Recensione Il pescatore di sogni (2012)
Il sapore della... pésca
VIDEO
Non c'è motivo di valutare con severità un film come Il pescatore di sogni (solita banalizzazione nostrana del titolo originale Salmon Fishing in the Yemen) così come non c'è motivo di prendersela col cinema di un regista come Lasse Hallström. Le coordinate del lavoro del cineasta svedese sono da sempre note, e palesi al suo pubblico: romanticismo per famiglie, buoni sentimenti, un pizzico di melò, un occhio piuttosto attento alla definizione dei personaggi e al racconto in sé. A volte questi ingredienti si amalgamano un po' meglio (La mia vita a quattro zampe, Hachiko) a volte un po' peggio (Dear John) mentre altre volte il risultato va, imprevedibilmente, oltre le capacità, e forse le intenzioni, dello stesso regista (Buon compleanno, Mr. Grape). Con questa pellicola, con protagonisti due ottimi Ewan McGregor ed Emily Blunt, siamo probabilmente da qualche parte lì, nel mezzo. Lo sfondo sociale su cui si snoda la love story al centro del film, con la riflessione (abbozzata, un po' schematica) su scienza e fede, è attentamente definito ma anche un po' edulcorato: la figura dello sceicco ricorda quella di una specie di messia della tolleranza, progressista e inguaribilmente fiducioso nell'uomo, mentre i suoi nemici appaiono fin troppo poco determinati nei loro tentativi di bloccarne i progetti. Lo stesso sguardo sulla politica britannica, nelle figure del Primo Ministro e della sua portavoce (interpretata da Kristin Scott Thomas) è ironico ma bonario, restando sempre ben attento a non graffiare.
Può definirsi in fondo una favola, Il pescatore di sogni (tratto da un bestseller dello scrittore Paul Torday): una favola romantica, di quelle che inevitabilmente coinvolgono il grande pubblico, inevitabilmente generano emozioni semplici e basilari, ma che, comunque, difficilmente riescono ad essere prese sul serio. Se il background dei personaggi è attentamente definito (il più riuscito è in questo senso quello del protagonista) ad essere un po' schematiche sono le loro relazioni, il modo stesso in cui viene portata avanti la storia d'amore, il già ricordato dualismo scienza/fede che vive nell'opposizione tra il personaggio di McGregor e quello interpretato dal comunque bravo attore egiziano Amr Waked. Specie quest'ultimo aspetto, che vede ovviamente, e a dispetto di tutte le avversità, trionfare il fidelistico approccio alla vita dello sceicco, avrebbe meritato probabilmente una trattazione migliore. Il film di Hallström ha comunque diverse frecce al suo arco, specie nel tono leggero, umoristico e un po' scanzonato della narrazione, nell'ottima direzione degli attori, in scenografie naturali di grande bellezza (quasi tutte in realtà marocchine). La messa in scena è corretta ma un po' timida, mentre gli eccessi di zuccherosità sono quasi sempre tenuti a freno; il mestiere, insomma, c'è, ma quello che generalmente manca è uno sguardo che vada oltre la superficie, che penetri più a fondo nelle vicende, in sé coinvolgenti, dei personaggi. Ma, in fondo, quella che Hallström voleva raccontarci è una semplice e coinvolgente favola contemporanea: a ben pensarci, è ciò che il regista sa fare meglio, e bisogna dire che anche in questo caso il compito gli è riuscito (abbastanza) bene.GALLERY
la pagella della redazione
0 Commenti
| Commenta: |
|---|
Il pescatore di sogni
-
- Film del 2012
- Generi: commedia, drammatico, romantico
- Regia di: Lasse Hallström
- Cast: Ewan McGregor, Emily Blunt, Kristin Scott Thomas
Gli articoli più letti
-
La colonna sonora de Il grande Gatsby
Se nella prima parte della pellicola, forse anche a causa di un certo distacco nella narrazione, l'anacronismo del commento hip-hop alle sequenze di danze, eccessi e libagioni stride anche ai sensi dello spettatore non nuovo al cinema di Luhrmann, con l'avanzare della pellicola la visione si ricompone e anche questa volta riesce quel miracolo universalizzante che ha caratterizzato le più riuscite opere del regista australiano.
-
Le danze della decadenza - Recensione Il grande Gatsby (2013)
Il lungo razzle dazzle con cui si apre il film non riesce - nonostante l'indubbio sfarzo e l'incredibile lavoro di scenografi e costumisti - ad introdurci alle atmosfere dell'epoca, ma piuttosto crea un quasi oltraggioso contrasto con il voice over fitzgeraldiano e con il tono malinconico che la pellicola comincia ad assumere soltanto con l'entrata in scena di Leonardo DiCaprio.
-
Dawson's Creek, l'eredità della serie 10 anni dopo l'addio a Capeside
A 10 anni dalla messa in onda della series finale, cosa resta di Dawson's Creek? La svolta nelle carriere dei membri del cast, ma anche l'eredità del teen drama meno rivoluzionario, ma maggiormente significativo degli ultimi anni.
-
Fringe: al traguardo dei 100 episodi dopo cinque anni in bilico
Con una stagione finale coraggiosamente diversa, la serie creata da J.J. Abrams saluta i suoi spettatori dopo cinque anni sempre a rischio, a dispetto di una qualità a tratti elevata.
-
Il trono di spade - 3x07: The Bear and the Maiden Fair
Episodio ricco di dialoghi incisivi e di elementi romantici, The Bear and the Maiden Fair: ma su tutti gli idillii de Il trono di spade incombe, manco a dirlo, l'inverno che sta arrivando. Fa fede la firma in calce a questa teleplay, quella di George R.R. Martin.
-
Come un delfino - la serie: Raoul Bova racconta il nuoto
-
Cannes 2013: Il cast de Il grande Gatsby inaugura il Festival
-
Vivere nella paura - Recensione Heli (2013)
-
Upfronts 2013: la NBC e le commedie in famiglia
-
The Bling Ring: Sofia Coppola ed Emma Watson bad girls a Cannes

