War Horse è un film del 2011 diretto da Steven Spielberg
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War Horse 2011 )

Rassegna stampa per il film War Horse del 2011, diretto da Steven Spielberg e interpretato da Emily Watson, David Thewlis, Peter Mullan, Niels Arestrup, Tom Hiddleston, Jeremy Irvine, Benedict Cumberbatch, Toby Kebbell.
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  • movie score 62

La nostra recensione

La grande guerra di Joey

di pubblicata il 15 febbraio 2012

Una famiglia in difficoltà, la minaccia della guerra in arrivo, e la grande amicizia tra un ragazzo e un cavallo come nessun altro. Sono premesse da family movie, quelle di War Horse, e non vengono mai disilluse nello svolgimento, nonostante le ambizioni di una pellicola che si impone di offrire una prospettiva originale sulla Prima Guerra Mondiale, e di celebrare il destino dei tanti animali che hanno patito quanto i loro "commilitoni" bipedi durante uno dei più crudeli conflitti della ...

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Rassegna stampa

  • War Horse - la recensione

    di Alex Poltronieri - ondacinema.it pubblicata il 20 febbraio 2012

    Spielberg racconta questa favola edificante e potenzialmente interessante, ripensando al cinema Classico dei tempi che furono, John Ford in testa, ma è quasi sempre enfatico e superficiale. Come è accaduto spesso nello Spielberg dell'ultima decade la perfezione tecnica non sempre si accompagna a sincerità degli intenti o lucidità morale, e "War Horse", con tutti i suoi pregi e difetti, ne è l'esempio più lampante. Perché un conto è ripensare al cinema del passato alla luce del contemporaneo, un altro riproporre quello stile con meccanicità e cinismo.

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  • War Horse - la recensione

    di Curzio Maltese - La Repubblica pubblicata il 17 febbraio 2012

    Anche questo film di Spielberg, come la gran parte del suo cinema, prevede un totale, infantile abbandono. Se si rimane coscienti e adulti, con le difese e magari il cinismo dell'età, le due ore e mezzo di saga cavallina risultano improbabili e mielose.

  • Warrior - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 17 febbraio 2012

    Intorno, una dose massiccia di ricerca di lacrime e strazio che non arrivano a destinazione, con cinque nomination agli Oscar. Perfetto il cavallo, anche se il film non riesce ad essere una sua soggettiva del mondo crudele, e bravi pure gli umani (...)

  • War Horse - la recensione

    di Valerio Caprara - Il Mattino pubblicata il 17 febbraio 2012

    Per rendere un film così commovente, albe e tramonti compresi, bisogna certo andare sopra le righe, svegliare il fanciullino che ci portiamo dentro, fare accuratamente rispecchiare tutti i caratteri nel proprio alter ego romanzesco, ridurre il messaggio nelle dimensioni di una semplice, ma non semplicistica parabola esistenziale. Spielberg, insomma, si conferma Spielberg tra il disincanto degli smaliziati e la gratitudine del pubblico.

  • War Horse - la recensione

    di Mariuccia Ciotta - Il Manifesto pubblicata il 17 febbraio 2012

    Disarmante racconto di un paradiso in terra nascosto sotto le divise, nel fango, tra le baionette, il film torna a misurare il diametro del mondo come sanno fare soltanto E.T., l'automa bambino di A.I. e il puledro color ebano con una stella bianca sulla fronte.

  • War Horse - la recensione

    di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 17 febbraio 2012

    Se non fosse stata per la truce guerra incombente, abbiamo più volte pensato che War Horse fosse una versione live action di Spirit.

  • War Horse - la recensione

    di Marco Triolo - Film.it pubblicata il 16 febbraio 2012

    "War Horse" si riscatta con un bel finale commovente, ma infine è un'opera minore per un regista che quest'anno ci ha stupiti con l'ottimo "LE AVVENTURE DI TINTIN".

