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Recensione Ruby Sparks (2012)

La ragazza per me

a cura di pubblicato il 20 agosto 2012
Non è tanto l'originalità dell'idea alla base di Ruby Sparks a colpire lo spettatore, quanto la cura con cui le singole personalità vengono tratteggiate in un sistema di equilibri solido e vitale.
La ragazza per me
Delizioso Ruby Sparks. Dopo aver realizzato una delle migliori commedie degli ultimi dieci anni, Valerie Faris e Jonathan Dayton non deludono le aspettative con la loro opera seconda. Ruby Sparks strappa qualche risata in meno dell'esilarante Little Miss Sunshine, ma scalda il cuore con un intreccio di riflessioni sull'amore, specchio della vita reale, in cui si mescola un pizzico di fantasia. Gli sposi Faris-Dayton dirigono la coppia di fidanzati più indie del cinema americano, formata da Paul Dano e Zoe Kazan, in un delicato divertissement firmato dalla stessa Zoe Kazan. L'attrice, nipote del grande Elia Kazan, dimostra una maturità di scrittura notevole e una sensibilità rara nel mostrare lo sconvolgimento esistenziale di un giovane scrittore solitario dal nome buffo (Calvin Weir-Fields), schiavo della psicoanalisi e in crisi a causa di un blocco dell'ispirazione, che un giorno crea la donna perfetta. Su carta, ovviamente. Peccato che l'eroina in questione, protagonista di un suo sogno ricorrente, presto si palesi nella sua elegante cucina.

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Ruby Sparks: Zoe Kazan è Ruby in una scena del film Quello dei personaggi che prendono vita indipendentemente dalla volontà del proprio creatore è un tema che, da Pirandello a Woody Allen e Stephen King, è stato ampiamente sviscerato in letteratura e cinema. Non è tanto l'originalità dell'idea alla base di Ruby Sparks a colpire lo spettatore, né alcune svolte narrative tutto sommato prevedibili, quanto la cura con cui le singole personalità vengono tratteggiate in un sistema di equilibri solido e vitale. Al protagonista svagato e fuori dalla realtà viene contrapposto un fratello concreto e coi piedi per terra interpretato da Chris Messina mentre i divertenti Annette Bening e Antonio Banderas appaiono in un breve cameo nei panni della madre vegan-hippie di Calvin e del suo nuovo convivente, perfettamente in linea con le stranezze familiari. Vera anima del film sono, però, Paul Dano e Zoe Kazan. Ormai è noto a tutti il talento di Dano, attore versatile capace di passare con nonchalance dall'universo del dramma a toni decisamente più leggeri. Senza le sue eccezionali perfomance fisiche ed emotive non esisterebbero le due scene chiave del film, momenti rivelatori esilaranti e disturbanti che rappresentano l'Alfa e l'Omega della vicenda: la rivelazione dell'esistenza di Ruby Sparks in quanto donna vera e non allucinazione del paranoico Calvin e il momento in cui Calvin mostra a Ruby il suo vero potere, la capacità di plasmarla e controllarla attraverso la scrittura.

Ruby Sparks: Annette Bening e Antonio Banderas in una scena del film Con una performance attoriale eccelsa, che sfiora il parossisimo, Dano e Kazan deflagrano nel climax venato di un pizzico di sadismo e preparato accuratamente attraverso varie tappe narrative. L'amore è un esercizio di potere? La donna perfetta è quella plasmabile come una bambola, sottomessa a ogni capriccio del suo manipolatore? Può una coppia essere felice senza contraddittorio? Per conoscere le risposte fornite da Valerie Faris e Jonathan Dayton a tali quesiti esistenziali occorrerà andare al cinema perché noi non vi sveleremo il finale di Ruby Sparks. Possiamo, però, anticipare che le sorprese non mancheranno. Basterà saper rinunciare per una manciata di minuti al cinismo della quotidanità e lasciarsi andare all'incanto. In fin dei conti "innamorarsi è un atto di magia".
8 Voto del redattore
la pagella della redazione

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2 Commenti

  • Hushabye Hushabye
    Ott. 26, 2012, 10:31 a.m.
    Davvero carino.. Il film è molto più di una ''fantastica commedia romantica'',pone lo spettatore davanti a vari interrogativi menzionati anche nella recensione,ma è anche un analisi molto interessante sull'importanza dell'unicità e libertà di ogni persona all interno di qualsiasi relazione,il controllo non è mai la soluzione giusta..Il tutto interpretato dal talentuoso Paul Dano;curioso vederlo insieme alla sua reale fidanzata.. 7.5

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  • Mauro@Lanari Mauro@Lanari
    Ancora? Feb. 2, 2013, 2:07 a.m.
    "[…] Un tema che, da Pirandello a Woody Allen e Stephen King, è stato ampiamente sviscerato in letteratura e cinema" (dalla rece del sito). "Pigmalione" invece non dice nulla? Ovidio l'ha scritto due millenni addietro, Bernard Shaw appena un secolo fa. E quest'ultimo ha avuto la forza, finché è rimasto in vita, d'evitare che qualsiasi trasposizione teatrale o cinematografica tradisse l'amaro epilogo e l'annessa condanna etica del delirio d'onnipotenza e controllo rimpiazzandoli con un rincuorante, irenico, idilliaco quanto irrealistico happy ending. Ma post-mortem vinsero i "My Fair Lady" su su fino a quest'ennesimo inutile clone. Riconoscibile come tale da chi attribuisce ancora un qualche valore alla storia degl'(illustri) antecedenti. Non mi pare proprio il caso di Zoe Kazan, troppo presa a cucirsi addosso i fumettistici panni da Pippi Calzelunghe. E nel film stesso è più volte ribadito che non serve alcuna specifica preparazione o competenza per essere artisti. Se ne vedono i risultati. Anche sul piano strettamente logico, il racconto non regge: la Ruby che nel finale Calvin ritrova al parco continua a seguire ciò che lui ha desiderato e scritto, "dimentica del passato e libera". Essere liberi su comando è un tanto contraddittorio, e pure il tema della ricerca del Desiderio buono, bello e giusto, da Aladino al paio di "Solaris", "Sfera", ecc., comincia a stancare, perlomeno finché s'insiste a trattarlo in modo così ingenuo e sbrigativo.
    Un bacio a Ory.

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