MOVIEPLAYER.IT +Movieplayer.it
PERSONAGGI:
Scheda completa del personaggio

Roberto Saviano

Roberto Saviano nasce il 22 Settembre 1979 a Napoli, Italia.
Ha firmato il soggetto di numerosi film e serietv.
Tra i lavori più popolari: Gomorra, Tatanka e Gomorra - La Serie.

GRADIMENTO DEL PERSONAGGIO

Media utenti:

Al momento non è disponibile la biografia di Roberto Saviano. Se sei un esperto di Roberto Saviano, inviaci la biografia e aiutaci a rendere questa pagina più completa.
Contribuisci!

Le Immagini 13 totali

Le News Altre news: 10 totali

Gli Articoli Altri articoli: 2 totali

  • Dalla fine di Lost a Boardwalk Empire, il 2010 in TV

    Approfondimento Dalla fine di Lost a Boardwalk Empire, il 2010 in TV

    La fine di Lost e gli altri addii dell'anno; il fenomeno Glee e le novità dell'autunno 2010; la risposta europea con Sherlock e le novità italiane di Boris 3 e Romanzo Criminale 2. Il successo di Vieni via con me, il calo del Grande Fratello 11 e l'avvento della televisione in 3D.

    27.12.2010

Filmografia Altri: 6 totali

In lavorazione Altri: 1 totali

    • SERIE TV

    • Gomorra - La Serie (2014 - ....)
    • Soggetto: (2014 - ....)
    • Serietv Drammatico, Italia (2014) creata Roberto Saviano, Stefano Bises, Leonardo Fasoli con Marco D'Amore, Fortunato Cerlino, Maria Pia Calzone, Salvatore Esposito, Marco Palvetti, Domenico Balsamo, Enzo Sacchettino, Elena Starace, Pina Turco, Antonio Milo, Fabio De Caro, Mimmo Esposito, Massimiliano Rossi, Emilio Vacca, Claudio Corinaldesi, Walter Lippa, Carlo Guitto, Giovanni Allocca, Lino Musella, Carmine Battaglia.
      Il clan dei Savastano è una delle organizzazioni più potenti e influenti di tutto il Napoletano. A capo del clan c’è Pietro, un boss vecchio stampo, temuto e rispettato da tutti. Al suo fianco, il braccio destro Ciro Di Marzio, detto Ailandèr, di cui Pietro si fida ciecamente. Pietro ha un erede designato, suo figlio Genny, un ragazzo di vent'anni che si porta addosso centoventi chili e il peso di una vita che non ha scelto. Genny sa di non essere all'altezza del padre, ma sa anche che, quando Pietro deciderà di ritirarsi dagli affari, toccherà proprio a lui guidare l’impero dei Savastano, un impero fatto di ogni genere di affari illeciti, dallo spaccio, agli appalti truccati, al business dei rifiuti. Ma un clan rivale insidia il predominio dei Savastano, quello guidato da Salvatore Conte, pronto a tutto pur di strappare il controllo del territorio al boss. All’indomani di una serie di sanguinosi scontri tra le due organizzazioni criminali, Pietro sembra avere la meglio, ma le forze della legalità lo portano dritto in carcere. Per i Savastano si apre una nuova era: Pietro finisce nel strette maglie del 41 bis, grazie all’intervento di un direttore di carcere che non si piega alle logiche della corruzione. Sarà Imma, la moglie di Pietro, a prendere inizialmente le redini del clan e a gestire gli affari di famiglia, dopo aver neutralizzato Ciro – che vorrebbe approfittare del vuoto di potere per la scalata che sogna da tempo – e suo stesso figlio Genny, considerato ancora inadeguato per l’incarico. Dopo un lungo periodo in Honduras, però, Genny si è fatto le ossa e, tornato a Napoli, è pronto per prendere il comando. E mentre uno dei suoi giovanissimi soldati vive una storia di redenzione e tradisce il sistema, un alleato di sempre trama nell’ombra per scalzarlo, e per farlo riaccende la guerra con il clan Conte. La guerra per conquistare i vertici del Sistema è appena cominciata…

Frasi Altre frasi: 3 totali

  • “ Avevo 12 anni. Ero a Paestum, mi avevano già spedito in vacanza. Oppure semplicemente ero lì con tutta la famiglia per il fine settimana. Un fine settimana di maggio. Ricordo solo che stavo in cucina, che la televisione era accesa e che mia zia d'improvviso si mise davanti alla tv. La coprì tutta con la sua schiena. Noi bambini non capivamo perché non volesse vedere, non capivamo perché volesse oscurare tutto. Giocavamo con una palla di gommapiuma in casa, non stavamo nemmeno guardando la tv, eppure le si mise davanti, col suo corpo minuto, a coprire lo schermo quadrato di una piccola e vecchia Sony. Aveva le lacrime agli occhi, ci guardava come se non ci vedesse, agitava la testa e ripeteva "No, no, no".
    Nessuno di noi faceva domande. I bambini del Sud cresciuti negli anni '80-'90 con faide di mafia, tensioni continue in strada e in casa, polizia e posti di blocco, sanno contenere le domande. Sarebbe stato naturale puntare il ditino verso lo schermo e chiedere spiegazioni. Noi no. Non chiedevamo, sentivamo che era accaduta la solita cosa, quella che quando accadeva se chiedevi qualcosa ti guardavano storto e chiudevano con "Niente, niente." Ricordo di essermi seduto a terra, gambe incrociate all'indiana, come faccio ancora oggi, e mi guardavo intorno. Fuori sentivo che tutte le case dei vicini avevano la tv accesa. Qualcuno la radio. C'era un silenzio irreale. Solo le voci dei bambini. Il Tg3 confermò l'attentato. C'era una donna con i capelli corti che ne parlava da Palermo e ogni tanto si vedevano immagini incredibili: cemento e terra divelta. Lamiere e tante persone che si aggiravano come in trance tra le macerie. Capii che avevano ucciso un giudice e dei poliziotti. Mi feci coraggio e smisi la regola del bimbo di paese che non deve mai fare domande sul sangue e sui morti ammazzati. Riuscii finalmente ad alzarmi e chiesi: perché?
    (Roberto Saviano e il suo ricordo della Strage di Capaci in cui restò ucciso Giovanni Falcone - 2012) ”

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 3 totali

Commenta:

captcha

Anteprima

Need for Speed - il sito ufficiale I più popolari di oggi