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La nostra recensione
La Germania chiama, la Turchia risponde
Se il nostro è un paese di emigranti, ci sono nel mondo le nostre controparti, quei paesi che dell'immigrazione si sono avvalsi come forza lavoro. Uno di questi è la Germania, che nel dopoguerra ha chiesto ed accolto mano d'opera da vari paesi, soprattutto dalla Turchia.
E' questa la storia che racconta Almanya, concenteandosi sul milionesimo-e-uno immigrato turco, sul suo arrivo, la sua nuova vita in Germania e quella contemporanea della sua famiglia, ormai giunta alla terza generazione ...
Rassegna stampa
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Diego Capuano - ondacinema.it pubblicata il 19 dicembre 2011Appurato che l'Elia Kazan più autobiografico, quello di "Il ribelle dell'Anatolia" ("America, America", 1963) resta un modello assolutamente irraggiungibile, i riferimenti della Samdereli sono comunque numerosi e piuttosto evidenti: il britannico "East is East" (su una famiglia di pakistani in Inghilterra), Fatih Akin (il più importante regista turco-tedesco del cinema contemporaneo), alcune scorribande familiari di Emir Kusturica, Jean-Pierre Jeunet (soprattutto nella sequenza del sogno a base di Coca-Cola). "Almanya" è un altro film sul tema dell'imigrazione, sincero ma impersonale, con flashback e bozzetti sull'orlo della cartolina caricaturale, esile ma gradevole, scanzonato e con annessa lacrimuccia finale, pur sostanzialmente non fasulla.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 16 dicembre 2011Cronaca familiare con un cast senza stelle ma con volti e corpi perfetti: qualche scorciatoia non toglie smalto all'amarcord in stile Pamuk.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - La recensione
di Gaetano Maiorino - CineClandestino.it pubblicata il 09 dicembre 2011La comunità turca si sa, è la più numerosa minoranza presente in Germania. Ormai le popolazioni dei due paesi si sono mescolate, pacificamente invase, e hanno dato vita a una delle fusioni etniche più radicate in Europa. Almanya con leggerezza, simpatia e una spruzzata di luoghi comuni, prova a ricostruire questo fenomeno sociale iniziato negli anni '60 attraverso la storia di una sola famiglia, del suo patriarca e della sua discendenza. Arrivato dalla Anatolia come lavoratore numero un milione e uno, Huseyn dopo anni di duri sacrifici come tutti coloro che hanno affrontato questa necessaria esperienza, si ricongiunge a sua moglie e ai suoi tre bambini. L'inserimento nella società tedesca di una famiglia con abitudini molto radicate e tradizionali, non è semplice, ma nuovi sogni pian piano crescono nella mente dei piccoli che imparano la lingua locale, vanno a scuola, fanno nuove amicizie. Il benessere derivato dal lavoro di Huseyn fa decidere definitivamente per il trasferimento in Europa ma, se l'amore per la terra d'origine non è intaccato nei dei due sposi, di sicuro si attenua pian piano il legame che hanno con essa i loro bambini, ormai tedeschi.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 09 dicembre 2011Vivace, ben orchestrata, animata da bravi attori, la pellicola è soprattutto rinfrescante e non banale per il modo allegro con cui affronta il tema dell'integrazione, ribaltando l'ottica dei pregiudizi e senza preoccuparsi del politicamente scorretto.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Paolo D'Agostini - La Repubblica pubblicata il 09 dicembre 2011Almanya è un delizioso atto d'amore.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Mariuccia Ciotta - Il Manifesto pubblicata il 09 dicembre 2011Almanya interrompe la sequenza del turco arcaico e repressivo, dei luoghi comuni sulla comunità chiusa, e nel racconto autobiografico della giovane Samdereli ci regala la "carta verde" per entrare noi Europa in Turchia.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Massimo Bertarelli - Il Giornale pubblicata il 09 dicembre 2011Gradevole commedia, scritta e diretta da due sorelle d'origine turca, ormai tedesche d'adozione. Capaci di raccontare con garbo, umorismo e tenerezza la storia della loro famiglia.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 09 dicembre 2011Almanya prende in giro turchi e tedeschi in egual misura. Girato molto bene, pieno di trovate, Almanya è un film da vedere.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Valerio Caprara - Il Mattino pubblicata il 09 dicembre 2011L'originalità non è la dote principale di una commedia interetnica che è tuttavia in grado di svincolarsi dal meccanismo automatico poveri-contro-ricchi e pone piuttosto l'accento sulla reciproca ignoranza di due culture, peraltro destinate a integrarsi grazie alle nuove generazioni.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 06 dicembre 2011Il formato è famiglia: gli Yilmaz, emigrati in Germania dalla Turchia negli anni '60, e arrivati alla terza generazione, con figli, nipoti, unioni miste, bambini in grembo, nostalgia dolcemente canaglia. E sacrifici, innanzitutto, quelli del patriarca Hüseyn, il milionesimo e uno immigrato su suolo teutonico: ora ha realizzato il sogno di prendere una casetta nella vecchia patria, e vuole portarvi tutta la famiglia, che opporrà ovvia resistenza. Vince lui, e nel viaggio al contrario si aprono i flashback della sola andata che fu: difficoltà e segreti, reminiscenze e speranze, frullati dalle Samdereli con un reagente chiave: che significa essere stranieri?
