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Bella addormentata è un film del 2012 diretto da Marco Bellocchio
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Bella addormentata 2012 )

Bella addormentata è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Marco Bellocchio e interpretato da Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Maya Sansa, Pier Giorgio Bellocchio, Brenno Placido, Fabrizio Falco, Gianmarco Tognazzi, Roberto Herlitzka.
Prodotto nel 2012 in Italia e distribuito in Italia da 01 Distribution il giorno .

76 MovieScore (?)
basato su 39 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Un senatore deve scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza o non votarla, disubbidendo alla disciplina del partito, mentre sua figlia Maria, attivista del movimento per la vita, manifesta davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana. Roberto, con il fratello, è schierato nell'opposto fronte laico. Un "nemico" di cui Maria si innamora. Altrove, una grande attrice cerca nella fede e nel miracolo la guarigione della figlia, da anni in coma irreversibile, sacrificando così il rapporto con il figlio. Infine la disperata Rossa che vuole morire, ma un giovane medico di nome Pallido si oppone con tutte le forze al suo suicidio.

Perché vederlo:

Un dramma che affronta un tema spinoso e ancora molto discusso, come quello dell'eutanasia per Marco Bellocchio - autore de L'ora di religione, I pugni in tasca, Buongiorno, notte - che ha preso spunto dal caso di Eluana Englaro. Nel cast Toni Servillo, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Isabelle Huppert.

La Recensione

Morire, dormire.

Il merito più grande del film è quello di aver concentrato il nucleo emozionale della storia in un finale commovente come pochi, un epilogo che dà senso all'intera storia, la libera dalla 'logicità' del fatto, dalla fredda successione temporale.

Il 9 febbraio del 2009 Eluana Englaro muore nella clinica La Quiete di Udine dopo 17 anni di coma vegetativo e su richiesta dei genitori di sospendere l'alimentazione forzata. Partendo dal fatto di cronaca Marco Bellocchio incastra quattro storie ad esso collegate e con Bella Addormentata, presentato in concorso alla 69.ma Mostra d'Arte Internazionale Cinematografica di Venezia, si conferma come uno dei più grandi cineasti italiani. Un senatore deve decidere se votare secondo la propria coscienza laica la legge sull'alimentazione assistita o se assecondare la volontà della maggioranza e della figlia Maria (Alba Rohrwacher), attivista del movimento per la vita. ...
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Trailer e video 24 totali

Trailer - Bella addormentata

00:01:29 Trailer - Bella addormentata

Le Immagini 43 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 32 totali

Le News Altre news: 13 totali

Gli Articoli Altri articoli: 10 totali

  • Il Blu-ray di Bella addormentata

    Recensione Il Blu-ray di Bella addormentata

    Il discusso film di Marco Bellocchio presentato a Venezia 2012 arriva in alta definizione con un'ottima resa audio-video. Discreti i contenuti speciali.

    19.03.2013

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Venezia 2012

    In concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2012).

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 11 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: € 5.700.000

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 24 ottobre 2012) 862.812 €

4 Commenti

  • Napset Napset
    Set. 17, 2012, 11:11 p.m. - Staff
    Devo essere sincero,non mi è piaciuto granchè. Sicuramente interessante e qualche situazione mi è piaciuta ma forse è proprio la sua natura episodistica che non mi ha convinto. Affronta un argomento decisamente poco facile e il modo in cui riesce a prenderlo di petto parlando "anche" di molto altro è il pregio piu' grande che sono riuscito a notare nel nuovo film di Bellocchio,che comunque considero una visione doverosa.

    0

  • Damiax Damiax
    Set. 18, 2012, 10:28 p.m.
    Visto oggi pomeriggio (dopo aver visto E' stato il figlio, che non mi aveva preso del tutto): film interessante che in più di un'occasione commuove, coinvolge, emoziona, ma che forse poteva essere qualcosa di più. Bellocchio si conferma nuovamente uno dei più validi registi italiani ancora attivi, dimostrando di cavarsela anche come soggettista e sceneggiatore.
    Ottimo il reparto tecnico (confermato il team che trionfò la penultima edizione dei David di Donatello con Vincere).
    Attori bravissimi, chi più chi meno. I migliori per me sono stati Toni Servillo (immenso come sempre, domina la scena come negli altri film dove compare, compreso E' stato il figlio) e Alba Rohrwacher. Mi ha convinto molto la Sansa, un pò meno la Huppert. Molto bravo Rondino, così come la rivelazione Falco (personaggio insopportabile però). Anche se in ruoli marginali, Gian Marco Tognazzi e Roberto Herlitzka si confermano ottimi comprimari.
    Con tutto il rispetto per chi ha amato di più Pietà di Kim Ki-duk e il già menzionato E' stato il figlio, ma a me è piaciuto molto di più questo film: anche se non lo includerò nella lista dei miei film preferiti, ne consiglio la visione.

    0

  • red red
    Set. 18, 2012, 10:59 p.m.
    Visto oggi pomeriggio (dopo aver visto E' stato il figlio, che non mi aveva preso del tutto): film interessante che in più di un'occasione commuove, coinvolge, emoziona, ma che forse poteva essere qualcosa di più. Bellocchio si conferma nuovamente uno dei più validi registi italiani ancora attivi, dimostrando di cavarsela anche come soggettista e sceneggiatore.
    Ottimo il reparto tecnico (confermato il team che trionfò la penultima edizione dei David di Donatello con Vincere).
    Attori bravissimi, chi più chi meno. I migliori per me sono stati Toni Servillo (immenso come sempre, domina la scena come negli altri film dove compare, compreso E' stato il figlio) e Alba Rohrwacher. Mi ha convinto molto la Sansa, un pò meno la Huppert. Molto bravo Rondino, così come la rivelazione Falco (personaggio insopportabile però). Anche se in ruoli marginali, Gian Marco Tognazzi e Roberto Herlitzka si confermano ottimi comprimari.
    Con tutto il rispetto per chi ha amato di più Pietà di Kim Ki-duk e il già menzionato E' stato il figlio, ma a me è piaciuto molto di più questo film: anche se non lo includerò nella lista dei miei film preferiti, ne consiglio la visione.


