Trama
Nel giorno della sua promozione, l'efficientissimo capo della Squadra Omicidi, uccide la sua amante Augusta Terzi, con la quale ha un rapporto sadico. L'ispettore, dietro una facciata solida ed irreprensibile, nasconde in realtà una personalità profondamente disturbata, e lascia evidenti prove a proprio carico proprio per provare quanto sia insospettabile nel suo ambiente.
I colleghi della omicidi non considerano neppure le prove evidenti...
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Andate in galera!
Racconta Ugo Pirro, che poco dopo che le riprese di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto erano finite, ci fu l'attentato a Piazza Fontana, iniziò una grande repressione verso tutte le formazioni di estrema sinistra, e di conseguenza il regista e gli autori temevano che il film potesse essere censurato o addirittura sequestrato. Una sera Pirro e Petri decisero di vedere il film con altri cineasti per sapere che ne pensassero, c'erano Ettore Scola, Cesare Zavattini e Mario Monicelli, e il commento unanime fu "Andate in galera", però il film gli era piaciuto moltissimo.
In ogni caso il film fu un successo, ma la critica ne disse di tutti i colori, addirittura c'era chi accusava il regista e gli autori di aver fatto un film a favore della polizia.
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"Che differenza passa tra una rapina in una banca e l'insubordinazione organizzata, legalizzata? Nessuna, entrambe le azioni tendono a sovvertire l'ordine costituito... Noi invece siamo a guardia della Legge, che vogliamo immutabbbile, scolpita nel tempo. Il popolo è minorenne, la città malata. Ad altri il compito di educare, a noi quello di reprimere! La repressione è il nostro vaccino. Repressione e civiltà!"
"Bravo, dottore!"
"Con modestia, con modestia, al lavoro!"
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