Recensione Night Fishing (2011)
Smart Ghosts
Il premiato regista Park Chan-Wook (ribattezzatosi, con un curioso gioco di parole, Parking Chance per l'occasione) propone con questo Night Fishing un esperimento inedito. Cimentarsi con un cortometraggio (solo 33 minuti) e dargli una distribuzione mainstream è già una bella sfida per il regista di Old Boy, ma ancora più rivoluzionario è il modo in cui il film è stato girato, avvalendosi soltanto di un iPhone 4. Nonostante la peculiarità del mezzo, sul cortometraggio c'è un lavoro prettamente e squisitamente cinematografico, sia a livello di scelte registiche che di post-produzione, molto evidente nella cura del montaggio e della fotografia; tuttavia, la scelta di girare con un semplice smartphone è tutt'altro che indifferente al risultato finale, donando al tutto un look che si pone tra il cinema, il videoclip e la videoarte.
Alternanza di colore e bianco e nero a sottolineare i diversi livelli di realtà (ma, come è facile immaginare, l'interpretazione non è univoca), grana digitale più o meno presente sullo schermo, per un'opera che utilizza il look postmoderno per raccontare una ghost story solidamente radicata nella tradizione. Una vicenda che parla di morte, abbandono, memorie cancellate e ritrovate, incapaci di morire; una storia che non fa alcuna concessione alle mode (già morte) dell'horror orientale più stereotipato, ma riesce lo stesso ad essere, in molti punti, genuinamente inquietante. E' il riso/pianto della bravissima protagonista femminile, a restare più impresso nella memoria dello spettatore, che esce dalla mezz'ora di visione inquieto, forse con qualche interrogativo su ciò che ha visto, ma certo non indifferente. Un risultato di cui Park, regista che si conferma straordinariamente versatile, potrà certo dirsi soddisfatto.la pagella della redazione
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Night Fishing
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- Film del 2011
- Generi: corto, fantastico
- Regia di: Park Chan-Wook
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- edizione: Far East 2011 - Far East Film Festival
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