127 ore (127 Hours) è un film di genere avventura, drammatico della durata di . diretto da Danny Boyle e interpretato da James Franco, Amber Tamblyn, Kate Mara, Sean Bott, Treat Williams, Kate Burton, Rebecca Olson, Parker Hadley, Koleman Stinger, Lizzy Caplan.
Prodotto nel 2010 in USA - uscita originale: 05 novembre 2010 (USA) - e distribuito in Italia da 20th Century Fox il giorno .
Sceso di 146 posizioni rispetto alla settimana scorsa
Visualizza il grafico della popolarità127 ore ( 2010 )
basato su 135 voti
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Trama
Bloccato in uno stretto canyon nello Utah, con un braccio schiacciato da un masso distaccatosi dalla roccia, l'escursionista Aron Ralston ricorda gli amici, le amanti, la famiglia e le due escursioniste incontrate poco prima per lottare contro il tempo. Per cinque interminabili giornate dovrà infatti combatte contro la morte e i suoi stessi demoni, fino a scoprire di avere il coraggio e la volontà di liberarsi a qualunque costo, scendere lungo una parete di 20 metri e camminare per oltre 12 chilometri, prima di essere finalmente tratto in salvo.
Perché vederlo:
Per conoscere la vera storia di Aron Ralston, raccontata con dinamismo e modernità dal regista Danny Boyle. Per emozionarsi con una vicenda unica e compiere un viaggio claustrofobico e ricco di angoscia insieme a un impressionante James Franco.
- Disponibile in blu-ray, dvd
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La Recensione
L'uomo d'acciaio
In 127 Hours ritroviamo il Danny Boyle di sempre, quello che non ha paura a mescolare linguaggi diversi, ma che sa fermarsi davanti alla vera tragedia di Aron Ralston, un uomo disperatamente solo, interpretato dallo strepitoso James Franco.
Trailer e video 4 totali
127 ore - Teaser Italiano
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127 ore - Videorecensione
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127 Hours - Trailer
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127 Hours - Teaser Trailer
Le Immagini 29 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 44 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (11)
PRODUZIONE (10)
CASE DI PRODUZIONE (5)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (2)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
ALTRO PERSONALE (8)
Le News Altre news: 15 totali
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Fast & Furious 5 film più scaricato del 2011
Il franchise automobilistico interpretato da Vin Diesel piace proprio a tutti. Lo dimostrano gli incassi e i download illegali. Seguono a ruota l'esilarante Una notte da leoni 2 e il superomistico Thor.
27.12.2011
Gli Articoli Altri articoli: 9 totali
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Il Blu-ray di 127 ore
Recensione
Strepitosa edizione in alta definizione del film di Danny Boyle sulla vera storia di Aron Ralston. Il video è praticamente perfetto, di grande qualità anche audio e reparto extra.
20.06.2011
Curiosità Altre curiosità: 3 totali
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Le possibilità del SimuREAL, da 127 Ore al campo della medicina
La scena di 127 Ore in cui James Franco è costretto ad amputarsi il braccio bloccato sotto una roccia ha fatto nascere una proficua collaborazione tra Tony Gardner, curatore degli effetti speciali (e ideatore del braccio artificiale utilizzato per la sequenza) e Jane Kleinman, che insegna agli studenti di medicina per sviluppare le possibilità del SimuREAL, un materiale talmente realistico che ha già iniziato a sostituire il silicone nella fabbricazione di oggetti didattici (come parti di corpi umani e feti) utilizzati dagli allievi di medicina in alcune università americane. Gardner, che ha lavorato in tantissime pellicole, si è detto felice che il suo lavoro possa essere utile anche in ambito scientifico e aiutare le persone, oltre che intrattenerle.
Collegamenti e Citazioni Altri collegamenti e citazioni: 1 totali
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“ In più scene, per il particolare tipo d'inquadratura e per l'uso originale dei brani musicali, l'avventuroso 127 ore ricorda il film documentario di Kevin Macdonald, La morte sospesa - Touching the Void, anch'esso ispirato a una storia vera ed ambientato in un paesaggio molto suggestivo. ”
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 42 totali
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Academy Awards (2011)
Oscar 2011: 6 nomination
- Nomination: Miglior film - Danny Boyle e Christian Colson
- Nomination: Miglior canzone originale - A.R. Rahman, Dido e Rollo Armstrong (If I Rise)
- Nomination: Migliore attore protagonista - James Franco
- Nomination: Miglior montaggio - Jon Harris
- Nomination: Miglior colonna sonora originale - A.R. Rahman
- Nomination: Migliore sceneggiatura non originale - Danny Boyle e Simon Beaufoy
Incassi Vedi tutti
Budget stimato per il film: $ 18.000.000
INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 29 marzo 2011)
651.870 €
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Bob Robertson
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Danny Boy: ritorno al futuro... Mar. 19, 2011, 6:59 p.m.
