - Marco Dentici
- Nomination: Miglior costumista - Gemma Mascagni
- Nomination: Miglior montatore - Claudio Di Mauro
- Nomination: Miglior fonico di presa diretta - Miguel Ángel Polo
Incassi Vedi tutti
Record incassi
30° maggior incasso italiano per la stagione 2003/2004.
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 21 settembre 2006)
4.910.516 €
17 Commenti
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..bè,secondo me il film è stato veramente bello…rispecchia la realtà..o almeno un mondo in cui i ragazzi della mia età più o meno si trovano a vivere..
certo ammetto ke alcune cose sono un po esagerate..ma nel complesso il film mi è piaciuto tantissimo
..nn sono un critico ma ho comunque passione x il cinema e poi i gusti sono un qualcosa di personale no???
é un bel film x il suo genere!
..ciao!
..grazie!
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La destinazione del viaggio, che dovrebbe assolvere a tale ruolo, viene scelta da Matteo ( Silvio Muccino ) con lo scopo di seguire l’amata Carmen, nemmeno preoccupatasi di avvertirlo della sua partenza per l’isola di Santorini, in Grecia.
Questo viaggio, nella magica atmosfera isolana, sarà un’esperienza che cambierà definitivamente le vite dei quattro ragazzi, aiutandoli a comprendere e a comprendersi meglio. Al termine di quello che può essere definito un vero e proprio viaggio di Iniziazione, l’amore diventerà più maturo anche se non sempre lo vedremo trionfare nel modo in cui ci aspetteremmo e i genitori d’improvviso assumeranno quel ruolo importante che hanno sempre avuto ma che sino ad allora non era stato percepito dai cuori, forse troppo occupati a combatterli, dei figli. Sullo sfondo dell’intera vicenda una ragazza nella quale ogni donna si può riconoscere, alle prese con il suo primo, unico, favoloso, sognante ma sofferto e mai contraccambiato amore.
Il film ci lascia con l’incertezza sul futuro unita, però, alla speranza in un domani anche se ancora sconosciuto.
Un film che vuole mostrare uno spaccato di vita dei giovani nel loro viaggio interiore verso la maturità, ma in modo decisamente troppo positivo. Nonostante molti diciannovenni,infatti, abbiano tentato di uscire dal limbo della loro condizione esistenziale sono stati necessari anni di sofferenza e lotta contro una vita dispettosa e avara che la maggior parte delle volte li ha portati ad una triste rassegnazione e all’abbandono dei loro sogni.
Nonostante non si tratti di una trama particolarmente originale riesce comunque a coinvolgere lo spettatore con una storia ben congegnata e quasi mai noiosa che riporta con nostalgia ai tempi della gioventù con le sue speranze, le sue illusioni, le sue battaglie contro il mondo e contro sé stessi. Alcune scene piene di sensualità e phatos arricchiscono il film donandogli quel tocco mucciniano caro a molti, infatti, come forse non tutti sanno, la sceneggiatura di questo film è stata scritta a quattro mani dal regista Giovanni Veronesi ( regista de “Il mio west” ) insieme al ventunenne fratello di Gabriele Muccino.
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I protagonisti partono per la Grecia e la loro non sembra neppure un'avventura, ma il solito filmetto sulle vacanze estive: incontrano le solite ragazzotte disponibili e scostumate, vanno in discoteca e si impasticcano, rivaleggiano con ragazzi più ricchi e dotati di barca, ed ogni tanto filosofeggiano sul futuro, ma ovviamente non mancano i siparietti da avanspettacolo: uno di loro non fa altro che rompere perchè gli scappa la cacca e cose del genere.
Arrivati ad un certo punto non si vede l'ora che il film finisca :-)
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e poi sta tipa che si innamora di muccino… che senso ha??? potevano evitarla…
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ciao
ary
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Secondo me Veronesi non ha osato ma non poteva osare di più. Bello davvero!
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Bravo Silvestrin.
Voto: 8
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Dodici anni dopo, nel 2004, Giovanni Veronesi cerca di riportare sul grande schermo la stessa atmosfera della cosiddetta 'fuga' in un contesto drasticamente diverso, che vede protagonisti tre giovani maturandi: Matteo (Silvio Muccino), Manuel (Elio Germano) e Paolo (Giuseppe Sanfelice) che, dopo aver terminato gli esami di maturità (seppur ancora all'oscuro dell'esito), decidono di partire per l'isola di Santorini (Grecia) in cerca di nuove esperienze ed avventure; in realtà, Matteo (Muccino) ha scelto come meta Santorini per 'inseguire' la sua fidanzata Carmen (Violante Placido), ad insaputa dei suoi due compagni.
Durante la loro permanenza sull'isola, la vita dei tre ragazzi subirà dei radicali cambiamenti, sia positivi che negativi, che consentiranno loro di crescere, maturare ed affrontare la vita futura. L'intento di Veronesi di raccontare una storia mirata ad un pubblico sia adulto che adolescenziale è chiaro fin dall'inizio e le buone intenzioni del regista si intravedono senza difficoltà. Quasi tutti gli interpreti hanno la faccia giusta, quella faccia tipica dell'adolescente che insegue i propri ideali e cerca qualcosa al di fuori della propria esistenza apatica e priva di forti convinzioni.
Il “cruccio” del film di Veronesi sta proprio qui; “Che ne sarà di noi” è un film sicuramente ambizioso ma che, purtroppo, non riesce a gestire tutte le premesse/promesse stabilite in partenza poiché, anche se privo di alcuni dei più riluttanti canoni che hanno, finora, caratterizzato i “teen-movie” nostrani, risulta comunque un melanconico, e a tratti patetico approccio a quel (lungo) filone cinematografico che spopola in Italia ormai da anni (a sostegno di questa tesi, è da sottolineare la presenza di Katy Louise Saunders, la Babi di “Tre metri sopra il cielo”).
Veronesi, dunque, fallisce e perde una grande occasione di discostarsi da tutti i parametri largamente al di sotto del “guardabile” con cui la nostra “arte cinematografica” viene a comporsi. “Che ne sarà di noi” non è un prodotto che, detto “in soldoni”, si fa fatica a guardare, dato che alcuni spunti degni di nota si possono trovare, ai quali, però, si accosta quello stile ancora troppo “infantile” e buonista che vuole (?) solo sembrare disilluso e disincantato; lo confermano sequenze come il pestaggio di Manuel (Germano) e il taglio di capelli di Paolo (Sanfelice).
Così come la regia, anche la recitazione si mantiene su livelli piuttosto scarsi, su tutti, quella di Muccino e Sanfelice, mentre, per quanto riguarda Germano, oggi considerato il “De Niro italiano”, non necessitano particolari osservazioni, e lo stesso per la Placido.
Come detto, questo film poteva davvero aspirare ad essere quantomeno “diverso” rispetto alle storie asciutte e sfilacciate che ci vengono propinate ordinariamente, ma la sola conclusione a cui ci troviamo di fronte non è altro che l’impressione, se non la certezza di aver assistito all’ennesima opera incompiuta e clamorosamente “sbagliata”.
Voto: 5
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Bravi gli attori: Silvio Muccino non mi spiace sia come attore sia come sceneggiatore (avrebbe fatto poi ulteriori progressi in futuro); Violante Placido bella e brava; Elio Germano per me batte tutti/e.
Giovanni Veronesi se la cava discretamente come regista/sceneggiatore, ma ha fatto molto di meglio (Manuale d'amore, per esempio).
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