Rassegna stampa per il film Hunger Games (The Hunger Games) del 2012, diretto da Gary Ross e interpretato da Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Lenny Kravitz, Stanley Tucci, Donald Sutherland.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.
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Visualizza il grafico della popolaritàHunger Games ( 2012 )
basato su 137 voti
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Voto rassegna stampa
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- Voto rassegna stampa 64
La nostra recensione
Mietitura di sangue
Coniugare qualità e incassi stratosferici è ambizione di molti blockbuster, ma pochi riescono a ottenere il plauso della critica. Nel mondo dei comics i 'supereroi con problemi' di Sam Raimi da un lato, gli universi gotici e cupissimi di Tim Burton e Christopher Nolan in cui si muovono eroi dal cuore oscuro quanto quello dei loro nemici dall'altro, hanno sdoganato il genere superomistico in un processo che ha raggiunto l'apice col bellissimo - e redditizio - Il cavaliere oscuro. Peggio ...
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Hunger Games - la recensione
di Alex Poltronieri - ondacinema.it pubblicata il 04 maggio 2012L'allegoria politica è talmente sfacciata e superficiale da risultare nulla (la casta che governa il mondo del futuro si chiama Panem, a cui è sin troppo facile accostare Circenses), lo sfottò alla tv spazzatura e ai suoi "mostri" (sin troppo caricati e grotteschi i personaggi degli host Stanley Tucci, Toby Jones ed Elizabeth Banks) arriva fuori tempo massimo ed è risaputo, e il passaggio e lo scarto di tono tra una componente e l'altra dei romanzi della Collins, è talmente macchinoso e dosato col bilancino (prima un po' di critica sociale, poi un po' di romanticismo, infine un po' di azione) che pare fatto apposta per non scontentare nessun tipo di pubblico, senza però riuscire ad approfondire nessuna delle problematiche messe in gioco.
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Hunger Games - la recensione
di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 04 maggio 2012Hunger Games colpisce basso ma forte ,ixando satira, metafora reality, videogame, in un cocktail più nuovo dei suoi ingredienti dove più che la violenza dello spettacolo colpisce il divertimento degli spettatori, le loro mises decadenti, il rito officiato con zelo e entusiasmo da servi, imbonitori ed esperti vari, felici di stare dalla parte giusta.
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Hunger Games - la recensione
di Curzio Maltese - La Repubblica pubblicata il 04 maggio 2012Hunger games è uguale alla televisione, ma portata all'estremo dagli effetti speciali del grande schermo. Per dirla con le immortali parole di Macbeth, Hunger Games è come la vita di tutti i giorni, una favola è raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla.
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Hunger Games - la recensione
di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 04 maggio 2012Dopo Twilight, eccol il nuovo cult adolescenziale che rispetto al rivale è meno banale, meglio diretto e, soprattutto, ottimamente recitato.
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Hunger Games - la recensione
di Adriano Ercolani - MyMovies.it pubblicata il 01 maggio 2012Finalmente un prodotto cinematografico specificamente pensato per il pubblico giovane che offre ai ragazzi una confezione ben concepita, profondità introspettiva ma soprattutto spunti di riflessione. Che Hunger Games sarebbe stato lontano anni luce dalla saga di Twilight lo si poteva capire già dalla scelta del regista, quel Gary Ross che con Pleasantville e Seabiscuit aveva dimostrato di essere un cineasta in grado di padroneggiare lo spettacolo adatto al grande pubblico senza però renderlo piatto, anzi condendolo con delle sottotrame sempre capaci di rivelare il lato inquietante della facciata conciliatoria americana. In questo suo ritorno al cinema dopo nove anni di assenza fin dalle primissime inquadrature Ross sembra voler prendere esplicitamente le distanze dalla messa in scena patinata e monotona che ci si poteva aspettare visto il target di destinazione del film. Invece Hunger Games parte come un film nervoso, pieno di inquadrature "sporche", di macchina a mano assemblata con un montaggio estremamente serrato. Questa scelta estetica ben precisa all'inizio si rivela addirittura eccessivamente ostentata, in quanto non permette bene di mettere a fuoco ambienti, situazioni ed anche i personaggi, fattore che per un film di fantascienza è piuttosto importante.
