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- movie score 58
La nostra recensione
Grazie, signora Streep
Negli ultimi anni, in parallelo con la diffusione del genere documentario, è cresciuto l'interesse anche nei confronti del film biografico, un particolare filone che probabilmente non è mai riuscito a sbancare ai botteghini, ma che ha spesso ottenuto buoni consensi tra alcune fasce di pubblico. Sarà forse il fatto che viviamo attualmente in un'epoca incerta dal punto di vista economico e politico (cosa che magari spinge la gente a cercare delle certezze nei modelli di riferimento del passato ...
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The Iron Lady - la recensione
di Francesca D'Ettorre - ondacinema.it pubblicata il 01 febbraio 2012Con "The Iron Lady" il punto di vista si rovescia e in questo caso è la stessa (ma anziana) Thatcher a ricordare le sue gesta. La pellicola, però, manca di spirito analitico e punta sul fascino mimetico di Maryl Streep per offuscarne le debolezze intrinseche. L'interpretazione e i capelli cotonati dell'attrice inducono alla simpatia (intesa nel suo assunto originale di sympatheia), ma la regia e la sceneggiatura (Abi Morgan) firmano un trattato sull'anzianità, che addolcirà pure i cuori degli spettatori, ma svilisce inesorabilmente la complessità del personaggio, riducendolo a figurina. Quello che può sembrare un tentativo di indagine sugli aspetti più privati di una vita pubblica (come J. Edgar), si configura più come un esercizio di seduzione delle platee.
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The Iron Lady - la recensione
di Ilaria Feole - Film Tv pubblicata il 31 gennaio 2012Phyllida Lloyd non è Clint e il suo biopic si limita a una confezione ducata per l'interpretazione monstre di Meryl Streep.
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The Iron Lady - la recensione
di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 27 gennaio 2012Il piacevole film di Phyllida Lloyd consapevole o no finisce per essere un'agiografia della signora oggi 86enne ritirata ma sempre col suo tè come la signora Miniver. La regista non ha visioni alternative se non la biografia alla Madame Curie corredata di mini gloria quotidiana e cene coi grandi del mondo. Ma Iron Lady è soprattutto lei, Meryl dei miracoli, tutto il resto passa e va in modo convenzionale.
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The Iron Lady - la recensione
di Gian Luigi Rondi - Il Tempo pubblicata il 27 gennaio 2012Si segue, ci si può anche commuovere. Quel carattere al centro è scolpito con forza, e così le altre figure che lo attorniano (...) I climi sono asciutti, mai retorici, le immagini sono nitide e semplici, all'insegna di uno stile piano.
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The Iron Lady - la recensione
di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 27 gennaio 2012L'oltranzista linea di liberismo economico, l'anticomunismo viscerale, le gravi tensioni interne, la guerra delle Falkland, gli attentati dell'Ira: tutto questo è ripercorso in rapidi flashback che non danno la misura dell'importanza, sia in positivo che in negativo, del discusso personaggio. Tuttavia, Meryl Streep, è fantastica.
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The Iron Lady - la recensione
di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 27 gennaio 2012Se si può solo restare ammirati da un talento che non scema e anzi probabilmente cresce, come quello di Meryl Streep, qui nella performance che ne farà un'icona elevata alla seconda, il resto del film controbilancia tanto entusiasmo e si dispiega su un binario pianamente biografico: pianeggianti sono, infatti, la regia di Phyllida Loyd e la scrittura di Abi Morgan, forse più felice in sede televisiva che cinematografica (...) Non c'è dubbio che lo sguardo sul personaggio esca da un lavaggio con dosi massicce di ammorbidente, ma parlare di agiografia non è onesto, perché man mano che il film procede la determinazione della giovane Margaret Roberts lascia sempre più chiaramente il posto alla cecità di una donna che obbedisce ad una convinzione monomaniacale (no al compromesso, in nessun caso), mandando per questo a morire la sua gente e mettendo in ginocchio una nazione. È un passaggio silenzioso ma presente. E tra le righe bisognerebbe leggere almeno un altro dato che il film non commenta: la sua rielezione da parte dei cittadini brittanici per ben tre mandati, nonostante fosse la donna più odiata del mondo.
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The Iron Lady - la recensione
di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 25 gennaio 2012Nella sua interezza, il film procede classicheggiante e senza troppi scossoni nel suo costante e predibile altalenare tra passato e presente, tra le gesta dure e orgogliose della Thatcher donna di governo e quelle fragili e incerte della Thatcher anziana alle prese con la solitudine, la vecchiaia e il rimpianto di quanto sacrificato sul piano personale nel nome dell'impegno politico.
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Ma, invece di generare una dissonanza polemica e fruttifera, capace di moltiplicare le sfumature di un personaggio, questi due aspetti combinanti risultano in uno sguardo monodimensionale e monolitico. -
The Iron Lady - la recensione
di Adriano Ercolani - Film.it pubblicata il 24 gennaio 2012Il difetto maggiore di "THE IRON LADY" sta però nella messa in scena, che non possiede una linea estetica precisa ma si lascia affascinare da troppe fascinazioni visive. Phyllida Lloyd cambia registro ogni volta che il film sale o scende di tensione, costruendo scene anche efficaci se prese da sole ma che non costruiscono un film coerente e compatto. L'impressione poco piacevole è che si sia messo insieme un puzzle senza sapere bene cosa si voleva trovare una volta incastrati tutti i tasselli.
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Quello che rimane alla fine di "THE IRON LADY" è la delusione per un film che poteva essere esplosivo ma che si perde nell'incertezza, ma anche la consapevolezza che Meryl Streep è la più grande attrice dei nostri tempi. La sua versione della Thatcher è ammirevole, equiparabile alle sue prove più riuscite di questi ultimi anni, quelle ad esempio fornite ne "Il dubbio" o "Il ladro di orchidee". E' per lei che il film merita comunque una visione: questa è arte della recitazione. -
The Iron Lady - la recensione
di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 24 gennaio 2012Quando di un film si parla solo ed esclusivamente della performance di un attore/attrice, il sospetto che non ci sia nient'altro da dire è forte. Così, se due anni fa celebravamo il meraviglioso country-singer Jeff Bridges (premiato con l'Oscar) nel molle e vacuo Crazy Heart, oggi l'onore al merito va tributato a Meryl Streep, copia conforme di Margaret Thatcher nell'informe The Iron Lady. La Streep probabilmente farà incetta di premi (il Globe l'ha già vinto), il film invece finirà dove merita: nell'oblio.
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The Iron Lady - la recensione
di Francesco Lomuscio - FilmUp.com pubblicata il 23 gennaio 2012(...) basterebbe effettuare un paragone con un'operazione contemporanea e dall'argomento simile come "J. Edgar" di Clint Eastwood per poter affermare che, nello sfoggiare una regia capace di spaziare in maniera piuttosto disinvolta dalle situazioni venate d'ironia a quelle tragiche degli attentati, la Lloyd sia stata capace di ricavare un biopic decisamente più coinvolgente e riuscito del film diretto dal solitamente ineccepibile autore di "Mystic river" e "Gran Torino".
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E, a rendere ancor più dinamico e tutt'altro che noioso l'insieme, contribuisce anche il buon uso della colonna sonora, ulteriore, probabile testimonianza di quanto appreso dalla cineasta grazie alla realizzazione del citato musical basato sulle canzoni degli Abba.
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