    Riassumento potrei dire che le mie opinioni sul film sono completamente inverse rispetto al tuo commento smile
    Due ore di film pallosissimo, dopo dieci minuti capisci già l'andazzo della pellicola e… ragazzi non vorrei fare humor nero ma volevo uccidermi, davvero. Ne avrei approfittato per farmi un pisolino soltanto che le luci della sala e le poltrone scomode non me lo permettevano.
    Bellocchio con questo film voleva impegnarsi a trattare l'argomento eutanasia utilizzando diverse storie e quindi molteplici punti di vista facendoli scontrare in un continuo confronto. Peccato che lo faccia in maniera tale che imho sfiora quasi la superficialità, dialoghi che non dicono nulla, ("usa il preservativo che questa ti incastra" della serie che la madre del mio ex ragazzo l'avrebbe detta in modo molto più credibile).
    Un epilogo che dovrebbe essere il momento forse più "alto" di scontro tra il "eutanasia sì eutanasia no" risulta soltanto una sorta di conto alla rovescia per poter alzarsi dalla poltrona e prendere finalmente un po' d'aria fresca, il risultato dovrebbe essere l'inversione delle opinioni in merito all'argomento.
    Ciò che dispiace di più è l'occasione mancata per tirare nuovamente in ballo l'argomento per scuotere un po' le nostre coscienze e capire che non è tutto bianco o nero, poi chi realmente ha vissuto un dramma tale magari ci rimane pure male perchè si aspettava di più (tipo io), zero coinvolgimento emotivo, proprio zero, seppure ci sia un argomento che riesca a commuovere facilmente come quello della morte. Inoltre ci metti in mezzo uno dei casi più discussi degli ultimi anni in Italia e non solo, pretenderesti un po' più di concretezza e non un "scusa è troppo complicato devo andare" dopo la sco**ta del mese :-|
    Proprio poca roba, si salvano Toni ovviamente, che è stato l'unico a regalarmi un momento buono in tutta la durata del film (la scena in cui prova il discorso) e la Huppert.
    Quando uno dice andate a vedere i film italiani! Beh non andate a vedere questo smile

    0

  • BaroneBirra BaroneBirra
    Set. 30, 2012, 8:47 p.m.
    Bella Addormentata non è un film semplice, non lo è per la storia che racconta, non lo è per come la racconta e non lo è perché dice molto più quello che sembra.
    Bellocchio ci porta indietro di tre anni, quando la vicenda Englaro arrivò al suo apice, a turbare le coscienze degli italiani e lo fa in maniera analitica, senza schierarsi apertamente, anche se certi passaggi potrebbero far pensare il contrario, ma se l'allora presidente del consiglio, diede prova di avere la lingua più veloce del cervello ("Eluana ha le mestruazioni, dunque è viva e potrebbe anche partorire" :-() non è certo colpa di Bellocchio.
    Ma la "Bella Addormentata", non è tanto Eluana Enlgaro, quanto piuttosto, la coscienza della gente comune, per troppo tempo assopita e talvolta soppressa da poteri più forti, che vediamo riflessa nei protagonisti del film.
    C'è una ladra tossicodipendente, priva della voglia di vivere, che tenta in ogni modo di togliersi la vita, fino a quando non trova un medico determinato che le dà una ragione per non morire.
    Un uomo politico, con una vicenda simile a quella di Eluana alle spalle, pressato dalla volontà del partito a votare a favore del decreto Sacconi, al quale però lui è contrario, avendo egli stesso staccato la spina alla moglie morente, vive un dissidio interiore che lo porta a scontrarsi sia con i membri del partito, sia con la figlia Maria, cattolica convinta (?)
    La stessa Maria, recatasi a Udine per manifestare davanti alla clinica dove si trova la Englaro, per sostenere la tenuta in vita della donna, si innamora di Roberto, che assieme al fratello afflitto da turbe psichiche, è invece un manifestante laico a favore dell'eutanasia. I due finiranno con l'andare a letto assieme e lei con un po' di ipocrisia si porterà il crocifisso sulla schiena, come a nascondere l'atto.
    C'è poi la vicenda di una madre che ha abbandonato un'affermata carriera d'attrice per seguire, anima e corpo, la figlia in coma, ma allontanandosi così anche dal marito, che nonostante tutto continua ad amarla, e dall'altro figlio che vorrebbe che tornasse a recitare e a seguire l'evolversi della sua carriera.
    Servirà l'annuncio della morte di Eluana, per far risvegliare le coscienze dei protagonisti, in modo che ognuno faccia i conti con se stesso e con il passato, mettendo quindi pace ai loro conflitti interiori, così quando alla fine vediamo Rossa, svegliarsi sappiamo che non è solo un risveglio letterale, ma qualcosa di più profondo.
    Mi sono piaciuti tutti i protagonisti, ma metterei uno scalino sopra gli altri il solito Toni Servillo e Isabelle Huppert, in un ruolo che le sembra cucito addosso.

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