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La leggenda del cacciatore di vampiri (Abraham Lincoln: Vampire Hunter) è un film del 2012 diretto da Timur Bekmambetov
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La leggenda del cacciatore di vampiri 2012 )

Rassegna stampa per il film La leggenda del cacciatore di vampiri (Abraham Lincoln: Vampire Hunter) del 2012, diretto da Timur Bekmambetov e interpretato da Benjamin Walker, Dominic Cooper, Anthony Mackie, Mary Elizabeth Winstead, Rufus Sewell, Marton Csokas, Jimmi Simpson, Joseph Mawle.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

55 MovieScore (?)
basato su 50 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 47

La nostra recensione

Abraham l'ammazzavampiri

di Marco Minniti pubblicata il 11 luglio 2012

Un progetto come quello de La leggenda del cacciatore di vampiri suscita inevitabilmente curiosità. L'idea, infatti, di legare una figura chiave della storia americana (anch'essa, tradizionalmente, vista come emblema della lotta - di una certa lotta - contro "le tenebre") a una mitologia classica come quella del vampiro, e di mescolare in modo quasi "scandaloso" questi due motivi, così apparentemente inconciliabili, non può che incuriosire e generare un certo grado di simpatia. C'è certo un precedente importante, che è ...

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Rassegna stampa

  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Alberto Mazzoni - ondacinema.it pubblicata il 09 agosto 2012

    Pur soffrendo di superficialità e dei soliti altri vizi del cinema pop americano (buchi narrativi, post-finale irritante, moraline etc), l'originalità del film e il suo grado di intrattenimento lo porterebbero alla sufficienza, se non fosse per la ingiustificabile scelta dell'attore protagonista. Benjamin Walker, che interpreta Lincoln, non ha il fisico per le scene d'azione e non è credibile né come ragazzo imbranato, né come adulto in cerca di vendetta, né come presidente, insomma non è credibile mai e non ha nessun carisma. Dominic Cooper, che interpreta il maestro di caccia di Lincoln, e Mary Elizabeth Winstead, che ne interpreta la moglie, al confronto sembrano Alain Delon e Catherine Deneuve. In definitiva ci troviamo di fronte a un passatempo simpatico, ma dal cinema, anche d'azione, vogliamo di più.

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  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 20 luglio 2012

    Di ulteriori saghe vampiresche non si sentiva davvero la mancanza(...) Trama delirante ma film meno carino del previsto.

  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 20 luglio 2012

    La metafora non sarebbe ignobile, ma le sarebbe servita tutt'altra sceneggiatura.

  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Valerio Sammarco - Cinematografo.it pubblicata il 19 luglio 2012

    "E' la personalità più vicina ad un supereroe che la nostra nazione abbia mai conosciuto", dice Grahame-Smith di Lincoln. Accostamento suggestivo, niente da dire, ma da qui ad immaginarlo armato di ascia, abile combattente e "supereroe" nell'accezione più fumettistica del termine ce ne corre: fatto sta che questa distanza siderale, almeno l'immaginazione (e ce n'è voluta davvero tanta...), ha tentato di colmarla. Il risultato è un kolossal-horror-storico che farà rabbrividire i puristi, sorridere i neutrali e magari - perché no - divertire quanti andranno a vederlo in cerca di intrattenimento con la i minuscola. Rimane il fatto che ormai, sempre più inspiegabilmente, Bekmambetov sia stato eletto ad Hollywood quale indiscutibile "maestro visionario dell'action moderno". Tra qualche decennio, magari, qualcuno ci spiegherà il perché.

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  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Giulio Sangiorgio - Film Tv pubblicata il 17 luglio 2012

    Vorrebbe essere peculiare, ma è solo automatico, vorrebbe essere epica ironica, ma è solo patetico tedio, sollazzo nerd 3D con budget decente. Ridateci i soldi, i minuti persi. O quantomeno un film della Troma.

  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Adriano Ercolani - MyMovies.it pubblicata il 17 luglio 2012

    Certamente La leggenda del cacciatore di vampiri non rappresenta una nuova e indispensabile pagina della storia del cinema horror. Anche chi si aspetta di trovare in questo prodotto l'idea di cinema del produttore Tim Burton potrebbe rimanere abbastanza deluso. Quello che però il film propone e riesce pienamente a regalare è intrattenimento leggero, scorrevole, ben costruito e realizzato con un tocco che, se avete ammirato la precedente filmografia di Timur Bekmambetov, è pienamente riconoscibile. Ultima annotazione riguardante il 3D, funzionale perché non invasivo rispetto all'estetica dell'opera ma neppure particolarmente indispensabile per apprezzare lo spettacolo. Curiosa l'ammissione dello stesso regista: "Il film è stato convertito in 3D durante la postproduzione. Diffidate di chi afferma che è meglio girare direttamente in 3D, mente...".

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  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Domenico Misciagna - Comingsoon.it pubblicata il 13 luglio 2012

    Precipitando nella qualità dell'analisi, e non ce ne vogliano studiosi come Kulka, non rimane che una classificazione drastica per inquadrare La leggenda del cacciatori di vampiri: "totalmente gratuito". Ben sapendo che esistono estimatori di questa categoria, specie se la confezione in questo caso firmata Tim Burton (producer) / Timur Bekmambetov (regia) è professionale, diremo che il vostro giudizio dipenderà da quanto margine di manovra ludico vogliate concedere al cinema. Dietro ogni film apparentemente facile da liquidare si cela una buona occasione per porsi queste domande.

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  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Pierpaolo Festa - Film.it pubblicata il 11 luglio 2012

    Il film parte al galoppo con delle scorciatoie narrative da script-madness. Bekmambetov non perde tempo, non vede l'ora di mostrarci la trasformazione del ragazzo in eroe senza paura e la sua lotta contro i vampiri. La seconda parte - con l'ingresso del protagonista in politica e la frase "Finché non saremo tutti liberi, saremo tutti schiavi" ripetuta all'infinito - soffre un po' di una classica tirata di freno a mano: d'un tratto ecco che il film si prende troppo sul serio, costretto a confrontarsi con l'eredità di un'icona del calibro di Lincoln. Avvicinandosi pericolosamente a quel genere di divertissement già esplorato da Stephen Sommers negli insopportabili La mummia e Van Helsing, Bekmambetov e Tim Burton realizzano un prodotto superficiale ma divertente. Punto extra alla rappresentazione dei vampiri, tornati ad essere sudici e mostruosi, invece che pallidi e malinconici. Ovviamente 3D inutile.

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  • La leggenda del cacciatore di vampiri - la recensione

    di Francesco Lomuscio - FilmUp.com pubblicata il 10 luglio 2012

    (...) anche se la visione tridimensionale viene sfruttata meglio del solito, Bekmambetov, come di consueto, dimostra di curare più l'aspetto visivo che quello relativo allo sviluppo della narrazione.
    Quindi, se da un lato non sono assenti movimentate sequenze come quella con i cavalli in fuga o l'altamente spettacolare scontro finale a bordo del treno in corsa, dall'altro il ritmo generale risulta piuttosto discontinuo, tanto da non risparmiare neppure occasioni per annoiarsi.
    E, mentre apprendiamo sia che il vero potere deriva dalla verità e non dall'odio, sia che la storia ricorda la battaglia e dimentica il sangue versato, sorge spontaneo chiedersi se il cineasta sarebbe stato comunque in grado di svolgere il suo mestiere nel caso in cui la computer grafica non fosse mai stata inventata.

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