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Dopo l'abbuffata di Oscar di "The Millionaire" Danny Boy ritorna allo stile schizofrenico e carico di eccessi che l'ha lanciato.
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Pike Bishop
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Mar. 19, 2011, 7:25 p.m. - Staff
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Ragazzo bianco
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Mar. 19, 2011, 7:34 p.m. - Staff
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). Per il resto i film sono diversissimi e qui l'hai spiegato già tu. Ma è anche evidente (stile, soluzione dei conflitti ecc.).
Probabilmente Malick gli è tornato simpatico dopo quell'esperienzuccia nel '98, ma lo stile mi pare abbastanza tanto diverso.
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Pike Bishop
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Mar. 19, 2011, 8:58 p.m. - Staff
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Ragazzo bianco
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Mar. 20, 2011, 1:57 p.m. - Staff
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. Idem per la famiglia, i flash-back con genitori e soprattutto sorella non mi sono sembrati… come dire… "idilliaci"?
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Ragazzo bianco
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Mar. 29, 2011, 1:06 p.m. - Staff
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Sai cosa Pike? Concordavo in buona parte con la tua critica politica al film (apparentemente l'individualismo del protagonista è punito, ma come giustamente fai notare lui se la cava da solo), ma ho rivisto il finale e c'è un dettaglio non da poco che mi ha messo maggiori dubbi.
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Quando alla fine incontra la famiglia che lo soccorre lui grida "Aiuto, aiutatemi!" con la musica in crescendo che sottolinea questo suo gesto, quasi a voler far credere che la sua maggiore vittoria/conquista sia stata quella di lasciare da parte il suo orgoglio e capire che deve anche farsi aiutare dagli altri.
Ora gli americani soprattutto al cinema sono dei maestri a gettare nel piatto queste ambiguità, non so se è onestà, prudenza, completezza, ipocrisia o cerchiabottismo (sono più propenso alle ultime 2, ma è anche vero che sono una persona maligna e cattiva
). Resta il fatto che questa cosa c'è, magari se vuoi/puoi ridacci un'occhiata e mi sai dire anche tu.
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Berto
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Ago. 8, 2011, 5:34 p.m.
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A metà strada fra INTO THE WILD e WORLD TRADE CENTER, Danny Boyle confeziona la sua parabola sulla felicità sinonimo di condivisione attraverso il vero e crudo episodio capitato all'escursionista Aron Ralston, costretto ad amputarsi da solo un braccio per sfuggire alla morte.
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headshrinker
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Ott. 11, 2011, 12:17 p.m.
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Cambia di nuovo regiswtro Danny Boyle, senza sbagliare un colpo. Il suo 127 ore è la sintesi perfetta dell'interazione fra l'uomo e la natura. Tralasciando il racconto persona di Aron Ranston, da questo film si possono ricilare delle narrazioni da distribuire in ogni contesto culturale. Una sorta di morale univerasale.
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Damiax
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Dic. 22, 2011, 5:48 p.m.
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Affittato in dvd, visto oggi pomeriggio: ottimo biopic prodotto, scritto e diretto da un ottimo Danny Boyle con protagonista un James Franco da applausi. Reparto tecnico impeccabile, dal montaggio alla colonna sonora del mitico A.R. Rahman.
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Wasp
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Dic. 22, 2011, 6:13 p.m.
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Napset
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Dic. 22, 2011, 7:51 p.m. - Staff
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Rettore87
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Giu. 29, 2012, 3:36 p.m.
