E ora parliamo di Kevin (We Need To Talk About Kevin) è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Lynne Ramsay e interpretato da Tilda Swinton, Ezra Miller, John C. Reilly, Jasper Newell, Rock Duer, Ashley Gerasimovich, Siobhan Fallon, Alex Manette, Kennith Franklin, Leslie Lyles.
Prodotto nel 2011 in Gran Bretagna, USA - uscita originale: 21 ottobre 2011 (UK) - e distribuito in Italia da Bolero Film il giorno .
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Visualizza il grafico della popolaritàE ora parliamo di Kevin ( 2011 )
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Trama
Eva era una viaggiatrice, un'avventuriera, e ha rinunciato alle sue ambizioni per mettere su famiglia con Franklyn. Sedici anni dopo, il suo primogenito Kevin, un bambino incomprensibilmente difficile sin dalla nascita, distrugge tutto quello che i due hanno costruito.
Perché vederlo:
Per assistere ad una nuova interpretazione di Tilda Swinton, un ruolo coraggioso in una pellicola durissima ed estrema, incentrata sulla storia di una famiglia che si ritrova ad allevare il Male in persona.
- Disponibile in dvd
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La Recensione
Il primo figlio
Il dramma di una madre che ha messo al mondo un essere incomprensibile e terrificante è stato affrontato dal premio Nobel Doris Lessing in uno dei suoi romanzi più famosi, Il quinto figlio. Ma Lynne Ramsay in questa straordinaria pellicola va anche oltre la lucida esposizione di quel dolore e di quel senso di colpa con cui è impossibile venire a patti, mettendoci di fronte a qualcosa di insostenibile.
Trailer e video 8 totali
Le Immagini 46 totali
Cast e Personaggi Altri ruoli: 62 totali
REGIA (1)
SCENEGGIATURA (2)
SOGGETTO (1)
RECITAZIONE (27)
PRODUZIONE (18)
CASE DI PRODUZIONE (8)
MONTAGGIO (1)
FOTOGRAFIA (1)
SCENOGRAFIA (1)
COSTUMI (1)
MUSICHE (1)
Le News Altre news: 10 totali
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E ora parliamo di Kevin anche in homevideo
Il film con una straordinaria Tilda Swinton è già disponibile in DVD con un'edizione targata CG Home Video.
11.07.2012
Gli Articoli Altri articoli: 4 totali
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Il DVD di E ora parliamo di Kevin
Recensione
Il duro dramma di Lynne Ramsay con un'eccezionale Tilda Swinton arriva in DVD con un'edizione ottima dal punto di vista tecnico. Peccato per la quasi totale assenza di extra.
08.08.2012
Curiosità Altre curiosità: 4 totali
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Location multifunzionali
L'intero film è stato girato in location reali, che spesso sono state trasformate e riadattate dalla troupe. Una scuola abbandonata, per esempio, è stata trasformata prima in un ospedale, poi in un ufficio di pediatria, in un centro di detenzione giovanile, in una scuola e in un malandato hotel in Ecuador.
Premi e Nomination Altri premi e nomination: 16 totali
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Golden Globe Awards (2012)
Golden Globes 2012: 1 nomination
- Nomination: Migliore attrice protagonista (dramma) - Tilda Swinton
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Hushabye
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Feb. 25, 2012, 7:26 p.m.
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vincent vega
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Feb. 25, 2012, 7:44 p.m.
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CC
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Feb. 25, 2012, 8:43 p.m.
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figlia e marito
: non è così scontato che riesca a restare accanto a Kevin nonostante il senso di colpa che la porta a pensare che Kevin sia così per come lei si è comportata con lui.
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ele75
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Feb. 27, 2012, 7:10 p.m.
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è stata citata direttamente come responsabile civile per il risarcimento dei danni. Non vende la casa, ma perde casa e lavoro per pagare il risarcimento. E lei lascia fare, non fa ricorso come le propone il proprio avvocato.
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CC
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Mar. 2, 2012, 3:14 p.m.
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Portare il pannolino da grande, spiaccicare sul tavolo pane e marmellata, rompere a metà tutti i colori a cera significa che per fare dispetto a qualcuno tu in qualche modo ti privi di quel piacere. Portare il pannolino è un gran fastidio e farlo solo per infastidire la propria madre necessita di una diabolica determinazione non comune. I bambini piccoli vogliono godere, evidentemente Kevin ha un modo tutto suo di provare piacere!
