Genova è un film sull'elaborazione del lutto, sull'incomunicabilità tipica dell'adolescenza, sulla scoperta di un nuovo mondo, sulla relazione tra un padre e due figlie e su quella tra vivi e morti, sulla 'corrispondenza d'amorosi sensi' che dimostra una volta di più come le persone care, anche dopo la morte, continuino a esserci vicine e partecipi. Winterbottom riduce al minimo il plot della pellicola confezionando un'opera dove, dopo il primo sconvolgente quarto d'ora, non accade più molto, ma tutto si gioca sul filo del sentimento e dell'impalpabilità. In questo senso a favore dell'opera giocano le straordinarie interpretazioni del cast, con un Colin Firth sul cui talento nessuno ha mai dubitato qui surclassato dalle due giovani attrici che lo affiancano, la bellissima e ombrosa Willa Holland, riservata adolescente alla scoperta del sesso e della trasgressione, e la straordinaria Perla Haney-Jardine, che fornisce la migliore prova attoriale di Genova in veste di figlia minore tormentata dai sensi di colpa per la morte della madre e allontanata dalla sorella che tenta di recidere il cordone ombelicale in cerca di indipendenza. Ad affiancare il nucleo familiare trapiantato in una realtà sconosciuta interviene l'ottima Catherine Keener, appesantita nel fisico, ma rafforzata nella presenza scenica, mentre poco convince la recitazione dei membri del cast italiani che hanno ruoli sì ruoli marginali, ma in alcuni casi (come in quello della studentessa che corteggia il professore vedovo Colin Firth) di un certo interesse.
Lo stile documentaristico adottato da Michael Winterbottom, supportato da un notevole lavoro di montaggio che contribuisce a minimizzare i punti deboli della pellicola, si sposa perfettamente alla volontà di fotografare lo smarrimento dei membri della famiglia dopo la perdita della madre, così come il vagabondaggio dei personaggi e le ripetute esplorazioni del labirinto di carrugi ne oggettivano l'inquietudine e la ricerca di nuovi punti di riferimento. La geografia tracciata nell'opera di Winterbottom getta le basi per quella che si profila come una mappa ideale dell'anima, per una volta tutta italiana. |
News su questi argomenti:
|
||
|
Articoli consigliati
|
||