Rassegna stampa per il film Anna Karenina del 2012, diretto da Joe Wright e interpretato da Keira Knightley, Jude Law, Aaron Johnson, Kelly Macdonald, Matthew MacFadyen, Domhnall Gleeson, Ruth Wilson, Alicia Vikander.
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Visualizza il grafico della popolaritàAnna Karenina ( 2012 )
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Voto rassegna stampa
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- Voto rassegna stampa 65
La nostra recensione
Schiavi d'amore
Quinta prova alla regia di un lungometraggio cinematografico per Joe Wright, già autore degli adattamenti di opere di narrativa importanti come Orgoglio e Pregiudizio ed Espiazione, che torna dietro alla macchina da presa per trasporre il monumentale romanzo di Lev Tolstoj, Anna Karenina, fiore all'occhiello della sezione Festa Mobile del Torino Film Festival. Fino ad oggi sono state oltre una decina le versioni cinematografiche del capolavoro di Tolstoj, interpretato da icone come Greta Garbo, protagonista del classico del 1935 ...
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Anna Karenina - la recensione
di Natalia Aspesi - La Repubblica pubblicata il 21 febbraio 2013Tolstoj che si rivolta nella tomba per tutto quel cinefluttuare che gli potrebbe sembrare personale blasfemia? No, perché il film, dando alla storia il ritmo di una reinvenzione teatrale, consente di immaginarsi un Tolstoj contemporaneo. Il problema è: com'è possibile che AnnaKnightley, a KareninJude Law, che emana una severità sexissima, preferisca VronskyAaron TaylorJohnson, che sembra Gene Wilder?
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Anna Karenina - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 21 febbraio 2013(..) L'idea ha un senso e, a tratti, un fascino: però lascia poco spazio per gli interpreti migliori (del Karenin di Jude Law vorremmo vederne di più), riduce a una figuretta un protagonista assoluto qual è Levin e soprattutto rischia di soffocare, piuttosto che esaltare, l'emozione. Insomma, lo spettacolo è impeccabile, ma l'artificio non dovrebbe mai uccidere la vita.
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Anna Karenina - la recensione
di Massimo Bertarelli - Il Giornale pubblicata il 21 febbraio 2013Raffinato, sontuoso e emozionante melò, ennesima, finalmente magnifica, trasposizione del fluviale romanzo di Tolstoj. La grande trovata, che deluderà il pubblico della domenica, è l'ambientazione teatrale.(..)
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Anna Karenina - la recensione
di Enrico Magrelli - Cinematografo.it pubblicata il 20 febbraio 2013Se il mondo del romanzo è una rutilante messa in scena, una scrittura drammaturgica di potere e relazioni affettive, un palcoscenico teatrale, polimorfo, componibile, diventa la scenografia pulsante e dinamica della tragedia di Anna. Passione, condanna, punizione, sacrificio e sogni etici, sentimentali, politici di una vita diversa innervano il romanzo adattato con intelligenza da Tom Stoppard, che ha un'antica consuetudine con la letteratura e il teatro russi (da Il gabbiano fino alla recente trilogia The Coast of Utopia).
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Joe Wright si concede momenti smaglianti di cinema teatrale, offre nuove bellissime immagini alla storia delle sequenze di ballo nel cinema e ricorda come Max Ophuls accarezzi i suoi personaggi, come li rinchiuda dentro un labirinto circolare. -
Anna Karenina - la recensione
di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 20 febbraio 2013Per un po' la scommessa di Stoppard e Wright è vinta, l'idea funziona e intriga, anche se col procedere di un racconto comunque assai pomposo e ultrasaturo emergono i limiti.
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In primo luogo Anna Karenina trasforma un romanzo aspro, ruvido e realista come quello di Tolstoj in una specie di coffe table book patinato dove l'immagine è tutto; e, di conseguenza, sono solo gli aspetti più ludici della messa in scena e del racconto a trarre realmente vantaggio da quest'impianto, mentre il dramma rimane assai ovattato.
In secondo, non basta tutto questo per evitare che il film si trasformi nell'ennesimo polpettone magniloquente, incapace di lavorare con profondità su un testo, reinterpretarlo, magari tradirlo ma infondendogli nuova linfa. Che i volti e le maschere scelte da Wright siano coerenti con la priorità ontologica della forma non ci sono dubbi (come giustificare altrimenti Aaron Taylor-Johnson e le sue ciocche ossigenate?) ma il grande mistero che circonda la stima che il regista (e non solo) prova per Keira Knightley e il suo prognatismo, drammaticamente, permane. -
Anna Karenina - la recensione
di Adriano Ercolani - Film.it pubblicata il 18 febbraio 2013Detto dell'audacia all'idea alla base dell'adattamento cinematografico di Wright, bisogna però testimoniare che stavolta il tentativo è totalmente fallito. Se l'escamotage in principio si rivela stuzzicante anche al livello visivo, col passare dei minuti però diventa una trovata stucchevole e troppo eterogenea rispetto all'anima del romanzo. L'ambientazione in questo caso viene eccessivamente soffocata, il film non possiede il respiro necessario alle opere in costume, e nonostante qualche buona trovata di regia non possiede forza propositiva o capacità di irretire lo spettatore.
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Anna Karenina - la recensione
di Marzia Gandolfi - MyMovies.it pubblicata il 18 febbraio 2013Rivitalizzato con risorse tecnico-linguistiche il romanzo di Tolstoj ritorna sullo schermo sfidando le trasposizioni illustrative con Greta Garbo, due volte Anna Karenina, prima 'muta' e poi sonora. La Knightley, sempre leziosa e impersonale, è nobilitata da un cinema che rifà il teatro che rifà la vita dentro uno studio e una danza. Danza che avvolge e coinvolge, diventando testimonianza della vita sociale, di esigenza poetica di racconto e di preludio all'azione. Accompagna Keira Knightley nel giro di valzer e di vita, il biondissimo e fatale conte di Aaron Johnson, portatore di eros e thanatos. Dietro alle quinte la trattiene e custodisce come un bene il marito imploso di Jude Law, che sperimenta dolente l'inarrestabile divenire morte della vita. Come inevitabile conclusione, come si addice alla forma tragica. Le passioni e le pulsioni vitali nel film di Wright finiscono così per coincidere con la distruzione indicando un destino senza possibilità di ritorno, gestito soltanto dall'immediatezza e dalla furia del sentimento. In una rappresentazione che alterna l'orizzontalità delle scene con la verticalizzazione delle scenografie si rinnova la tragedia della condizione umana di Anna Karenina, l'insostenibilità di un amour fou che distrugge e autodistrugge proprio mentre assapora la perfetta aderenza dell'amante amato.
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Anna Karenina - la recensione
di Federico Raponi - FilmUp.com pubblicata il 16 febbraio 2013"Anna Karenina" segna un passaggio - originale, inventivo e notevole per l'adattamento filmico di grande letteratura e teatro - che potrebbe diventare punto di riferimento.
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