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  • War Horse - la recensione

    di Mauro Donzelli - Comingsoon.it pubblicata il 16 febbraio 2012

    Fra qualche omaggio qua e là, soldati a cavallo che partono alla carica nel 1914 con in pugno solo sciabole e carrelli d'amore per Kubrick il film ha una fotografia artificiosa del solito Janusz Kamisnki qui in una delle sue prove meno convincenti. War Horse è un film che assomiglia a quei libri che sfogliandoli si animano, ma una volta riabbassata la pagina ritornano a perdere una dimensione, quella che Spielberg nel film non cerca proprio volendo semplicemente raccontare un grande affresco di avventura, di buoni sentimenti in cui la guerra, la lotta di una famiglia per la sopravvivenza, sono solo ostacoli per il ricongiungimento dell'eroe con il suo perseverante amico. Siamo sempre in attesa di qualcosa, di un rimo che decolli, forse di una sagoma che si stagli lì in fondo all'orizzonte, come in un bel western struggente, ma siamo dalle parti piuttosto di Zanna bianca e l'identificazione emotiva dipende molto dalla passione per i veri protagonisti, i cavalli.

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  • War Horse - la recensione

    di Adriano Ercolani - Cinematografo.it pubblicata il 15 febbraio 2012

    Visivamente curatissimo, tanto arioso nelle scene campestri quanto claustrofobico in quelle ambientate nelle trincee, War Horse difetta però di compattezza narrativa: il cavallo protagonista della storia passa troppo in fretta attraverso molti personaggi che si prendono cura di lui, ma a cui resta difficile affezionarsi veramente. La sceneggiatura scritta da Lee Hall e Richard Curtis non fornisce la necessaria compattezza narrativa alla trama, e soprattutto nella parte centrale il film gira a vuoto in più di un'occasione.
    Steven Spielberg rimane però il più grande narratore per immagini del nostro tempo, e quando costruisce una scena madre sa come arrivare al cuore dello spettatore meglio di chiunque altro. Ecco quindi che i cinque minuti finali di War Horse diventano cinema poderoso ed emozionante, da mettere nei momenti più alti della filmografia del papà di E.T.

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  • War Horse - la recensione

    di Marzia Gandolfi - MyMovies.it pubblicata il 13 febbraio 2012

    Partiamo dal 'giudizio', War Horse è un film sconsolante e minore. Un film con una voglia di semplicità che fa rima con superficialità, che intende la messa in scena (solo) come scenografia, impiega in maniera evocativa e incalzante la banda sonora e musicale, è incapace di colmare spazi e personaggi di un valore metaforico. I suoi sentieri, arati o selvaggi, sono lontani dalla sensibilità formale di John Ford e prossimi a un melodramma familiare, pieno di ostacoli, dipartite e struggimenti. Eppure importa capire che cosa emerge dietro il kolossal e la grandeffettistica, dietro l'aspetto e la scrittura molto (troppo) americani.

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  • War Horse - la recensione

    di Marco Triolo - Film.it pubblicata il 10 febbraio 2012

    Poi il ritmo si spezza lievemente, nel continuo girovagare di Joey da un padrone all'altro, che porta all'introduzione di una serie di personaggi che si vedono troppo poco perché lo spettatore vi si affezioni. Ma il vero problema è un altro, e non dipende da Spielberg: in una mossa incomprensibile, i responsabili del doppiaggio hanno deciso di far parlare tra loro i tedeschi con accento tedesco troppo forzato. Risultato: le scene ambientate tra le fila dell'esercito teutonico sono insostenibili. Il film ha qualche problema di suo, ma i "crucchen" danno il colpo di grazia alla parte centrale."War Horse" si riscatta con un bel finale commovente, ma infine è un'opera minore per un regista che quest'anno ci ha stupiti con l'ottimo "LE AVVENTURE DI TINTIN". Oh beh, non tutte le ciambelle riescono col buco.

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  • War Horse - la recensione

    di Domitilla Pirro - FilmUp.com pubblicata il 06 febbraio 2012

    Diverse scelte tecnico-stilistiche in campo di regia e fotografia lasciano davvero perplessi per banalità di soluzioni (il finale aranciato ne è uno dei tanti esempi). Una durata complessiva di due ore e mezza non aiuta poi lo spettatore a compiere indenne la traversata. La recentissima magia compiuta dal maestro Steven con Tintin, ammiccante ma efficacissimo saggio delle capacità del nostro di rivolgersi ai piccoli con la perizia di sempre, stavolta non sa ripetersi: purtroppo anche strutturalmente la vicenda si dipana in modo estremamente disomogeneo, ricorrendo a blocchi di narrazione poco coesi e fluidi, di faticosa digestione. Il che spiace: le aspettative, per quella che poteva essere l'ennesima eccellente fiaba spielberghiana per bambini di ogni età, si frantumano contro un soporifero muro fatto di ottimi sentimenti e cinema scadente.

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