50 primavere, Agnès Jaoui: "La discriminazione si capisce solo quando la si vive"

I suoi modelli sono Anna Magnani e Stefania Sandrelli, il suo tratto distintivo la naturalezza. Agnès Jaoui si racconta e si indigna in occasione dell'uscita della commedia francese che infrange i tabù al femminile.

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Un film su una donna fatto da una donna. Arriva dalla Francia 50 primavere, commedia garbata che racconta le difficoltà del quotidiano della cinquantenne Aurore, alle prese con due figlie irrequiete, con la ricerca di un nuovo lavoro e con una vita sentimentale non proprio esaltante. Aurore affronta le difficoltà con leggerezza e ottimismo portando con orgoglio la propria età. A interpretarla è l'attrice, regista e sceneggiatrice Agnès Jaoui, autrice di commedie di successo quali Il gusto degli altri e Così fan tutti. Abbiamo incontrato Agnès a novembre a Firenze, in occasione dell'anteprima di 50 primavere a France Odeon. Vista dal vivo l'attrice francese è molto diversa da Aurore. Mentre quest'ultima sbandiera la propria femminilità fasciandosi in abiti aderenti, scolli e tacchi, la Jaoui ama gli abiti lunghi, ampi, scuri. Capelli sciolti, occhiali da sole, l'attrice sembra più una protofemminista sessantottina e in comune col suo personaggio sembra avere solo la verve.

50 primavere: Agnes Jaoui a France Oden
50 primavere: Agnes Jaoui a France Oden

"Sono stati i produttori a inviarmi la sceneggiatura di 50 primavere" ci racconta Agnès Jaoui: "Così ho conosciuto la regista Blandine Lenoir. Entrare nel personaggio è stato facile. E' difficile solo quando la parte è scritta male. E' stato un lavoro proficuo, con Blandine condividevamo una forma di impegno". Al di là dell'aspetto leggero, 50 primavere tocca un tema delicato come l'invecchiamento delle donne rompendo un tabù. "Di solito l'occhio che guarda una donna è maschile. Prima dell'uscita del film i distributori mi suggerivano come comportarmi durante le presentazioni, mi chiedevano di non usare la parola 'menopausa' perché non vende. Invece dopo le proiezioni le donne mi dicevano 'Buongiorno, ho 55 anni' oppure 'Ho 60 anni'. Nessuno gli chiedeva di dire la loro età. Erano donne in menopausa anonime che volevano parlare, proprio come gli alcolisti anonimi".

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Una donna normale nella sua eccezionalità

50 primavere: Agnès Jaoui in una scena del film
50 primavere: Agnès Jaoui in una scena del film

50 primavere, in sala dal 21 dicembre con Bim Distribuzione, vede protagonista Aurore, una donna alle prese coi problemi del quotidiano e col passare del tempo. Blandine Lenoir ha scelto proprio la Jaoui per il suo aspetto da donna vera, che non ha paura di mostrare le proprie rughe e i chili di troppo. "Blandine non voleva nascondere la mia età. Era uno sguardo sincero su di me, mi è sembrato bello. Voleva una donna che dimostrasse la sua età, che non fosse rifatta. Anche io sono a dieta da 30 anni, a volte mi guardo allo specchio e penso a un ritocchino. Ma nel cinema ci sono queste donne che sembrano non invecchiare mai, manca il coraggio di filmare le persone così come sono".

50 primavere: Agnès Jaoui e Pascale Arbillot in una scena del film
50 primavere: Agnès Jaoui e Pascale Arbillot in una scena del film

Al di là della fisicità, in 50 primavere Agnès Jaoui fornisce il ritratto di una donna piena di vita, che reagisce alle avversità senza perdersi mai d'animo. Il film trasuda positività e gran merito va dato alla Jaoui e alla sua interpretazione così naturale. "Mi piace molto la leggerezza e la dignità che c'è nel mio personaggio, non si sente mai una vittima" spiega l'attrice: "La regista inserisce sempre la poesia, descrive le situazioni con uno sguardo pacato. Io sono una femminista, ho uno spirito combattivo, ma mi rendo conto che a volte le cose possono cambiare più facilmente se si affrontano con tatto". Agnès Jaoui è consapevole che, nonostante i cambiamenti epocali nella società, una certa mentalità patriarcale di fondo è ancora intatta. Lo dimostra la condizione del suo personaggio, che ha cresciuto le figlie aiutando al lavoro l'ex marito senza che le venga riconosciuto alcun merito. "Malgrado le rivoluzioni e le lotte, ancora oggi si ritiene che il ruolo della donna sia servire figli, mariti, padri. Anche le donne hanno un po' di responsabilità, ma questo è un dibattito complesso. E' difficile affrancarsi da questa mentalità, sarà una lotta molto lunga anche per le generazioni future".

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I modelli? Anna Magnani e Stefania Sandrelli

50 primavere: Agnès Jaoui in un momento del film
50 primavere: Agnès Jaoui in un momento del film

Donne e uomini dietro la macchina da presa. Cosa cambia per un'attrice essere diretta da un regista uomo o da una regista donna? Agnès Jaoui ci tiene a specificare che "i bravi registi devono avere una parte femminile. Penso a Denis Podalydès, Alain Resnais, Stéphane Brizé. Non ho mai girato con Kathryn Bigelow, ma immagino che lei abbia una parte maschile spiccata. Di solito sul set non sento differenze di genere, forse la donna ha uno sguardo diverso, soprattutto in ambito sessuale, ma se ne potrebbe parlare per ore". Parlando di modelli, in particolare femminili, l'attrice si rivela un'appassionata intenditrice del cinema italiano dichiarando la propria passione per Anna Magnani e Stefania Sandrelli. "Per quanto riguarda i registi posso citare Scola, Comencini, Fellini, Bolognini. Adoro Nanni Moretti e mi piace anche Pupi Avati".

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50 primavere: Agnès Jaoui e Thibault de Montalembert in una scena del film
50 primavere: Agnès Jaoui e Thibault de Montalembert in una scena del film

Parlando di confronto tra uomo e donna, inevitabilmente il discorso cade sulle continue denunce di molestie sessuali che appaiono sui media. Un vaso di Pandora scoperchiato dall'inchiesta di Ronan Farrow che ha raccolto, tra le altre, la testimonianza di Asia Argento. "Occorre ritrovarsi nella posizione di una giovane attrice e delle pressioni che subisce per capire cosa si prova" afferma Agnès Jaoui. "Le attrici devono usare la seduzione per convincere il regista, ma quale è il limite? Chi è il carnefice e chi la vittima? E' così facile respingere le proposte se sei già famosa o se hai avuto l'educazione giusta. A me è capitato tante volte di ricevere proposte sessuali, mi sono salvata per un caso. Una volta un regista ha fermato su un set per tre ore perché voleva che mi spogliassi e io non volevo farlo. Per resistere alla pressione bisogna accettare di non piacere. Trovo spaventoso giudicare gli altri. Da regista pensavo di aver scampato questa situazione, ma poi ripensandoci mi sono resa conto che il mio film veniva selezionato un po' meno di altri, o si faceva sempre riferimento al mio coautore. La discriminazione si comprende solo quando la si vive, non solo quando se ne sente parlare".