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Incastrato da un grosso pezzo di roccia sul fondo di un canyon.È quanto è successo ad Aron Ralston, nel 2003, durante un'escursione solitaria nei deserti rocciosi dello Utah.Ventottenne vitale quanto spericolato, Ralston era uno di quei tipi che prima saltano il baratro e poi guardano quan'è profondo.Salvo caderci dentro.Rimasto bloccato per cinque giorni nelle viscere della terra, con scorte trascurabili di cibo e acqua, si è trovato di fronte a una scelta che gli ha cambiato la vita per sempre (di più non vi dico).Dopo aver fatto il giro dei media di tutto il mondo, ora la sua storia è diventata il nuovo film di Danny Boyle, il primo dopo il trionfo agli Oscar di The Millionaire.Protagonista James Franco, impegnato in un tour de force recitativo e in un contesto claustrofobico che ricordano da vicino quelli di Ryan Reynolds in Buried.
< 1 2Sono d'accordo.
Vero! :-)
0
Va dato atto che c'erano due modi di fare questo film: renderlo una claustrofobica discesa nell'angoscia o dargli ritmo ed energia con gli eccessi di cui sopra. Alla fine la scela ti Boyle si rivela vincente, se non altro per il fatto di riuscire a portare avanti un film nell'immobilismo di un buco nella pietra, affidandosi alla bravura di un James Franco in forma e convincente (la cui crescita in termini di presenza scenica ed empatia è notevole negli ultimi tempi).
Il massiccio impiego di scene costruite con montaggio serrato, split-screen e deliri da disperazione e solitudine del protagonista possono piacere e non piacere, ma dopo l'incipit energico (che serve ad accattivarsi la simpatia dello spettatore) è su questi giochi di montaggio e di regia che si regge la storia.
Particolare e fuori dagli schemi, che ha il gran pregio di riuscire, a lungo andare, a trascinare lo spettatore nel buco insieme al protagonista soprattutto nella mezzora finale, dove il crescendo è di notevole impatto emotivo.
Personalmente sono contrario ad accostarlo a "Into the wild" solo per il fatto che il protagonista si tuffa anche lui nella natura selvaggia e ne rimane in qualche modo fregato. Non bastano un pò di inquadrature del deserto ad avvicinarli, perchè si tratta di due opere totalmente diverse: vicenda, personaggio e stile sono praticamente agli antipodi.
Ci sta che possa richiamarlo alla mente, ma per me non ha niente a che fare con "Into the wild", che aveva dei contenuti sociali ben differenti, così com'era diversa l'evoluzione dell'uomo di cui si narrava la storia.
"127 ore" narra di un evento straordinario e di una storia di sopravvivenza, niente di più e niente di meno. Il contenuto sociale ed emotivo, le scelte e il percorso umano del protagonista non acquistano - almeno nella costruzione del film - un impatto così significativo.
Comunque mi è piaciuto, per l'interpretazione di James Franco e le scelte registiche (pur esagerate ma giustificate e forse necessarie per dare ritmo alla vicenda) di Danny Boyle.
0
spiego il mio "anti-intothewild". Aron fa sport estremo per mero divertimento, è assolutamente integrato nel sistema, così integrato da fregarsene degli altri. invece Into the wild parlava di un ragazzo che fuggiva dalla società, per avere un contatto reale con la natura: in lui c'era una volontà di titanismo presuntuoso e insieme ingenuo, frutto proprio della società da cui stava fuggendo e nella quale in un modo o nell'altro tenta di rientrare, prima di rimanere vittima del suo stesso progetto. la palingenesi a cui aspira McCandless è effettivamente raggiunta dal protagonista di 127 ore: infatti Aron si salva e, pur sacrificando una parte di sè, dunque pagando un tributo, può fare una vita diversa. anche visivamente Boyle utilizza un montaggio e un'estetica esagerata per intrattenere lo spettatore, mentre Penn teneva ritmi più distesi (molti c'hanno visto l'ombra di Herzog e Malick), per far immergere lo spettatore, non shockarlo: in tal senso trovo il film di Boyle anche più ruffiano proprio perchè costruisce su un personaggio assai superficiale come Ralston una parabola di "edificazione morale" che può appagare chiunque.
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Mi sembra una contraddizione. A me Ralston è sembrato un discreto disadattato e se ricordo bene il film in alcune scene viene praticamente detto. Fa quello che fa perchè non si trova bene con la gente, comunque non per lunghi periodi. Questa è l'unica cosa che 127 ore può avere in comune con Into the wild (oltre al fatto che sono due giovani soli in un paesaggio naturale… va bè… allora anche Louisiana story o una buona fetta di Corvo rosso non avrai il mio scalpo, per dire i primi che mi ricordo
Mah!
