Recensione Maria di Nazareth (2011)
Donna, prima che santa
Maria è infatti una donna dolce, sensibile, generosa, ma non per questo priva di determinazione o di forza. Nell'immaginazione degli autori, Maria è inoltre unita da una salda amicizia con Maddalena, quella stessa Maddalena che tutti ricordano per essere scampata alla lapidazione per adulterio grazie all'intervento di Gesù, e che dopo quell'episodio ne divenne una delle più fedeli seguaci. Le strade delle due ragazze sono destinate, come prevedibile, a separarsi presto: l'una dovrà affrontare le responsabilità della maternità e del matrimonio con un Giuseppe ben più reticente di quello della tradizione, l'altra accetterà le lusinghe della vita di corte e entrerà nel seguito della perfida Erodiade. Le vicende familiari di Maria, le sue ansie di madre e di moglie, si intrecciano quindi con la storia del popolo di Israele e del suo tentativo di emancipazione dal giogo romano, costantemente frustrato dai sotterfugi della bella regina, di cui Maddalena diventerà presto un passivo quanto efficace strumento.
E' totalmente intorno alla figura femminile che si dipana l'opera di Campiotti: non è soltanto il valore umano di Maria a essere protagonista, ma anche la debolezza, la fallibilità, quando non la più cieca cattiveria sono declinate dal punto di vista della donna. Suscita un certo interesse ripercorrere la vita e le opere di Gesù attraverso il rapporto di causa-effetto che hanno intrecciato con queste tre diversissime donne, e la sceneggiatura ha lavorato bene nell'innestare in maniera credibile l'elemento di fiction sul background, fatto tanto di storia quanto di catechismo più o meno coatto, così ben radicato nell'immaginario collettivo. Nonostante questo, o forse proprio per questa ambizione ad abbracciare fede e invenzione, misticismo e gusto per l'intreccio, il lavoro di Campiotti rischia di lasciare spiazzato lo spettatore. Un'alternanza troppo netta di atmosfere cospiratorie, sequenze intimistiche e riproposizioni pedisseque, ben poco trascinanti, dei passi più noti dei Vangeli impartisce scarso ritmo alla narrazione, avvicinandola a un racconto episodico più che a un insieme adeguatamente strutturato. Con l'intenzione di rendere conto della diversa personalità delle tre protagoniste e del loro differente modo di vedere il mondo, la sceneggiatura ha perso di unitarietà, anche in conseguenza della scelta di non voler decentrare eccessivamente la figura di Gesù, senza però offrirne una chiave di lettura originale. Quello di Campiotti è sicuramente uno spunto meritevole di attenzione, e sottolineare il ruolo di madre, di donna, di essere umano di Maria è un'operazione in parte riuscita, anche grazie all'azzeccata scelta di Alissa Jung, che sa conferire una certa forza alla propria interpretazione. Un'analoga riflessione vale per gli altri coprotagonisti: l'approfondimento dedicato alla caratterizzazione dei personaggi, e alla scelta di un cast efficace, è evidente, ma non è adeguatamente sfruttato a livello di sceneggiatura.
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Maria di Nazareth
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- Film del 2011
- Generi: storico
- Regia di: Giacomo Campiotti
- Cast: Paz Vega, Antonia Liskova, Andrea Giordana
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