Recensione Bella addormentata (2012)
Morire, dormire.
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Quello di Bella Addormentata è un Bellocchio diverso che sembra cercare immagini nuove per poter rappresentare in maniera originale la realtà di questo Paese, una ricerca la sua che in taluni momenti del film non sembra tradursi nel risultato sperato, ma che riesce comunque ad accompagnare delle riflessioni assolutamente necessarie in un'Italia 'cinica e depressa', come detto dal personaggio dello psichiatra interpretato da Roberto Herlitzka in uno strepitoso dialogo con il senatore in crisi interpretato da Toni Servillo. L'Italia è un paese cinico e depresso se un ragazzo non riesce a vivere una storia d'amore inaspettata, se un figlio per attirare l'attenzione della madre tenta di somigliarle in tutto e per tutto, finendo per essere violento come lei, donna che odia le lacrime e sogna di essere Lady Macbeth, se la classe politica che ci rappresenta è probabilmente la peggiore degli ultimi anni, se la coscienza di un uomo viene considerata una malattia da curare con un ansiolitico, se un medico scommette in corsia sulla morte di una paziente.
Bellocchio esamina questi temi con la consueta maestria registica, un gusto sublime nella costruzione delle inquadrature, supportato dal grande lavoro di Daniele Ciprì alla direzione della fotografia, nell'uso contrappuntistico della colonna sonora. Ma il merito più grande del film è quello di aver concentrato il nucleo emozionale del racconto in un finale commovente come pochi, un epilogo che dà senso all'intera storia, la libera dalla 'logicità' del fatto, dalla fredda successione temporale. E' un'opera fortemente politica, Bella Addormentata, e non solo per l'ironica e feroce accusa all'intera classe dirigente, ma soprattutto per il modo di Bellocchio di parlare di etica e libertà di scelta. La bella addormentata del titolo non è certamente Eluana, morta davvero il giorno dell'incidente; né può essere Rosa la giovane figlia di Isabelle Huppert condannata dalla madre a vivere, ma è il personaggio di Rossa, la struggente Maya Sansa, l'unica in grado di poter essere davvero risvegliata dal medico che le impedisce di togliersi la vita, di esercitare cioè una libertà che da persona malata sente di avere, ma che in realtà è un gesto violento, bloccato in un rapporto di cura. La differenza tra dormire e morire quindi non è più così ovvia; il coma vegetativo è uno stato patologico irreversibile e non un sonno incantato da cui potersi risvegliare. Anche con il bacio del più bello dei principi.la pagella della redazione
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Bella addormentata
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- Film del 2012
- Generi: drammatico
- Regia di: Marco Bellocchio
- Cast: Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher
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