Il miglior film della quarta edizione del Festival di Roma è
Brotherhood di
Nicolo Donato. Un premio attribuito sicuramente per le qualità artistiche della pellicola diretta dal regista italo-danese, ma che in questo periodo, arriva quasi come una ferma opposizione ai recenti episodi di omofobia contro i quali la comunità gay italiana si è opposta con caparbietà e fierezza.
Altri premi attribuiti dalla giuria internazionale di questa edizione del Festival - formata dal presidente
Milos Forman e dai giurati
Gabriele Muccino,
Gae Aulenti,
Jean-Loup Dabadie,
Pavel Lungin,
Senta Berger - sono andati a
Helen Mirren e a
Sergio Castellitto, per le rispettive interpretazioni in
The Last Station e
Alza la testa. Il Gran Premio della Giuria inoltre è stato assegnato al dramma
L'uomo che verrà, di
Giorgio Diritti, che tra l'altro ha vinto anche il Marc'Aurelio d'Oro assegnato dal pubblico.
Brotherhood racconta la storia di due ragazzi, che si ritrovano a far parte dello stesso gruppo di neonazisti, che organizza raid punitivi contro arabi e omosessuali. Lars è appena entrato nel gruppo, e viene affidato a Jimmy, che gli fa da mentore e dovrebbe formarlo alle idee politiche del gruppo. Imprevedibilmente, tra i due scoppia la passione, e ad un certo punto si trovano costretti a fare delle scelte difficili. (Leggi la
recensione del film) Il film di Donato non è l'unica pellicola tra quelle presentate al Festival che hanno raccontato un amore omosessuale, visto che anche l'Italia ha presentato il suo
Viola di Mare, che vede protagoniste
Valeria Solarino e
Isabella Ragonese.
Di seguito tutti i premi assegnati: