Recensione Cogan - Killing Them Softly (2012)
Quando il crimine non paga
VIDEO
E non è certamente un caso che fin dalle prime scene il futuro presidente americano (così come il rivale John McCain o l'uscente George W. Bush) sia spesso presente sullo sfondo, attraverso TV o radio, ad accompagnare in modo apparentemente slegato la storia; è nel finale, nel bellissimo sfogo del suo protagonista, che emerge in tutta la sua potenza il sottotesto: "L'America non è un paese, è un business. Quindi pagami e basta, figlio di puttana". Perché Jackie Cogan non è il tipico gangster ma una sorta di consulente, è un uomo che fa il suo lavoro in fretta e senza rischi, si sporca le mani solo quando è necessario (e se proprio deve "uccide dolcemente", ovvero da lontano, senza dare la possibilità alla vittima di piangere e supplicare), a volte preferisce addirittura subappaltare il lavoro ad un altro killer in difficoltà economica.
Niente vendette quindi, niente interessi personali, solo business: fin dal primo momento in cui vediamo Jackie (bellissimo il suo arrivo sulle note di Johnny Cash) discutere con il "portavoce" mafioso di tariffe, budget e tagli da effettuare proprio come un uomo d'affari, è evidente il buon lavoro di Dominik sulla sceneggiatura (basata sul romanzo Cogan's Trade di George V. Higgins datato 1974) e sul portare avanti questo suo coraggioso parallelismo: quello stesso dialogo davvero non è troppo differente tra due dirigenti bancari o di una multinazionale che cercano di decidere chi fare fuori e quale sia il piano meno costoso.
Al film mancano alcuni elementi tipici del cinema commerciale americano, come una presenza femminile che possa fare da possibile interesse amoroso, o anche solo un minimo di background sui personaggi; Dominik invece non rinuncia, ma anzi enfatizza, ad altri due elementi classici del genere: una forte componente ironica caratterizzata da alcuni personaggi e dialoghi sopra le righe ed una violenza presente in maniera discontinua ma massiccia, con in particolare un pestaggio che è tra i più impressionanti mai visti su schermo ed una uccisione al ralenty che, sebbene non originalissima, dimostra ancora una volta le enormi capacità tecniche di questo regista. Tutto il film infatti è girato e fotografato in modo impeccabile, ha un ritmo scorrevole e diretto e può vantare un cast in ottima forma, capitanato da un convincente Brad Pitt ma arricchito dalla presenza di tanti altri talenti che sebbene con poco spazio a disposizione, come James Gandolfini o Richard Jenkins, riescono in più momenti a rubare la scena al carismatico protagonista.la pagella della redazione
| Commenta: |
|---|
Cogan - Killing Them Softly
-
- Film del 2012
- Generi: poliziesco, thriller
- Regia di: Andrew Dominik
- Cast: Brad Pitt, Scoot McNairy, Ben Mendelsohn
ALTRI COLLEGAMENTI
- edizione: Cannes 2012 - Cannes Film Festival
Gli articoli più letti
-
TV shock: 20 imprevisti memorabili nella storia dei serial - parte 1
Prendendo spunto dal recentissimo colpo basso assestato pochi giorni fa da Il trono di spade al suo affezionato pubblico, abbiamo voluto ricordare alcuni tra i più famosi e incisivi 'shocker' della storia della TV.
-
TV shock: 20 imprevisti memorabili nella storia dei serial - parte 2
Continua la nostra esplorazione nella storia degli 'shocker' televisivi, ispirata dall'impatto deflagrante che ha avuto il nono episodio della terza stagione de Il trono di spade, Le piogge di Castamere.
-
Il grande e potente Superman - Recensione L'uomo d'acciaio (2013)
L'uomo d'acciaio non è un brutto film, ma è un'occasione sprecata per poter dire qualcosa di importante e su un personaggio storico del mondo dei comics, che, a differenza di altri super-colleghi, fatica a trovare la sua incarnazione definitiva sul grande schermo.
-
Casa nuova, soliti spaventi - Recensione Hates - House at the End of the Street (2012)
Il twist che fa luce su quanto realmente accaduto in quella casa, su Ryan, la sorella ed i genitori, è l'unico guizzo di una sceneggiatura che non riesce a sviluppare con efficacia un soggetto che attinge a tante storie di genere già viste sul grande schermo.
-
Claudia Gerini, sex symbol per Tulpa
Quattro chiacchiere in esclusiva con Claudia Gerini in attesa dell'arrivo nei cinema di Tulpa - Perdizioni mortali, e dell'uscita del numero di Playboy che la vedrà in copertina.
-
Il corpo di Kaspar - Recensione La leggenda di Kaspar Hauser (2012)
-
Monsters University, Mike e Sulley tornano con Biggio e Mandelli
-
'Voglio che Trashed vi faccia infuriare' Jeremy Irons contro i rifiuti
-
Il Blu-ray di The Man from Nowhere
-
Marco Risi porta l'Italia a lezioni di Cha Cha Cha

-
Orietta@Anibaldi+Mauro@Lanari
-
Gen. 4, 2013, 4:07 a.m.
-
Sull'altro t'abbiamo già ringraziato per la correzione. Su questo aggiungiamo che c'interessava rimarcare che i controesempi, con il recente Landis, non sono tutti relitti del passato.
-
Orietta@Anibaldi+Mauro@Lanari
-
Gen. 6, 2013, 1:47 a.m.
-
< 1 20
Tant'è che, per fortuna, Scorsese è sempre stato osteggiato dalla critica e ai festival proprio per la sua poetica ossessivamente fissata su una monocorde iperviolenza. La Palma d'Oro del '76 per "Taxi Driver" sembra essere il corrispettivo di quella vinta da Tarantino nel '94 per "Pulp Fiction" (grazie a "Lo spietato" Clint). Dopodiché, solo premi alla carriera, Venezia '95 (sdoganamento quentiniano?), e Golden Globe nel 2010. Il G.G. 2003 per "Gangs of New York" e l'Oscar 2007 per "The Departed - Il bene e il male" sono tutti dei riconoscimenti tardivissimi, degl'imbarazza(n)ti "atti dovuti".
0