Woody Allen, una donna svela: "A 16 anni diventai sua amante e musa"

A 16 anni diventò l'amante di Woody Allen e la musa che ispirò il film Manhattan: il racconto di Babi Christina Engelhardt, ex modella e attrice.

Si chiama Babi Christina Engelhardt e forse il suo nome non vi dirà poi granchè a questo punto della storia, che comincia nel 1976 quando una giovane aspirante modella di 16 anni conosce, in uno dei ristoranti più alla moda di New York, un regista di 41 anni già famoso per film come Il Dormiglione o Amore e Guerra: lui è Woody Allen.

Nel 2018, a 42 anni di distanza, alla luce dei movimenti come #MeToo e degli scandali personali che hanno travolto la carriera del regista, la Engelhardt ha deciso di ripercorrere quella relazione durata 8 anni, e l'ha fatto dalle pagine dell'Hollywood Reporter. Anche con il senno di poi non si dice disposta ad accusare in qualche modo Allen: "Mi porta a parlare solo oggi il desiderio di offrire una prospettiva diversa rispetto a certi argomenti. Non voglio attaccare Woody, non voglio abbattere quell'uomo. Parlo della mia storia d'amore, che mi ha resa quella che sono e per questo non ho nessun rimpianto".

Una lolita a Manhattan

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La lunga relazione cominciò per volere della stessa ex modella e per un biglietto birichino abbandonato sul tavolo di Woody Allen: "Visto che tu hai già firmato tanti autografi, eccoti il mio!", con tanto di numero di telefono. E lui? La sera stessa la richiamò invitandola nel suo attico. "Il motivo per cui mi piaceva tanto è perchè ero rimasta impressionata da lui come artista e il modo in cui giocava con i personaggi dei suoi film è stato il modo in cui ha giocato con me" ha raccontato la donna. Quella storia proibita, di cui il regista non ha mai voluto parlare, si è trasfigurata, tre anni più tardi rispetto al suo principio, nel film ritenuto il capolavoro del suo cinema: Manhattan. Secondo la Englhardt, però: "Tracy non ero solo io. I grandi artisti colgono l'ispirazione di qua e di là".

Di grandi artisti nella sua vita ne ha conosciuti tanti quell'ex ragazzina del New Jersey arrivata a New York negli anni '70 con il desiderio di ricavare per sé un posticino nel mondo dello spettacolo, quello stesso mondo che le ha improvvisamente spalancato le porte: feste con Iman, eventi mondani con Adnan Khashoggi, cene con Stephen King, fino a diventare musa platonica di Federico Fellini negli ultimi anni della sua vita e, oggi, assistente del produttore Bob Evans (proprio quello de Il padrino e Chinatown). Cosa la rendeva così attraente agli occhi di uomini tanto potenti e stimati? "Ero abbastanza bella, abbastanza intelligente, non facevo paragoni, non giudicavo, ero discreta e non c'era nulla che mi scandalizzasse".

I rapporti a tre con Mia Farrow

Hannah e le sue sorelle: una scena con Woody Allen e Mia Farrow
Hannah e le sue sorelle: una scena con Woody Allen e Mia Farrow

Fu lo stesso mix ad attirare Woody Allen, nei confronti del quale la Englhardt, oggi 60 anni, racconta di aver provato pura devozione. Le regole del loro rapporto erano semplici: non si parlava di lavoro, potevano incontrarsi solo nell'appartamento di lui sulla Fifth Avenue. A circa un anno dall'inizio della relazione, quel rapporto cominciò ad essere più "popolato": Allen cominciò a invitare altre belle e giovani donne per sperimentare il sesso a tre: "Ho sperimentato la bisessualità in quel periodo, ho trovato le esperienze con Woody interessanti, erano esplorazioni "anni '70", per così dire". Ma qualcosa si incrinò irreparabilmente quando, dopo 4 anni, lui le annunciò di volerla presentare alla sua fidanzata: Mia Farrow.

C'erano volte in cui stavamo insieme ed era davvero divertente, Mia era bella e dolce, affascinante e seducente

Nella sua seconda biografia, a proposito di quell'avvenimento: "Mi sentivo male, non volevo restare lì, eppure non riuscivo a trovare il coraggio di alzarmi e andarmene. Lasciare avrebbe significato la fine di tutto. Era esattamente quello di cui avevo bisogno, e all'epoca l'idea di non avere Woody nella mia vita mi terrorizzava, quindi mi sono seduta lì, con pazienza, cercando con calma di valutare la situazione, cercando di capire perché voleva farci incontrare". Il perchè si manifestò al primo rapporto sessuale insieme, e poi durante i successivi: "C'erano volte in cui stavamo insieme ed era davvero divertente, Mia era bella e dolce, affascinante e seducente, io ero sexy e sempre più sofisticata all'interno di quello che sembrava un gioco". Fu proprio a questo punto, però, che la Engelhardt capì di essere poco più di un giocattolo: "Era uno schema che veniva gestito completamente da Woody, io e lei non sapevamo mai con certezza a che punto ci trovavamo nella sua trama. Fino a quando mi sono fermata a riflettere su quanto l'intera vicenda fosse contorta".

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Negli otto lunghi anni di relazione c'è stata una sola volta in cui Christina ha assistito alla perdita di controllo da parte di Allen: "Diane Keaton, sua ex fidanzata, lo chiamò per dirgli che il gatto che avevano preso insieme era morto. La notizia lo colse di sorpresa, rimase seduto accanto a me guardandosi le mani: tremavano. In quel momento era come se lui non fosse nemmeno in quella stanza".

Manhattan

Woody Allen e Mariel Hemingway in Manhattan
Woody Allen e Mariel Hemingway in Manhattan

Babi Christina Engelhardt vide Manhattan per la prima volta di mattina, da sola. Non sapeva nulla del film, se non quello che aveva letto su qualche giornale o visto in qualche manifesto affisso per la città, e la storia la colse completamente alla sprovvista: "Ho pianto per la maggior parte del film, ed è stato in quel momento che ho cominciato a realizzare cosa fosse la nostra relazione, nel momento in cui sono stata messa di fronte alle mie paure. La nostra storia non era qualcosa di più di una semplice avventura? Avevamo condiviso qualcosa di magico, ma ora eccomi lì, su uno schermo, la mia personalità decostruita e la nostra vita insieme ridotta a creazione immaginaria". Christina vide ancora spesso Woody Allen dopo il film (trovate qui la nostra appassionata recensione di Manhattan), ma non ebbe mai il coraggio di dirgli quanto avesse sofferto: "Sono così arrabbiata con me stessa per non essere stata più forte".

Dopo la fine della relazione Christina Engelhardt non ha più avuto modo di passare del tempo con Woody Allen, ma l'ha sognato spesso: "Sognavo di fare l'amore con lui, ora sto sognando spesso che morirà tra le mie braccia". E a proposito di sogni, l'ex modella ha raccontato di avere sognato che la sua figlia maggiore di 19 anni riceveva le attenzioni di un uomo molto più grande che prometteva di portarla a Parigi, di farle scoprire il mondo: "Nel sogno stavo bene in questa situazione, mi rispecchiavo. Ma ora che sono sveglia, nella realtà, non credo".