L’infernale Quinlan: Orson Welles e il divertente aneddoto sul suo make-up

Il trucco usato per il personaggio interpretato da Orson Welles nel film L'infernale Quinlan ebbe divertenti ripercussioni fuori dal set.

Una scena de L'infernale Quinlan
Una scena de L'infernale Quinlan

Il trucco usato per il personaggio interpretato da Orson Welles nel film L'infernale Quinlan ebbe divertenti ripercussioni fuori dal set. L'attore e regista, che ai tempi delle riprese aveva 41 anni, si sottopose a pesanti sessioni di make-up per sembrare più vecchio di circa due decenni, e il trucco, ideato da Maurice Seiderman (collaboratore di Welles sin dagli esordi), gli diede una trentina di chili in più, tra aggiunte prostetiche e organi posticci. Una sera, poiché era già in ritardo per una cena a casa propria, Welles lasciò il set senza togliersi il trucco, e all'ingresso fu accolto da un'attrice famosa che gli disse, con assoluta serietà, "Orson! Stai benissimo!".

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Una scena de L'INFERNALE QUINLAN
Una scena de L'INFERNALE QUINLAN

Questo è uno dei vari buffi retroscena de L'infernale Quinlan, lungometraggio che Orson Welles fece per la Universal, inizialmente scritturato solo come attore ma poi promosso anche a regista perché Charlton Heston, co-protagonista della pellicola, era convinto che lui avrebbe anche diretto il film a causa di un malinteso. Welles, abituato a interferenze da parte degli studios, fece apposta a girare quasi tutto il film di notte, in modo da evitare visite sgradite sul set, e lo stratagemma funzionò a tal punto che la Universal rimase all'oscuro di certi dettagli (come la presenza di Marlene Dietrich, che accettò di apparire in un cameo come favore personale nei confronti di Welles e si precipitò sul set il giorno stesso) fino alla visione dei giornalieri.

Il tutto andò a gonfie vele fino alla post-produzione, quando Welles si assentò per iniziare a lavorare a un altro progetto e la Universal, in sua assenza, si trovò a dover montare il film senza avere un'idea chiara delle intenzioni del regista (la trama era volutamente ingarbugliata). Il cineasta, deluso dai risultati, compilò un lungo documento con le indicazioni su come rimontare il lungometraggio in base alle sue preferenze personali, e quel documento, inizialmente dato per perso, fu poi ritrovato a casa di Heston e usato come base per il restauro della pellicola nel 1998.