Recensione Womb (2010)
Tommy, never let me go
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Ciò che colpisce in una pellicola così densa a livello tematico come Womb è il vuoto totale, fisico e relazionale, in cui si muovono i personaggi. I riferimenti spazio-temporali sono quasi assenti. Benedek Fliegauf ha scelto come location la fredda costa del Nordest della Germania, ma a giudicare dalle scarse informazioni forniteci e dalla lingua utilizzata la pellicola sembra ambientata in un'Inghilterra futuristica molto simile a quella creata da Kazuo Ishiguro nel suo romanzo Non lasciarmi. Con l'agghiacciante dramma anglogiapponese Womb condivide la presenza dei cloni, accennata in più occasioni in cui ci si riferisce ai bambini nati con questa pratica come a 'copie', anche se qui manca ogni forma di struttura o controllo che regoli l'esistenza dei cloni distinguendoli dagli esseri umani. Ma questo è un elemento che, seppur intrigante, non viene approfondito. L'interesse del regista si concentra unicamente sul piano emotivo della storia. Gli spazi immensi, le praterie incontaminate, le spiagge deserte sono teatro di una relazione sentimentale che prosegue anche dopo la morte, la presenza fisica degli esseri umani è ridotta all'osso e il passo lento della narrazione viene reso attraverso l'uso insistito di campi lunghissimi, sospensioni e silenzi.
Il non detto ha la meglio sulla storia e quella che, di solito, è vista come una qualità si rivela un'arma a doppio taglio in una pellicola che lavora di sottrazione fino ad apparire troppo scarna. Ottimo il lavoro sulla ricostruzione dell'ambiente, supportato da una fotografia eccellente opera di Péter Szatmári. La luce bluastra, tenue e pastellata, invade la natura immersiva che fa da sfondo al dramma umano e che rappresenta uno dei pilastri del film insieme alle interpretazioni dell'intensa Eva Green e di Matt Smith, acclamato Doctor Who del piccolo schermo. Benedek Fliegauf ha il pregio di evitare la facile morbosità e dirige con mano delicata scene complesse come la passione infantile, ma audace, in apertura di film o le sequenze edipiche tra Rebecca e Thomas, ma alla lunga il suo Womb sconta quella lentezza che lo rendono un'opera sì peculiare, ma inadatta a chi non ha la pazienza di lasciarsi suggestionare da un sussurro.la pagella della redazione
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Womb
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- Film del 2010
- Generi: drammatico
- Regia di: Benedek Fliegauf
- Cast: Eva Green, Matt Smith, Lesley Manville
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