The Whale, la recensione: Un Brendan Fraser straordinario in un film che colpisce al cuore

La recensione di The Whale, il nuovo emozionante film di Darren Aronowsky con Brendan Fraser e Sadie Sink in concorso a Venezia 2022.

Dolore ed emozione. Di questo parlerà la nostra recensione di The Whale. Ma anche di grande cinema, perché questo rappresenta il film di Darren Aronofsky presentato alla 79esima Mostra di Venezia, un cinema capace di travolgere e coinvolgere i suoi spettatori, immergendoli nella sofferenza della vita del protagonista Charlie, grazie a scelte di regia, scrittura accorta e prove attorniati di livello eccelso. Il risultato è un film che rinuncia alle esplosioni visive che avevano caratterizzato Madre!, per esempio, ma colpisce ed emoziona, e che al termine della proiezione stampa veneziana ha raccolto l'applauso più lungo, convinto e commosso.

A casa con Charlie

The Whale 3
The Whale: Brendan Fraser in una scena del film

Ma cosa ci racconta il nuovo film di Darren Aronofsky? The Whale parla di dolore, di un dolore troppo grande per poterlo gestire e tollerare, ma anche di errori che non si riesce a perdonarsi e lasciano il cuore segnato dal tormento. Lo fa concentrandosi su Charlie, un solitario insegnante di una scuola online che soffre di una seria forma di obesità, una condizione che lo vincola e limita, che lo costringe a vivere una vita statica e reclusa, per impossibilità e vergogna di mostrarsi. Persino la webcam è spenta nel corso dei suoi corsi online, per impedire ai suoi studenti di vederlo e giudicarlo. Charlie sente che la fine si avvicina, che la sua condizione è troppo seria e fuori controllo, ma spera in un'unica importante possibilità di redenzione: riuscire a riallacciare i rapporti con la figlia adolescente, con la quale non ha contatti da otto anni.

Il tocco di Darren Aronofsky

Chi scrive non è mai riuscito a rivedere Requiem for a Dream dopo la prima sofferta visione, perché fa troppo male. E pari è la partecipazione che suscita The Whale, un film che ci accoglie e poi imprigiona tra le quattro mura della casa di Charlie, un unico set, un'unica location che diventa nido e prigione. Enfatizza questo concetto il formato video scelto, un 4:3 che ingabbia personaggi e situazioni, rendendo tutto opprimente e asfissiante, così come influiscono l'illuminazione della scena o la pioggia che accompagna le giornate di Charlie, colonna sonora quasi costante e opprimente.

The Whale Sadie Sink Credits Niko Tavernise
The Whale: Sadie Sink in un'immagine

La regia di Aronofsky è statica quanto Charlie. Solida, concreta, pacata come i movimenti del protagonista, limitati dalla zavorra del suo stesso corpo. La camera lo indaga senza eccedere in virtuosismi, ma scruta attenta ogni dettaglio e ogni impercettibile movimento, ogni sguardo e incertezza, facendoci percepire la sofferenza della vita del protagonista.

Lo sguardo di Brendan Fraser

Avevamo intuito la trasformazione fisica di Brendan Fraser sin dalla prima immagine diffusa, frutto di un lavoro di makeup imponente e perfetto, ma non potevamo immaginare quella interiore: l'attore diventa Charlie, dimostra ogni chilogrammo del suo peso così importante, recita soprattutto con gli occhi e con lo sguardo veicola le ferite dalle quali l'animo del personaggio non riesce a guarire. Si dice di tanto in tanto che per un attore è arrivato il ruolo della vita e questo può esserlo per un Brendan Fraser perfetto, capace di trasformarsi, di ingrassare pur non facendolo materialmente, di provare dolore e rimpianti così intensi e palpabili da comunicarli agli spettatori di The Whale.

Darren Aronofsky e Brendan Fraser: "The Whale? È l'empatia che salverà il mondo"

Non sono molti gli attori che dividono la scena con lui, ma sono tutti di valore e all'altezza della situazione. Li contiamo sulla punta delle dita: Ty Simpkins, Hong Chau, Samantha Morton, ma a loro si aggiunge la giovane star di Stranger Things Sadie Sink, che mette in scena tutta la rabbia, ribellione e malessere adolescenziale di Ellie, la figlia con cui Charlie ha interrotto i rapporti molti anni prima. Due interpreti magnifici che si caricano sulle spalle il peso del film di Darren Aronofsky e che si candidano seriamente alla Coppa Volpi di questa edizione della Mostra di Venezia. Ma hanno già vinto quelle assegnate dai nostri cuori.

Conclusioni

Arriviamo al termine della recensione di The Whale con la stessa emozione che ci aveva travolti al termine della visione del film di Darren Aronofsky, colpiti dall'intensa e straordinaria interpretazione di Brendan Fraser. Accanto a lui c'è però un cast all'altezza della situazione, capace di rendere concreto il costrutto narrativo del regista e veicolare quell'abbondante dose di emozione che questa sofferta storia di redenzione riesce a veicolare.

Movieplayer.it
4.5/5
Voto medio
4.3/5

Perché ci piace

  • Brendan Fraser: straordinario nel recitare con lo sguardo, appesantito dall'abbondante trucco prostetico.
  • Il resto del cast, esiguo ma efficace, a partire da Sadie Sink.
  • Le scelte di regia di Darren Aronofsky, che enfatizzano e accompagnano la componente emotiva del film.

Cosa non va

  • Se non vi piace il lavoro del regista, potreste avere qualche problema anche con questo titolo.