Recensione Magic Mike (2012)
L'uomo che cammina sull'acqua
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Magic Mike è la vedette di uno spettacolo in cui lustrini, perizomi, coreografie sexy e centimetri di pelle unta in bella mostra nascondono droga, solitudine, insoddisfazione, stordimento e disordine mentale. Sono i 'vampiri' che vivono di notte - così li definisce Brooke, la sorella di Adam, l'unica persona sana del gruppo - passando da un'avventura sessuale all'altra nell'illusione di dare alle donne ciò che basta per renderle felici e farle sentire desiderate... almeno per qualche ora. Il merito di Soderbergh è quello di trovare il tono giusto per narrare una storia potenzialmente drammatica, e in parte autobiografica, vista l'esperienza giovanile nel settore strip del protagonista Channing Tatum, con un inusuale distacco ironico. La lucidità e la concisione dello script catalizzano l'attenzione sulla natura dei personaggi. In questa situazione potenzialmente protetta tutti gli attori danno il meglio di sé. Tatum dimostra di non essere solo un bel viso piazzato su un corpo muscoloso, convincendo pienamente nel ruolo di Mike. Il suo volonteroso protagonista si barcamena in un universo pervaso dalla follia da palcoscenico mantenendosi sobrio e concreto. Non personaggio, ma per una volta persona. Anche Alex Pettyfer non se la cava male nei panni del ragazzotto biondo e belloccio, ma con poco cervello e ancor meno personalità, ma la vera sorpresa è Matthew McConaughey nei panni di Dallas. Il suo imprenditore/stripper è un mix di fascino e tracotanza, disponibilità (apparente) e calcolo. Esilarante la scena in cui insegna il mestiere al nuovo arrivato spiegandogli l'essenza del compiacere le donne.
L'originalità di Magic Mike non è determinata né dalla storia né dai singoli ingredienti, ma da un amalgama vincente in cui è completamente assente il giudizio dell'autore. L'unica a non vedere di buon occhio l'attività del fratello è proprio Brooke (Cody Horn), l'infermiera saggia a cui Soderbergh affida il ruolo di moralizzatrice, senza però eccedere in pedanteria. Quanto al regista, lui preferisce abbandonarsi alla spettacolarità del contesto intervallando la narrazione con suggestivi numeri musicali che si impastano alla perfezione con l'avvolgente colonna sonora e con il montaggio rapido ed essenziale, asciutto fino a sembrare brusco, ma proprio per questo capace di valorizzare l'arguto humor contenuto nei dialoghi. Tra vivaci scambi di battute, coreografie curatissime e a tratti ipnotiche, disincanto e anticonformismo tipicamente indie, il discontinuo Soderbergh stavolta centra il bersaglio. Forte di un target trasversale e di ottimi incassi internazionali, Magic Mike piacerà alle donne per l'abbondanza di attori di bell'aspetto e agli uomini perché il tema dell'amicizia virile, con annessi e connessi, non passa mai di moda. Neppure tra spogliarellisti.la pagella della redazione
3 Commenti
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Magic Mike
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- Film del 2012
- Generi: commedia, drammatico
- Regia di: Steven Soderbergh
- Cast: Matthew McConaughey, Channing Tatum, Olivia Munn
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- edizione: Locarno 2012 - Festival di Locarno
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Quando posso evito, ma in questo caso ero/sono troppo curiosa e questa recensione mi ha fatto salire ancora di più le aspettative e l'attesa!
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La virata dei generi narrativi e cinematografici dal drammatico all'horror splatter, una specie di "Salò" (gironi merda & sangue) spalmato (s-pulpato) ormai su ogni film del filone drammatico, pone il dubbio che non ne esistano più se non in questa forma bastarda e imbastardita. Volessimo vederci la saga di "Saw", almeno lì saremmo avvisati.
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Ippazio
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