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_donnie_
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Mar. 6, 2012, 12:57 p.m.
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Non lo ha mai voluto, è un intralcio, è una cosa odiosa e lei non la vuole affrontare. Si arrende a tutte le angherie che il bambino le propone, non reagisce mai, si lamenta e basta (poco aiutata da un marito cieco, ovvio), e nega la realtà, ossia di avere a che fare con un mostro
.
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è un mostro principalmente per colpa di Eva. La sua vendetta è tremenda perchè non si può perdonare a una madre di non averti mai amato.
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si lascia leggere la storia e per la prima volta si abbandona alla madre è sintomatica di quanta fatica quel bambino abbia fatto a non essere un bambino ma un vendicatore.
Lì non ce la fa più, e per una sera, si arrende a essere quello che avrebbe voluto essere.
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a togliersi il sangue metaforico dalle mani
, e secondo me, a ragion veduta.
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CC
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Mar. 6, 2012, 3:21 p.m.
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L'odio nei confronti della sorella potrebbe comunque venirgli proprio dal fatto che Eva l'ha voluta e con lei che è la seconda se l'è cavata un pò meglio.
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_donnie_
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Mar. 6, 2012, 3:35 p.m.
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Evvy
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Mar. 6, 2012, 4:29 p.m. - Staff
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Io ho amato sia il film che il romanzo della Shriver, e credo che donnie colga molto bene il punto centrale. Lionel Shriver ha scritto il suo libro proprio mentre contemplava la possibilità di avere un figlio (credo che alla fine abbia rinunciato), e ha voluto immaginare una sorta di vivido "worst case scenario", tracciando un'ambigua figura materna che è anche una narratrice in prima persona molto poco affidabile. Non era facile riportare questo sullo schermo per ovvie ragioni, ma io ho apprezzato quasi tutte le scelte di adattamento del film: nel finale, però, io
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vedo un abisso di orrore, l'ennesima beffa di Kevin e Eva che finalmente lo ama davvero e totalmente perché non le è rimasto altro.
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Wasp
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Mar. 6, 2012, 5:07 p.m.
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CC
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Mar. 6, 2012, 5:47 p.m.
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_donnie_
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Mar. 6, 2012, 7:20 p.m.
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CC
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Mar. 6, 2012, 7:42 p.m.
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Anche a me!
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Pike Bishop
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Mar. 10, 2012, 11:28 a.m. - Staff
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CASSIDY
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Esatto... Mar. 11, 2012, 2:50 p.m.
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CC
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Mar. 11, 2012, 3:08 p.m.
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BaroneBirra
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Ago. 2, 2012, 5:01 a.m.
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"E ora parliamo di Kevin" è un film tosto, nonostante gli evidenti difetti di costruzione della storia. In effetti è difficilmente credibile la cattiveria così costruita e mirata di Kevin, che a me più che il personaggio di Damien di "Omen", ha ricordato quello di Joshua, ma in quel caso si capiva subito che il film non poteva essere preso troppo "sul serio". Qui invece si vuole raccontare le problematiche con un figlio "difficile", ma il Kevin bambino, ancor più del Kevin adolescente risulta essere troppo calcolatore per essere credibile.
, come richiamo al drammatico finale.
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GIOELBA
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Ago. 16, 2012, 9:32 p.m.
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Cast strepitoso, ottima prova di tutto il cast: se la bravura della Swinton e di Reilly era prevedibile, Ezra Miller nel ruolo di Kevin è semplicemente perfetto, inquietante e affascinante al tempo stesso.
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Ragazzo bianco
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Feb. 21, 2013, 7:35 p.m. - Staff
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Davvero bello. Mix perfetto tra dramma famigliare e horror, tanto perfetto da non distinguere più il limite tra i due generi, che si fondono e si compenetrano. Vedere questa variazione sui temi di Rosemary's baby (per dire un bel titolo) e quella cosina che è L'esorcista fa bene al cuore, soprattutto se si considera la qualità media dei film satanici prodotti negli ultimi anni. E ora parliamo di Kevin è bello proprio perchè suggerisce una genesi satanica del protagonista, ma non ne dà mai conferma. Anzi, a metà film si ha anche il dubbio che effettivamente Kevin sia solo un bambino molto problematico e che forse la madre esageri ad essere così preoccupata per lui
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(concretamente: è Kevin ad accecare la sorella? in fondo noi lo sospettiamo, ne siamo quasi certi, ma non lo vediamo compiere il gesto. Poi il finale rende tutto inequivocabile).
