Recensione The Amazing Spider-Man (2012)
Ricomincio da un ragno
VIDEO
The Amazing Spider-Man, così, ci mostra di nuovo il Peter Parker nerd, imbranato e immaturo che non è stato morso dal ragno radioattivo e non ha ancora iniziato la sua mutazione. In realtà, rispetto alla storia canonica, il film di Webb fa un passo indietro e regala al personaggio un nuovo background, in parte mutuato da alcune recenti versioni del fumetto (prima tra tutte la Ultimate Spider-Man): Peter, ancora bambino, viene abbandonato dai suoi genitori, nel periodo in cui suo padre, ricercatore, stava sviluppando alcuni esperimenti sulle mutazioni genetiche e la rigenerazione cellulare. Anni dopo, il ritrovamento casuale di una valigia appartenuta al dottor Parker porta il protagonista, ormai adolescente, a conoscere Curt Connors, vecchio collega di suo padre e ora ricercatore di fama, che sta portando avanti, con la segreta speranza di ovviare un giorno alla sua disabilità (è privo di un braccio) le stesse ricerche. Sarà proprio in occasione di una visita da Connors che Peter farà il fatidico incontro con l'aracnide che cambierà la sua vita; ma non sarà la sua, come chiunque conosca la storia sa bene, l'unica mutazione in vista. La città di New York sembra avere ora più che mai bisogno di un eroe, visto che lo stesso Connors, accecato dall'entusiasmo per i suoi risultati, decide di provare su di sé il farmaco che ha appena messo a punto... con risultati disastrosi.
Fermo restando quanto prima premesso, ovvero l'intrinseca difficoltà di un reboot a così pochi anni di distanza, bisogna dire che questo The Amazing Spider-Man, probabilissimo apripista di un nuovo franchise, presenta nella sua concezione e nel suo sviluppo luci ed ombre. Se la sceneggiatura di James Vanderbilt mostra infatti l'apprezzabile proposito di esplorare nuovi aspetti del personaggio, svecchiandone in parte la concezione e affrontando momenti della sua vita in precedenza poco trattati (la vita liceale, il fidanzamento col primo amore Gwen Stacy - che ha qui il volto di Emma Stone - la stessa infanzia, rievocata nei flashback e nei molteplici riferimenti) è anche vero che a tale intento corrispondono risultati non sempre convincenti e coerenti. Se il film, in virtù anche del budget e di una generale, buona concezione della messa in scena, funziona bene dal lato spettacolare, è proprio l'aspetto intrinsecamente narrativo, quello su cui un'operazione del genere doveva innanzitutto puntare, a non convincere del tutto. Chi scrive ricorda bene il film di Raimi del 2002 (quello a cui istintivamente, guardando questa pellicola, la memoria corre come termine di paragone), ivi comprese le reazioni di allora e la frequente critica di scarsa introspezione psicologica. Eppure, nell'estrema semplicità e fedeltà al modello originale della sua concezione narrativa, quella pellicola mostrava un'evoluzione e una "formazione" del personaggio interessanti e tutto sommato credibili. Qui, invece, malgrado tutte le teoriche, buone intenzioni, è proprio questo aspetto a risultare carente.
L'impressione che si ha è che, quasi nel timore di ripetere ciò che era già stato fatto da Raimi, lo script abbia volutamente sacrificato (o comunque reso più sfumati) alcuni aspetti fondamentali del personaggio, finendo però per fargli perdere spessore. La questione della responsabilità, perno su cui l'intera trilogia precedente ruotava, e principale motore delle azioni dell'eroe, è qui solo accennata, quasi che la sceneggiatura avesse avuto paura di renderla più esplicita: il risultato è che la presa di coscienza del personaggio appare molto più forzata e poco convincente. Lo stesso momento della morte dello zio di Peter (snodo fondamentale in tutte le versioni della storia) ha qui un impatto emotivo molto minore, mentre una certa attitudine sarcastica e "cialtrona" del personaggio durante le sue azioni, mutuata dal fumetto, non trova il necessario contraltare in un'evoluzione coerente e credibile. Ciò, va detto, nonostante l'interpretazione di Andrew Garfield sia in sé buona e credibile, così come quella di un ottimo Rhys Ifans nel ruolo di Connors/Lizard: anche riguardo a quest'ultimo personaggio, tuttavia, va rilevata un'evidente incertezza nel gestirne la costruzione, una troppo subitanea trasformazione in senso negativo, e dei tratti da sdoppiamento di personalità, riecheggianti la sempiterna dualità tra Jeckyll e Hyde, che non vengono adeguatamente sviluppati.
