Una tendenza che si fa ancor più preoccupante guardando la classifica dei maggiori incassi di sempre a livello internazionale e notando come nelle prime 35 posizioni (ovvero da Avatar ad Inception) i film con un soggetto originale siano davvero merce rara: oltre ai due già citati, contiamo Alla ricerca di Nemo, Independence Day, E.T. l'extraterrestre, Il re leone, Guerre stellari e 2012, un numero già esiguo che si dimezza se consideriamo solo l'ultimo decennio.
Cos'è che fa così paura in un soggetto originale? Forse proprio il concetto di idea, il richiedere al pubblico di abbracciare un qualcosa di nuovo, un qualcosa che non sia già parte integrante della nostra cultura, un qualcosa che richieda un'apertura mentale e quindi uno "sforzo". D'altronde da tempo si presuppone che esistano due tipi di spettatori, e due soltanto, ovvero coloro che vedono il cinema come arte e quelli per cui invece è "solo" intrattenimento. Due mondi apparentemente inconciliabili che trovano gratificazione in due prodotti agli antipodi, il film d'autore ed il blockbuster. E poco importa che il termine blockbuster sia stato associato per la prima volta nel 1975 ad un film come Lo squalo, diretto da uno Steven Spielberg che autore lo è certamente, da allora il termine "blockbuster" è diventato quasi un dispregiativo, un modo per indicare un film che non richiede alcun impegno da parte dello spettatore e che quindi necessariamente punta più su spettacolari scene d'azione o immagini mozzafiato che su un plot intrigante o dialoghi e personaggi che sappiano colpire il cuore dello spettatore. Perfino un mago come James Cameron - che fin dagli anni '80 è stato un simbolo della Hollywood più "chiassosa" ma non per questo banale (basti pensare alla saga di Terminator o allo script di Strange Days) - con gli ultimi due film (Titanic e Avatar, guarda caso i più grandi successi della storia del cinema) ha dovuto scegliere due storie necessariamente semplici (se non banali) per non distrarre l'attenzione da quello che per lui era la sostanza dei film, il tragico affondamento del transatlantico nel primo caso, la creazione di un mondo completamente alieno ma realistico nel secondo.
E' proprio per questo che il caso Inception (oltre 750 milioni incassati in tutto il mondo) è un qualcosa di assolutamente clamoroso in quanto il soggetto particolarmente originale, la stuttura narrativa complessa ed enigmatica (che ricorda non poco L'anno scorso a Marienbad, non esattamente un favorito del grande pubblico) e perfino l'autentico genere della pellicola (più heist movie che action, più noir che fantastico) sono tutte carattistiche che solitamente decretano l'insuccesso di un film, che ne fanno una pellicola di nicchia piuttosto che un blockbuster. E invece la Warner Bros, a cui va il nostro plauso prima ancora che allo straordinario regista, ha creduto nel progetto, ha creduto nell'idea di Nolan, e ha voluto rischiare non solo investendo 160 milioni di dollari di budget per un film che probabilmente lo stesso Nolan avrebbe potuto realizzare con una cifra dieci volte inferiore (riportando ovviamente la pellicola nella dimensione di semplice "film d'autore") ma con una campagna marketing virale che non nascondeva la natura di film difficile e complesso, ma anzi giocava su questo aspetto cercando (evidentemente con successo) di incuriosire il pubblico.
Già Nolan aveva compiuto miracoli con Il cavaliere oscuro trasfomando un franchise storico ed abusato come quello di Batman in una pellicola ben più complessa di quanto ci saremmo mai potuti aspettare solo pochi anni fa, ma con Inception mostra in pieno le sue immense potenzialità e la sua straordinaria capacità di autocontrollo nel realizzare una pellicola che non scende quasi mai a compromessi - e quando lo fa, non cade comunque mai nel banale, utilizzando per esempio le scene d'azione solo quando necessario, mettendole sempre e comunque a servizio della storia e mai il contrario - ma portando avanti quella centralità dell'"idea" che è il cuore di tutto il progetto e che rende più prezioso non solo l'intero film ma anche la valenza metacinematografica di Inception.
E' facilmente riscontrabile, infatti, il parallelismo tra la banda di Cobb e Nolan e la sua troupe filmica, anzi, qualsiasi troupe filmica; ma ciò che conta davvero è la comunione di intenti che sembrano avere i due gruppi - Cobb e i suoi accoliti, il regista e i suoi collaboratori: ovvero l'innestare un'idea all'interno del cervello del sognatore/spettatore. E come trasmettere al meglio un'idea se non attraverso un'emozione, magari semplice e per questo più efficace? Per questo i sogni di Nolan non sono quelli bizzarri o visionari a cui decine di cineasti in passato ci hanno abituati, i sogni di Nolan sono complessi ma reali, portano elementi straordinari in quella che apparantemente è la realtà di tutti i giorni. E' per questo che il film/sogno di Nolan non soltanto è un blockbuster, e non è soltanto un film d'autore, Inception è il Cinema che svolge la sua più antica e meravigliosa funzione, quella di emozionare, intrattenere, far riflettere e ovviamente sognare.