Nel corso del film lo spettatore è portato a partecipare attivamente alla lettura di quanto gli viene mostrato, l'interpellazione è sempre molto forte e la narrazione altro non è che un susseguirsi di interrogativi. Una domanda su tutte riguarda la moralità dei personaggi (quindi non il "cosa è successo, cosa succede e cosa succederà"): la madre è un personaggio positivo o no? E qui arriviamo al punto. L'efficacia del senso di mistero che aleggia per tutto il film lo si deve tutto alla brava regista. Questo film è diretto e soprattutto montato in maniera fantastica, se penso solo alla quantità di ellissi e fuori campo, quindi a ciò che strategicamente non viene mostrato, c'è da impazzire. In tutti i sensi, soprattutto in positivo. Lynne Ramsay inoltre ha scritto benissimo anche la sceneggiatura, traendola da un romanzo di Shriver. Applausi anche agli attori: Swinton perfetta, Reilly funzionalissimo, Miller naturalmente sinistro, ma anche Jasper Newell fa bene il suo.
. Quanto alla morale del film chiaramente ci si chiede se i genitori siano in qualche modo responsabili per ciò che Kevin è o è diventato. Ma di risposte mi pare proprio che il film non ne dia. Sta allo spettatore decidere a chi dare la colpa. Io la dò in parte alla madre troppo impaziente e fragile, in parte al padre troppo pirlacchione, ma soprattutto la dò a Kevin, classico esempio di psicopatico pericoloso e irrecuperabile. Ma sono io che lo dico, non la Ramsay.
< 1 2Quello che dicevo sopra, è un comportamento diffuso dare per scontato che dietro gente cattiva c'è altra gente cattiva.
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In realtà, e il film non è molto chiaro su questo punto, credo che le madri dei ragazzi uccisi ce l'abbiano tanto con lei perché prende le difese del figlio, anche legalmente (si vedono due spezzoni in cui la Swinton parla con un avvocato di vendere la casa) e decide di restargli accanto, quasi come se si addossasse lei le colpe del figlio.
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Un conto è prendere le difese del figlio dicendo che ha fatto bene a fare ciò che ha fatto (e questo Eva non lo fa), un conto è restargli accanto (perchè sei sua madre) nonostante abbia sbagliato.
Eva non ha più una vita, una reputazione, ha perso tutto (anche la possibilità di rifarsi una vita), ha perso
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Più che vendere la casa per pagare la difesa del figlio, credo che il film suggerisca che
Quindi si, si addossa anche le colpe del figlio da un punto di vista psicologico, ma per i genitori delle vittime e per la legge è direttamente responsabile delle azioni del figlio (non so se la legge americana è uguale a quella italiana su questo punto, ma credo che si tratti di responsabilità civile per le azioni del figlio minorenne).
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Una cosa che mi ha stupito di kevin è che certi atti per indispettire la madre procuravano un fastidio prima di tutto a lui ma questo aspetto non sembrava interessarlo.
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Io che l'ho visto dal punto di vista di un genitore, credo che tu ti stia ponendo una domanda giusta al momento sbagliato. Ci torno dopo, per rispondere anche a Pike Bishop.
Dal mio punto di vista, per come ho affrontato il film (premetto che mi è piaciuto moltissimo, uno dei migliori in circolazione da un po'), credo che tu e Cassidy forse state sottovalutando il fatto che il punto di partenza può essere un altro. Non la post-maternità, ma ciò che viene prima: tu che metti al mondo un figlio. Eva quel figlio non lo può amare perchè non lo vuole.
E Kevin
Pur ammettendo che sì, questo passaggio potrebbe essere oggetto di discussione, io l'ho visto in funzione del punto di partenza precedente: non è questione di educazione sbagliata, che poteva essere la salvezza di Kevin. E' questione di amore materno. Fino a quel momento Kevin non lo aveva mai percepito e a quel perchè avrebbe risposto "Perchè non mi hai amato e mi sono vendicato". In quel momento, quando dopo tutto il dramma lei gli è comunque stata vicina, la certezza di Kevin viene meno perchè Eva gli vuole bene.
