Queen of the Desert: Nicole Kidman è una regina, ma da Herzog ci aspettavamo di più

Al pamphlet biografico dallo stile classico, punteggiato solo a tratti da qualche tocco di ironia alla Herzog, manca un guizzo finale che ci aiuti a rimettere in prospettiva la storia di Gertrude Bell.

Queen of the Desert: il set nel deserto
Queen of the Desert: il set nel deserto

Ci voleva Nicole Kidman per far scoprire a Werner Herzog il cinema al femminile. Il regista di tante storie oltre il limite, la cui mente è da sempre preda di ossessioni tipicamente maschili, a 73 anni decide di tornare al biopic concentrandosi su un personaggio storico minore. Figura non priva di fascino, l'archeologa, esploratrice, scrittrice nonché agente segreto del governo britannico Gertrude Bell è nota soprattutto agli esperti di storia del Medio Oriente. Ci ha pensato il cinema, con un maestoso blockbuster dall'afflato epico, a farla conoscere al grande pubblico.

Da autore esperto quale è, Herzog affina gli strumenti del linguaggio cinematografico plasmandoli su un genere a cui non si era ancora accostato, il biopic al femminile. Nel far ciò smussa gli angoli del proprio stile aspro e concitato facendo ampio uso di campi lunghissimi e di pacate sequenze colloquiali e lasciandosi prendere la mano da una certa estetizzazione nello sguardo. Tutto in funzione della sua protagonista, l'elegantissima Nicole Kidman, che affronta anni di peregrinazioni nel deserto a dorso di dromedario con la grazia con cui, in una delle prime sequenze, la vediamo danzare con un pretendente nella residenza familiare.

Gertrude Bell, esploratrice per amore

Queen of the Desert: una sequenza nel ben mezzo del deserto
Queen of the Desert: una sequenza nel ben mezzo del deserto

Dopo la visione di Queen of the Desert, di Gertrude Bell ci resterà impressa nella memoria l'immagine di una donna irrequieta, colta e coraggiosa, ma soprattutto profondamente sfortunata. Le circostanze negano l'amore a Gertrude che decide così di dedicare la propria esistenza all'esplorazione di luoghi impervi, poco frequentati dagli occidentali, e alla frequentazione delle tribù nomadi di beduini che vivono in queste sperdute regioni e presto la ribattezzeranno 'signora del deserto'. Werner Herzog fa una scelta di campo decidendo di concentrarsi prevalemente sui moti amorosi della protagonista e sacrificando la dimensione politica della storia, fondamentale visto che, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l'esploratrice divenne volontaria della Croce Rossa e poi collaborò con l'esercito inglese ottenendo la carica di Ufficiale di Collegamento. Herzog depura la sua eroina di questo aspetto e Gertrude assume un'aura di romantica dannazione. L'inquadramento storico della vicenda si limita, perciò, a pochi tocchi e a un'ironica sequenza iniziale in cui facciamo la conoscenza di T.E. Lawrence, meglio noto come Lawrence d'Arabia. A interpretarlo è la star Robert Pattinson. Giudicare la perfomance dell'attore in questa specifica occasione ci risulta difficile visto che, nonostante il suo impegno per calarsi nel personaggio, la sua immagine è ancora troppo legata al vampiro Edward della saga di Twilight e vederlo comparire in scena con il copricapo di Lawrence D'Arabia è fonte di ilarità involontaria. Tra l'altro il terribile Herzog ci ha già abitato a questi tocchi tanto divertenti quanto sadici, il suo Il cattivo tenente ne abbonda.

Sulle orme di David Lean

Queen of the Desert: James Franco e Nicole Kidman sul set
Queen of the Desert: James Franco e Nicole Kidman sul set

A rubare il cuore di Gertrude Bell sono due uomini: il primo è un avventuriero stabilitosi all'ambasciata di Tehran che ha il volto di James Franco, il secondo è un militare inglese interpretato dalla star di Homeland Damian Lewis. Franco, gigione più che mai, entra in scena con il sorriso da gattone e la goffaggine che lo contraddistinguono e ci instilla in dubbio di non stare recitando con troppa convinzione, ma a dispetto delle apparenze l'alchimia tra lui e la Kidman funziona alla perfezione. Herzog scommette sull'erotismo sprigionato dal loro incontro e in un film pudico e privo di scene di sesso i due attori riescono a trasmettere la passione che unisce i loro personaggi. Magistrale la sequenza del primo bacio tra i due amanti in pieno deserto, dopo una fuga precipitosa dalla Torre del Silenzio. Più algida la figura del militare interpretato da Lewis, divorato dalla passione per Gertrude, ma costretto a reprimerla perché già sposato con un'altra donna.

Dopo due ore abbondanti, Queen of the Desert si conclude con un accenno a un fatidico incontro politico tra Churchill, T.E. Lawrence e la Bell avvenuto dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, lasciandoci in bocca un sapore di incompiutezza. Nonostante l'accuratezza della messa in scena, la bellezza della fotografia, che ci regala paesaggi mozzafiato, e il talento di Nicole Kidman, il film è privo di una progettualità. Al pamphlet biografico dallo stile classico, punteggiato solo a tratti da qualche tocco di ironia alla Herzog, manca un guizzo finale che ci aiuti a rimettere in prospettiva la storia di Gertrude Bell. Il regista tedesco ci nega, però, questo piacere lasciandoci con la sensazione di aver assistito all'esaltazione di un'eroina romantica fine a se stessa.

Movieplayer.it

3.0/5