A seguito di un incidente d'auto, Johnny Smith finisce in coma per cinque anni. Al suo risveglio, scopre di avere un potere psichico che gli permette di avere visioni relative al futuro delle persone con cui entra in contatto fisico.
La zona morta è uno dei più riusciti romanzi di Stephen King, autore plurisaccheggiato da cinema e televisione. Cronenberg ne realizza un film penetrante e ipnotico, meno personale e immediatamente riconoscibile, ma sicuramente affascinante da riscoprire
Cronenberg viaggia con mano superba attraverso l'inquietante scoperta del "dono" di Smith (un Christopher Walken un pò inadatto a questo ruolo) nel soggetto di Stephen King, allora originale, oggi più che emulato e dissanguato e pluricitato in altri film. Così visto oggi il film non ha molto da offrire e non ha particolari spunti di interesse anche se mantiene quella compattezza, quell'asciuttezza di stile nella regia con scene dirette con mano esperta
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di cronix(24.07.2007 00:24:20)
Ho iniziato la visione di questo film partendo da due presupposti che considero quasi come due assiomi:
1. considero Cronenberg un grande regista e finora nessuno dei suoi film mi ha mai deluso;
2. ho letto alcuni libri di S. King e li ho trovati molto interessanti (forse un pò troppo dispersivi), tuttavia le trasposizioni cinematografiche e/o televisive delle sue opere le considero dei veri e propri flop, eccezion fatta per i due capolavori "Stand by me - Ricordo di un'estate" e "Shining" di S. Kubrick.
Ero quindi molto curioso di vedere come queste due premesse si conciliassero tra loro, sperando che Cronenberg fosse riuscito nell'impresa. Devo dire, però, che già dalle prime battute mi sono reso conto che anche questa pellicola è da annoverarsi tra la massa informe dei film tratti dai libri di S. King che si uniforma ad uno standard di livello medio-basso.
Trama a tratti noiosa e lenta, che spesso cerca di salire di intensità e tono, ma che stenta a decollare. Apprezzabile l'interpretazione di Christopher Walken, che ben si cala nei panni di John Smith: riesce a rendere anche sotto l'aspetto fisico la metamorfosi psichica del protagonista.
Per quanto riguarda la regia ho fatto fatica ad evidenziare i tratti tipici delle pellicole di Cronenberg. E devo dire che questo è stato purtroppo il tasto più dolente, che lo rende un film "zoppo".
Complessivamente raggiunge un livello di inferiore alla sufficienza. Voto: 5.
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