Per educare occorre amare. Se una madre non prova amore, come fa a educare un figlio che si è accorto di questo vuoto? Un figlio che è tutto fuorchè scemo?
Tuttavia questa cosa del piccolo diavolo te la concedo: se c'è una cosa in cui il film mostra la corda è questa. Ma gliela perdono perchè, come ho provato a spiegare, secondo me voleva raccontare qualcosa di diverso, e molto attuale, sulla responsabilità morale e sociale che abbiamo quando mettiamo al mondo un figlio.
La scena in cui Kevin
Eva passa un intero film
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Concordo.
Riguardo al punto di vista da cui si guardano i fatti credo sia soggettivo per ogni spettatore anche se il film è dal punto di vista del genitore.
Secondo me Kevin è quello che è per un insieme di fattori: non tutti i bambini non voluti o non amati reagiscono alla stessa maniera.
Al di là delle responsabilità di Eva penso che anche Kevin ci abbia messo del suo.
Col passare degli anni le cose si sarebbero potute "sistemare" (ed Eva sembra meno disastrosa come madre di quanto non sia all'inizio) ma lui non raccoglie mai la cima che Eva tenta di lanciargli.
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Ma io ho parlato di punti di partenza, non di punti di vista e ho premesso (inutilmente, credo, in un forum) che l'opinione che stavo presentando era appunto soggettiva.
Certo che non tutti i bambini non amati diventano serial killer, ma nemmeno tutte le spie diventano traditrici, tutte le segretarie diventano amanti etc. E' un film, rappresenta una vicenda non una realtà oggettiva, e in quella vincenda la spiegazione "mancanza di amore=mancanza della coscienza e desiderio di vendetta" ci può stare.
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Infatti….ci si chiede quale sia il senso di tutto questo…ma Kevin davvero non lo sa più perché a conti fatti lei è ancora lì!! :butbut
E' lì che il film ti ammazza completamente :-(
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Non sono in disaccordo con quanto hai scritto ora e prima. Ci può stare!
Ho preso spunto dal tuo intervento solo per sottolineare il fatto che soggettivamente io ho vissuto il film in maniera tale da non riuscire ad addossare tutte le colpe ad Eva. Alcune cose sono sicuramente partite da lei ma per come la vedo io non è l'unica responsabile.
Con questo non voglio andare contro il tuo intervento.
Quindi il libro è stato scritto da una persona che non ha figli.
Buono a sapersi.
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Si. Riflettendoci lo sai chi mi e' venuto in mente? Il padre di Erika, della vicenda di Novi Ligure.
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però Eva dopo un po' vuole costruirselo stò benedetto rapporto, non mi si può dire che non lo ha mai amato. lo teme, però si commuove non appena lui ha un gesto di inaspettato affetto come quando la madre lo cura e gli legge la favola, rifiutando le attenzioni del solito papà (e infatti marito e moglie si guardano sorpresi per lo scambio di ruoli, ma Eva è contenta di ciò)
per tornare a essere quello di prima il giorno dopo. trovo forzata questa catatonia nella distruzione, a me quello pare più un capriccio temporaneo, una sorta di prova di far invertire i ruoli, capendo anche di poterseli giocare come voleva.
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Esatto, quello che dice Donnie ci sta ma fino ad un certo punto secondo me, perchè proprio nella scena citata da Pike, si vede che comunque Eva di quelle attenzioni e di quell'affetto è contenta, anzi, lo è anche nella scena finale, in cui Kevin fa inversione ad U, e lei comunque gli vuole bene malgrado tutto quello che ha fatto e che gli ha fatto.
Mi è piaciuta l'interpretazione di Evvy, in quella scena finale Eva è beffata, si, perchè alla fine il figlio è tutto quello che gli resta, però a mio avviso, come il padre di Erika, malgrado tutto lo ama.
Il film si apre a tutte queste interpretazioni, ma continuo a pensarla come Pike che è abbastanza altalenante, specialmente nelle reazioni di Kevin…e nel mostrare la malvagità del ragazzo il film mostra parecchio il fianco.
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Secondo voi il personaggio di Kevin non è credibile e armonioso come "psicopatico" e in un certo senso cade in contraddizione con se stesso.
Io durante la visione del film non ho dato molto peso a questo aspetto ma dopo che me l'avete fatto notare penso che la vostra osservazione ci possa stare.
