Palmares inaspettato per la 64° edizione del Festival del Film di Locarno. A sorpresa a spartirsi i quattro premi principali sono due pellicole, l'intimista svizzero-argentino
Back to Stay e il nevrotico
Best Intentions, nuovo trionfo per il giovane cinema rumeno sempre più ricco e variegato. Focus di entrambi i lavori è la famiglia, intesa come nucleo dove maturano caratteri, decisioni e affetti, dove è necessario staccarsi dal nucleo familiare per trovare se stessi anche se la condizione di figli resta qualcosa di permamente.
Back To Stay, pellicola tutta al femminile diretta da una regista, la svizzera-argentina
Milagros Mumenthaler, scandaglia la relazione tra tre sorelle orfane che vivono in una grande casa. Il film, malinconico e riflessivo, ha conquistato il Pardo come miglior pellicola e quello per la miglior interpretazione femminile, andato all'intensa
Maria Canale.
L'ossessivo
Best Intentions, co-produzione rumeno-ungherese, ha ottenuto i premi per la miglior regia e per la miglior interpretazione maschile, conquistata da
Bogdan Dumitrache. Menzioni speciali per il giapponese
Tokyo Kouen e l'israeliano
Policeman. La giuria, presieduta dal produttore
Paulo Branco, non ha preso in considerazione né l'italiano
Sette opere di misericordia né il documentario svizzero
Vol Special, colpo di fulmine della critica, ma avrebbero meritato attenzione anche le due pellicole indie americane in concorso, il convincente
Terri, diretto dal brillante
Azazel Jacobs, e il sorprendente
Another Earth.
Pubblico e critica si sono trovati in perfetto accordo nell'assegnare al canadese
Bachir Lazhar il Premio del Pubblico UBS e il Variety Piazza Grande Award. Il film, tenero e poetico, intreccia la storia di un immigrato nordafricano che rischia l'espulsione dal Quebec e quella di una classe elementare impegnata a elaborare il lutto dopo il suicidio della loro insegnante. Una pellicola ricca di sensibilità e forte delle straordinarie interpretazioni di un gruppo di bambini che ha emozionato gli spettatori della Piazza sconfiggendo i più blasonati
Le Havre,
Drive e
Attack the Block. Grande, infine, la soddisfazione per l'unico premio italiano andato a
L'estate di Giacomo del friulano
Alessandro Comodin. Il film è un curioso esperimento a metà tra documentario e reportage vérité che segue l'estate di passaggio di Giacomo, giovane non udente che decide di sottoporsi a un'operazione per riacquistare l'udito.