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Domanda buona per i Gastarbeiters (lavoratori ospiti): "Volevamo dei lavoratori e sono arrivate delle persone", disse lo svizzero Max Frisch, e le sorelle Samdereli ci mostrano come valesse pure in Almanya (Germania in turco). La risposta è convincente, ora si può riderne. E piangerne. -
Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Andrea Fornasiero - Film Tv pubblicata il 06 dicembre 2011Se il modello erano East is East e i film di Fatih Akin ne difetta però il dramma, qui solo di facciata, e ci si trova piuttosto dalle parti di una colorata fiction, per grandi platee Tv di bocca buona.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Elisa Salvadori - Comingsoon.it pubblicata il 06 dicembre 2011Le sorelle Samdereli amano i classici della commedia, e la loro narrazione rimane quasi sempre brillante e cristallina, e i momenti di retorica sentimentalista si fanno dimenticare, in un lavoro di scrittura dall'ottima tenuta che, come racconta la regista, può ringraziare sinceramente riferimenti come Ernst Lubitsch e Woody Allen (...) Cavalcando il surreale, con regia e fotografia che ricordano (non poco) il Jean-Pierre Jeunet di Delicatessen e de Il favoloso mondo di Amélie, nella ricerca dell'effetto un po' si eccede; ma sono comunque di più i momenti preziosi in cui, sorridendo e ridendo, nitidamente si guarda a ciò che significa essere perennemente stranieri, andata e ritorno, attratti e respinti dai due poli, tra cui sono divise intere generazioni.
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Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Giancarlo Zappoli - MyMovies.it pubblicata il 05 dicembre 2011L'idillio prevale sui contrasti ma l'ironia non manca. Così come viene descritta con una molteplicità di sfaccettature la figura del nonno pronto ad integrarsi al suo arrivo ma ora assolutamente disinteressato ad acquisire la nazionalità tedesca caparbiamente voluta e ottenuta dalla moglie. Soprattutto nella parte finale il film (che invece regge bene il ritorno in Turchia con acute osservazioni sui pregiudizi) non riesce a sfuggire a un po' di retorica al glucosio che finisce con il nuocergli più che portargli vantaggi.
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Questo però non inficia la resa complessiva di un'opera divertente che consente anche ai non esperti di storia e società tedesche di divertirsi e (magari, perché no?) di fare anche produttivi paragoni con situazioni italiche passate e presenti. -
Almanya - La mia famiglia va in Germania - la recensione
di Fabiola Fortuna - FilmUp.com pubblicata il 09 novembre 2011Una pellicola davvero divertente, capace di fare dell'ironia intelligente sull'emigrazione e sulle difficoltà dell'incontro culturale tra Turchia e Germania. Un film che fa ridere, ma non pecca mai di superficialità.
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Diversi elementi ricordano il bellissimo film di Dayton e Faris del 2006, "Little Miss Sunshine", un po' per le immagini, un po' l'ironia.
"Almanya", procede su due strade (l'emigrazione della famiglia in Germania, e la "vacanza" della famiglia in Turchia) apparentemente parallele, che trovano un punto d'incontro nelle ultime inquadrature: un incrocio che solo il cinema e il suo linguaggio rendono possibile.
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