Il punto è che nonostante questo il film non mi cala di un millimetro, resta sempre un grande film imo, evidentemente per me questo aspetto è marginale, io sono stata colpita più da altre cose.
Secondo me questo film è stato capace di tratteggiare molto bene il personaggio di Eva (quindi la capacità di tratteggiare bene i personaggi ce l'ha), Kevin invece è reso in maniera molto più discontinua: sappiamo meno di lui (e ancor meno di tutti gli altri) e la cosa è voluta. Per alcuni questo può costituire una carenza del film.
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Tuttavia il film l'ho trovato coinvolgente e mi è piaciuto molto.
All'inizio Eva fa di tutto per tenere distante il figlio; lo si vede nella scena all'ospedale e lo si vede poi quando lo culla senza portarselo al petto. Quelle scene mi hanno fatto incazzare e mi son detto: "per forza il bambino poi ti rifiuta, come fai a trattarlo così?"
Crescendo il bambino riversa tutto il suo odio nei confronti della madre, che si sente sempre più frustrata, e fa di tutto per ritrovare l'amore del figlio. All'inizio forse solo perché è gelosa di come Kevin si comporta con il padre, ma alla fine gli si affeziona veramente, gli vuole bene, e il fatto che lui la sfidi continuamente la fa soffrire.
Nella sequenza in cui Eva, ribellandosi all'ennesimo gesto di sfida di Kevin, gli rompe un braccio facendolo cadere a terra, si può facilmente leggere la situazione da due punti di vista. Da una parte si nota la stonatura di un bambino così piccolo che racconta una bugia al padre, facendo capire alla madre che ha lui il controllo della situazione (anche se in un flashforward le dirà che quella è l'unica cosa buona che abbia fatto per lui), dall'altra la scena risulta sintomatica per il prosieguo del film, di quale sia il vero carattere di Kevin.
Importante è anche la scena in cui il piccolo Kevin, malato si abbandona alle cure della madre, cercandone l'affetto e le coccole, e rifiutando quelle del padre, tant'è che la stessa Eva ne rimane stupita. Per una sera il bambino torna a essere un bambino normale, buono e affettuoso, forse quello che avrebbe sempre voluto essere, ma appena guarisce si trasforma di nuovo nel Kevin "malvagio".
Mi è piaciuto, l'uso continuo del colore rosso (i panini con la marmellata, la guerra dei pomodori, gli atti vandalici alla casa di Eva…
La scena in cui la donna torna a casa e trova i corpi del marito e della figlia piccola trafitti dalle frecce mi ha tagliato le gambe, anche se qualche sospetto lo avevo avuto. E anche in questo caso, la sequenza, è fondamentale per capire la vera personalità di Kevin.
Poi arriva il finale, e il ragazzo dimostra tutta la sua fragilità, e capisce finalmente che la madre lo ama veramente, forse perché è l'unica cosa che gli è rimasta, ma comunque lo ama, nonostante quello che ha fatto e quando Eva gli chiede il perché non è più sicuro delle sue motivazioni e si lascia abbracciare da lei con uno sguardo perso.
Molto bravi tutti gli interpreti, in particolare Tilda Swinton, su cui si poggia la maggior parte del film.
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La sensazione è che We need to talk about Kevin prosegua con una certa forza un percorso d'innovazione del linguaggio del cinema (commerciale) che mi sembra di notare si stia portando avanti da qualche annetto. Non mi scandalizzerei troppo se in futuro venisse considerato un apripista.
Forse non un capolavoro, ma cribbio… chapeau.
EDIT:
sto leggendo un po' dei vostri commenti e francamente non capisco le critiche alla scrittura del personaggio di Kevin e soprattutto alla morale del film. Mi spiego: Pike e mi pare anche Cass parlano del film come fosse un dramma che vuole essere realistico. Per me è molto inodore di horror e questo giustificherebbe molte cose relative ai comportamenti di Kevin e alla sua astuzia. In una lettura "realistica" invece io personalmente ho ipotizzato che Kevin sia pazzo fin dalla nascita. Psicopatico e stronzo, tutto lì
Dimenticavo di citare anche la bella colonna sonora, per me ottima e in linea con lo stile vagamente innovativo del film.
Quasi quasi passo dal 7,5 all'8.
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