Lo spiraglio: i premi della terza edizione

Oltre ai riconoscimenti ai toccanti Ulidi piccola mia e Antonio + Silvana = 2, premiata anche l'attrice Alba Rohrwacher.

Si è conclusa la terza edizione de LO SPIRAGLIO FILMFESTIVAL, evento di corti, lungometraggi e incontri sul tema della salute mentale e del disagio psichico che si è tenuta presso la Casa del Cinema di Roma con la direzione scientifica di Federico Russo e la direzione artistica di Franco Montini. La serata finale del festival si è svolta alla presenza dell'attrice Alba Rohrwacher, a cui è stato assegnato il Premio Speciale Lo Spiraglio - Fondazione Roma Solidale onlus per avere saputo incarnare, con talento, professionalità e partecipazione, personaggi segnati da problematicità psichiche. La Giuria, composta da Stefano Rulli - che ne è il Presidente - sceneggiatore, regista e Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, da Paolo Restuccia, regista radiofonico Rai, dallo psichiatra Antonello D'Elia, da Cristiana Paternò, giornalista e critico cinematografico vicedirettore del mensile 8emezzo e dal regista Claudio Giovannesi, autore del film Alì ha gli occhi azzurri, ha quindi assegnato i seguenti premi, con rispettive motivazioni:

MENZIONE CORTOMETRAGGI

SOTTO IL CELLOPHANE di Marisa Vallone
Per la profondità di senso con cui nella malattia è raccontato un rapporto fra un padre e un figlio. Grazie ad una matura ed intelligente costruzione drammaturgica, l'apparente dipendenza dell'uno nei confronti dell'altro è ribaltata con grande e sorprendente naturalezza.

PREMIO FAUSTO ANTONUCCI AL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
MATILDE di Vito Palmieri
Per la precisione e l'eleganza di una messa in scena dove tutto è funzionale al disvelamento finale. Sostenuto dalla sorprendente prova d'attrice della giovanissima protagonista, il film è anche un invito ad affrontare e risolvere problemi e criticità con determinazione e spirito costruttivo.

MENZIONE LUNGOMETRAGGI

ANTONIO + SILVANA = 2 di Luca Onorati, Simone Aleandri e Vanni Gandolfo
Un film forte, struggente, emozionante, coinvolgente, che dimostra quanto straordinaria e irrefrenabile possa essere la forza della passione. Il tutto punteggiato da ironiche annotazioni che rimandano alle migliori tradizioni della commedia all'italiana.

PREMIO J.GARCIA BADARACCO-FONDAZIONE MARIA ELISA MITRE al miglior lungometraggio
ULIDI PICCOLA MIA di Mateo Zoni
Per il rigore e insieme il candore con cui sono narrate le vicende di un destino denso di problematicità, affrontato con rabbia e con coraggio e la forza di non arrendersi mai. Colpisce il contrasto, brillantemente risolto dalla regia, fra la delicata naturalezza della messa in scena e le asperità della storia.