Resta comunque da dire che i personaggi di questo film, così come quelli di tutte le saghe super-eroistiche più recenti, sono stati probabilmente concepiti e portati sullo schermo nell'ottica di una narrazione spalmata su più pellicole, che permetta di articolare, costruire e far evolvere caratteri (e vicende) in un arco narrativo più lungo. In questo senso, sarebbe forse il caso di fare una riflessione sul concetto stesso di serialità al cinema, su come questo si sia evoluto negli ultimi anni e su come si stia avvicinando, specie in casi come questo, a quello equivalente del piccolo schermo. Un tema sicuramente interessante, che però non può far prescindere dal fatto che, almeno per come viene concepito attualmente l'oggetto-film, gli strumenti critici di cui disponiamo ci impongono di valutarlo come entità a sé stante, da fruire in modo indipendente, che deve contenere in sé tutte quelle caratteristiche necessarie a catturare e a mantenere l'interesse dello spettatore. Questo The Amazing Spider-Man, in questo senso, funziona decisamente meglio dal lato spettacolare (nonostante l'uso di un 3D molto più superfluo che in passato) e da quello del ritmo, piuttosto vivace, che da quello puramente narrativo: in quest'ottica, il film di Webb sconta da un lato la sua natura di reboot eccessivamente prematuro, e dall'altro il suo eccessivo "affidarsi" a dei sequel di cui attualmente, per forza di cose, si può parlare solo in senso ipotetico. Questo nuovo Uomo Ragno col volto di Garfield, insomma, per carburare (e per entrare nel cuore dei fans) avrà probabilmente bisogno di più pellicole: le impressioni su questa partenza, per ora, portano in ugual misura motivi di interesse e perplessità.la pagella della redazione
0 Commenti
| Commenta: |
|---|
The Amazing Spider-Man
-
- Film del 2012
- Generi: azione, drammatico, fantastico
- Regia di: Marc Webb
- Cast: Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans
Gli articoli più letti
-
La colonna sonora de Il grande Gatsby
Se nella prima parte della pellicola, forse anche a causa di un certo distacco nella narrazione, l'anacronismo del commento hip-hop alle sequenze di danze, eccessi e libagioni stride anche ai sensi dello spettatore non nuovo al cinema di Luhrmann, con l'avanzare della pellicola la visione si ricompone e anche questa volta riesce quel miracolo universalizzante che ha caratterizzato le più riuscite opere del regista australiano.
-
Le danze della decadenza - Recensione Il grande Gatsby (2013)
Il lungo razzle dazzle con cui si apre il film non riesce - nonostante l'indubbio sfarzo e l'incredibile lavoro di scenografi e costumisti - ad introdurci alle atmosfere dell'epoca, ma piuttosto crea un quasi oltraggioso contrasto con il voice over fitzgeraldiano e con il tono malinconico che la pellicola comincia ad assumere soltanto con l'entrata in scena di Leonardo DiCaprio.
-
Dawson's Creek, l'eredità della serie 10 anni dopo l'addio a Capeside
A 10 anni dalla messa in onda della series finale, cosa resta di Dawson's Creek? La svolta nelle carriere dei membri del cast, ma anche l'eredità del teen drama meno rivoluzionario, ma maggiormente significativo degli ultimi anni.
-
Fringe: al traguardo dei 100 episodi dopo cinque anni in bilico
Con una stagione finale coraggiosamente diversa, la serie creata da J.J. Abrams saluta i suoi spettatori dopo cinque anni sempre a rischio, a dispetto di una qualità a tratti elevata.
-
Il trono di spade - 3x07: The Bear and the Maiden Fair
Episodio ricco di dialoghi incisivi e di elementi romantici, The Bear and the Maiden Fair: ma su tutti gli idillii de Il trono di spade incombe, manco a dirlo, l'inverno che sta arrivando. Fa fede la firma in calce a questa teleplay, quella di George R.R. Martin.
-
Come un delfino - la serie: Raoul Bova racconta il nuoto
-
Cannes 2013: Il cast de Il grande Gatsby inaugura il Festival
-
The Bling Ring: Sofia Coppola ed Emma Watson bad girls a Cannes
-
Vivere nella paura - Recensione Heli (2013)
-
Fashion Crime - Recensione The Bling Ring (2013)