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ma se col termine disadattato definisci una persona consapevolmente menefreghista (e forse un po' anaffettiva), ok. però a me pare assai integrato: ha una famiglia che gli vuole bene, ha studiato, rimorchia senza problemi e poi nel weekend si fa le escursioni in solitaria. non mi pare il prototipo dello sfigato. la sua ragazza gli dice che rimarrà da solo, e solo è quando è bloccato con il masso che lo attendeva là, da tutta la vita. la sua è una resa dei conti con se stesso dalla quale esce vincitore, anche perchè si pente amaramente di tutti i comportamenti ingiusti che ha tenuto nei confronti degli altri.
inoltre la comparazione con "Into the wild" l'ho posta nell'unico modo possibile, cioè sulle differenze.
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Sì, forse non c'intendiamo sul termine. Assolutamente nel film Franco non è il prototipo dello sfigato come lo intendo io (nerd, geek, insomma quella cosa lì:p) ma è un personaggio che in società non ci si trova proprio bene, se per te questo è uno integrato io non sono d'accordo. Se mi dici che è prodotto/figlio del suo tempo posso anche intuire quello che intendi e posso anche essere in parte d'accordo, ma non ne parliamo qui, perchè salta fuori un discorso sociologico infinito, anche se mi ha sempre interessato
Tu mi dici che rimorchia senza problemi. Ni, a me sembra che sia quel tipo di personaggio che lega facilmente a livello superficiale, ma non va mai oltre a un certo punto (per usare un'espressione alla Moccia "non si mette mai del tutto in gioco" *aggiungere gesto o frase sarcastica a scelta*:p). Il rapporto che aveva con la ex viene sintetizzato molto bene in quel flash back allo stadio: io uno così non lo definisco "adattato" o "ben integrato". Questo lo dico senza pregiudizi morali eh, sono sicuro che lo capite, ma per sicurezza io lo sottolineo
Infatti qui ti ho capito e siamo d'accordissimo.
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Secondo me Cassidy ha ragione, 127 ore è da leggere anche (parecchio?) in chiave simbolica, è un film molto più psicologico e sociale di quanto si possa credere, non è solo la storia di uno che resta intrappolato da un masso in un crepaccio.
P.S.: lo ripeto una seconda volta perchè la prima non basta: quel schifoso slinguazzatore di Boyle mi ha sedotto. Forse adesso questo è il mio film preferito del regista dopo l'inarrivabile (per i primi 80 minuti:p) Sunshine.
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Nonostante la morale di fondo appaia un po' frettolosa, Boyle riesce a raggiungere lo scopo predefinito, descrivendo l'incidente capitato allo sfortunato protagonista come un segno del destino che lo doveva socialmente maturare dalle sue pecche di eccessivo individualismo (oltre che incoscienza), riuscendo a coinvolgere empaticamente il pubblico nei suoi panni… Confezionando così un'altra più che valida opera dopo l'ottimo (e pluripremiato) THE MILLIONAIRE.
Merito anche dell'ottima performance di James Franco (attore in continua crescita) che qui supera la difficile prova di reggere da solo la pellicola in un piccolo spazio.
Da brividi la scena dell'amputazione, in quanto non classica scena "gore" da film horror ma profonda sintesi di dolore e agonia che risulta impossibile non avvertire fino in fondo.
Non un filmone ma un'opera magistralmente diretta in cui la tragicità del caso risulta veramente toccante… Il finale è da stomaci forti ma la visione è più che giustificata.
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Anche se, in termini di incassi e premi, non ha avuto la medesima fortuna del precedente The Millionaire (che io considero un capolavoro bellissimo, in attesa però di vedere altre pellicole come Trainspotting e Sunshine), è un altro obiettivo centrato da Boyle: ben fatto, Danny!
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Tra le cose migliori del film sicuramente! La colonna sonora tra l'altro la sto riascoltando proprio in questi giorni e non riesco a levarmela dalla testa!
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Comprare la colonna sonora del film è stata la seconda cosa che ho fatto dopo essere andato al cinema a vedere il film.
La prima,invece,è stata stupirmi di aver apprezzato così tanto un film di Danny Boyle
Prima di 127 Ore era accaduto con Sunshine (trall'altro,anche li grande OST) e solo grazie a più visioni con 28 Giorni Dopo.Il resto della sua filmografia non mi ha mai detto granchè e The Millionaire penso sia uno dei film più noiosi,ipocriti,stucchevoli e sopravvalutati degli ultimi dieci anni,almeno.
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VOTO AL FILM:7
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