Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
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I film di prossima uscita

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto è un film di Elio Petri del 1970, con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, Sergio Tramonti, Arturo Dominici, Aldo Rendine, Massimo Foschi, Aleka Paizi, Vittorio Duse. Prodotto in Italia. Durata: 112 minuti.

Trama

Nel giorno della sua promozione, l'efficientissimo capo della Squadra Omicidi, uccide la sua amante Augusta Terzi, con la quale ha un rapporto sadico. L'ispettore, dietro una facciata solida ed irreprensibile, nasconde in realtà una personalità profondamente disturbata, e lascia evidenti prove a proprio carico proprio per provare quanto sia insospettabile nel suo ambiente. I colleghi della omicidi non considerano neppure le prove evidenti...

Curiosità

Andate in galera!

Racconta Ugo Pirro, che poco dopo che le riprese di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto erano finite, ci fu l'attentato a Piazza Fontana, iniziò una grande repressione verso tutte le formazioni di estrema sinistra, e di conseguenza il regista e gli autori temevano che il film potesse essere censurato o addirittura sequestrato. Una sera Pirro e Petri decisero di vedere il film con altri cineasti per sapere che ne pensassero, c'erano Ettore Scola, Cesare Zavattini e Mario Monicelli, e il commento unanime fu "Andate in galera", però il film gli era piaciuto moltissimo.
In ogni caso il film fu un successo, ma la critica ne disse di tutti i colori, addirittura c'era chi accusava il regista e gli autori di aver fatto un film a favore della polizia.

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Citazioni

virgolette "Che differenza passa tra una rapina in una banca e l'insubordinazione organizzata, legalizzata? Nessuna, entrambe le azioni tendono a sovvertire l'ordine costituito... Noi invece siamo a guardia della Legge, che vogliamo immutabbbile, scolpita nel tempo. Il popolo è minorenne, la città malata. Ad altri il compito di educare, a noi quello di reprimere! La repressione è il nostro vaccino. Repressione e civiltà!"
"Bravo, dottore!"
"Con modestia, con modestia, al lavoro!" virgolette

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di (08.10.2004 11:45:40)
Dai più considerato come una semplice opera politica, queto capolavoro supera le barriere del tempo grazie alla sottile "indagine" psicologica dei personaggi che Petri mette sapientemente in scena. A primo acchito è facile scorgere nell'ispettore un semplice ingranaggio della macchina più complessa del potere Cn il delitto che compie, tenterà di mettere alla prova "il potere", o meglio, se "il potere" è in grado di giudicare chi lo detiene. Lui assassino della sua amante, è combattuto se mettere gli inquirenti sulle sue tracce o sviare le indagini: una disocciazione interna per chi è abituato ad occupare posti di potere. Alla fine farà la sua confessione di colpevolezza che, seppur in sohno, sarà rifiutata dai suoi superiori: "l'ingranaggio"sembra già pronto a reintegrarsi nella macchina del potere. Al di là della vicenda narrata importanti sono i risvolti psicologici: l'autorità qui rappresentata, potrebbe essere calata addosso a chiunque occupa una posizione dominante, come in un rapporto padre-figlio, quale sembra essere il rapporto tra l'ispettore e Augusta Terzi in cui lui si presenta come modello inattacabile costringendo la donna a sottometterti alla sua autorità.. ma ciò non dura per sempre, allorchè la donna lo accusa di infantilismo, di essere incapace di amare. Così facendo, la maschera dell'ispettore viene meno rivelando la sua fragilità umana, nel momento in cui non si trova più in questura ma a casa di una donna che non vuole che la sua casa diventi una camera di sicurezza. Da notare,a tal proposito, l'arredamento diverso che troviamo tra la csa della donna, caratterizzato da linee mosse, ondulate, prolungamento dello spirito libertino di Agusta e, le linee squadrate, rigorose dell'ufficio dell'ispettore. Non dimentichiamo oltre tutto la musica di Morricone che non è semplice commento ma si integra con le vicende e con la psicologia del personaggio. Come non sottolineare,alla fine, la straordinaria bravura di Gian Maria Volontè che volutamente attua una recitazione che restituisce sapientemente sia il comportamento, le posture che la psicologia di chi occupa posizioni dominanti: vibrante e sofferta allo stesso tempo con un linguaggio e un tono della voce davvero straordinario. Una grande prova d'attore. Nico


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di (05.05.2005 15:23:53)
Questo secondo me dovrebbe far parte di quei film che tutti vedono una volta nella vita.Un capolavoro.Gian Maria Volontè è un "mostro" (in senso buono) della recitazione.Ho visto poche interpretazioni belle come la sua.Il brutto è che questo film non è facilissimo da reperire,io l'ho visto su Sky (canale cinema classics) comunque provate a cercarlo nelle videoteche più fornite (no Blockbuster)...ne vale la pena!


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di (16.07.2005 16:33:39)
Uno dei grandi lavori del cinema italiano...una regìa impeccabile, e un'interpretazione superba da parte di Gian Maria Volonté.

Da vedere.


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di (30.12.2006 01:04:07)
Un saggio di interpretazione, lo straneamento Brechtiano e lo stanislawsky si mescolano fino al raggiungimento di un' interpretazione perfetta, la nevrosi del commissario ci contagia, ci porta ad essere dalla sua parte nonostante neanche lui stesso voglia avere ragione, un film che rappresenta benissimo i casi emblematici dell'italia degli anni di piombo (omicidio calabresi) e che mette in evidenza degli attori che hanno reso gli anni settanta un'epoca fondamentale del nostro cinema. Un ultimo commento per volontè, forse il più grande, e che sotto la regia di Elio Petri ha dato altre grandi prove, vedi la "classe operaia va in paradiso" e "a ciascuno il suo".
Non perdetelo.


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