Cinema puro, un film bellissimo come da tempo non se ne vedeva.
P.S. Sono nuovo, felice di essere dei vostri.
8
Ormai nel 2010 i film si fanno cosi, mescolando cose già viste e cercando di creare qualcosa di nuovo, se i risultati sono questi a livello di intrattenimento e di stimolo cerebrale, a me va benissimo
Il problema è che non so quanti registi, ad oggi possono permettersi di prendere un Franchise imbolsito (Un blockbuster nel senso dispregiativo del termine), rivitalizzarlo, incassare soldoni su soldoni usando ogni mezzo (…la campagna pubblicitaria della Warner e il caos mediatico dopo la morte di Bip Ledger non me li scordo facilmente :angry
Se la trafila è questa ci credo che siamo sommersi da prequel, sequel, remake…uff!
4
Tutta questa pappardella giusto per fare 4 chiacchiere e buttare giù qualche interrogativo che mi pare lecito, perchè poi, in definitiva, il film è piaciuto molto anche a me eh
Ah e comunque credo che un sequel (o una serie di sequel) di Inception a questo punto siano quasi inevitabili. Ma non credo che mi dispiacerebbe, per una volta.
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Continuo a sfruttare lo stesso paragone. Neo mette giù il telefono partono i Rage Against The Machine e lui WUUUM! vola via…figata :-0 :cool
Nei due inutili sequel quella scena li è stata portata all'esasperazione, tanto da togliergli tutto il fascino, due film con Neo in versione Son Goku sospeso a mezz'aria li avrei francamente evitati volentieri.
Ora applica tutto questo alla trottolina amorosa du du da da da di Di Caprio…piuttosto preferisco Batman 4, 5, 6 e 7 se proprio potessi scegliere
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C'è da dire però che Nolan (oltre a ritenerlo un regista e sceneggiatore migliore) non ha ancora partorito una porcata come speed racer o,appunto,i due sequel di matrix,il che mi lascia comunque un pelino più fiducioso….
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Ho detto che penso sia inevitabile un sequel non perchè ci spero ardentemente, ma solo perchè Inception si è rivelata una novità molto fruttuosa in termini di dinero e dubito che i produttori non ne approfittino per guadagnarci ulteriormente. Ma questo non significa che i sequel non possano essere bei film, nel qual caso io sarei parecchio contento.
Il paragone con Matrix in termini di serial viene spontaneo da fare anche a me, ma pensandoci un attimo non ha senso: Matrix è una cosa, Inception un'altra, i Nolan bros non sono i Wachowski bros
Tagliando corto quello che voglio dire è: e se Nolan ci rimette le mani e viene fuori un nuovo Terminator 2 o un nuovo Aliens?
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Vero e concordo, ma dopo la scena volante sopra descritta, avresti mai pensato che quei due, dopo quel film li, avrebbero potuto arrivare a fare robe tipo Speed Racer? ti lascio con il dubbio amletico
Ma oltre alle capacità registiche, quello che mi fa vedere un sequel di Inception come il fumo negli occhi è proprio che bisognerebbe spiegare, andare oltre la scena finale. Neo al telefono promette ai suoni nemici che li avrebbe fermati, e ci mostra che ha il potere per farlo…mostrarci come fa (e aggiungo farlo cosi male) perde molto del fascino.
Il finale del film di Nolan è simile, l'ultima inquadratura e una cosa tra il regista e il pubblico, perchè Cobb ha già scelto infatti si allontana da noi spettatori, secondo me è più affascinante lasciare il personaggi li.
Poi ovviamente sul tutte queste ragioni emotive, c'è ne una che comanderà più delle altre: Sono verdi e hanno tante facce di ex presidenti Americani spirati stampati sopra
E qui mi ricoleggo, un sequel sarebbe ancora il cinema delle idee di cui parla questo editoriale? …oggi sono orientato sulle domande lasciate in sospeso :p
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Quale?
Potrebbe esserci, è uno dei 4 film che Nolan ha fatto vedere alla troupe prima di iniziare le riprese…
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Penso si riferisca ad una delle scene finali, quando
Per me è una citazione abbastanza evidente.
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Ora che me lo fai notare sì, altrimenti non ci sarei arrivato
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