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Hunger Games - la recensione
di Chiara Bruno - Film Tv pubblicata il 01 maggio 2012Il film si attiene rigidamente alla matrice letteraria per quanto concerne la storyline, ma non trova mai la forza di rompere lo specchio tra schermi: quelli di Capitol City e il nostro.
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Hunger Games - la recensione
di Federico Pontiggia - Cinematografo.it pubblicata il 27 aprile 2012(...) non è un'operazione letteral-cinematografica alla Twilight, bensì un'onesta strizzata d'occhio alle disforie del presente, su tutti il connubio potere-massmedia, con il cinema che non è questo sconosciuto, dal nipponico Battle Royale di Fukasaku Kinji a L'implacabile con Arnold Schwarzenegger, passando per il recente Live con Eva Mendes. Nel finale, però, l'inversione che (non) t'aspetti: se vinci i Giochi, i Giochi ti vincono, e spunta un sorriso di plastica, mentre il tuo compagno - chi ha partecipato al Grande Fratello potrà agevolmente confermare... - non è più quello che ti sei scelto, ma quello che ti è stato scelto a favore di telecamera. Insomma, di motivi per trovarsi a pancia piena di fronte a questi Giochi della Fame ce ne sono, il principale è addirittura involontario: un film di Sistema che attacca il Sistema. Una furba demagogia, come per i Games di Panem, o un'imponderabile falla? Scagliate una freccia, il bersaglio è la vostra testa.
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Hunger Games - la recensione
di Giulia Pietrantoni - Comingsoon.it pubblicata il 26 aprile 2012Hunger Games ha l'essenzialità e le sfumature attraenti della migliore, Katniss Everdeen. Jennifer Lawrence protagonista della battaglia (unica volontaria tra i 24 partecipanti) ha un impatto risoluto in ogni condizione. Selvaggia e suadente, sospettosa e protettiva, è l'anima fiera e umana di questo gioco crudele. Perfetta per scacciare la paura (con arco e frecce), misurare le forti emozioni e rendere ambigua una indispensabile storia d'amore. Passando dal mondo brullo del distretto 12 allo sfarzo hi-tech di Capitol City, Katniss prova fastidio con domande, orpelli e lustrini da show, salvo comprendere che essere desiderabile può cambiare per sempre (non lei) le regole del gioco. Passando dal lusso finto festoso della capitale agli agguati nell'arena mediatica, Ross inquadra e nasconde veloce colpi, sangue e ferite. Violenza guardata a vista dall'ottima imbonitrice Elizabeth Banks. Il film ha uno studiato spessore, poco ingenuo e piuttosto avvincente. I giovani adulti di una futura America ameranno l'eroismo scarno della "ragazza di fuoco" e aspettano di vedere il resto della rivolta.
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Hunger Games - la recensione
di Alessia Laudati - Film.it pubblicata il 24 aprile 2012Paragonato agli illustri "Harry Potter" e "Twilight", per successo di pubblico, target di riferimento e gestazione, "HUNGER GAMES" di GARY ROSS non possiede nulla del rassicurante confinamento del male nel soprannaturale, ponendo fin da subito le radici della storia in una società cruenta e distopica, in cui ogni aspetto della vita quotidiana viene spettacolarizzato in nome di una dittatura violenta dello sguardo, che pretende che il più privato degli atti, la morte, sia consumato sotto i riflettori. Gli annuali e cruenti Hunger Games ricordano alla popolazione il prezzo da pagare per la ribellione al potere, una lotta fino all'ultimo respiro tra ventiquattro giovani scelti a caso tra i dodici distretti nei quali è suddiviso il paese. Echi che richiamano la trivialità del rituale, il simbolismo della dittatura e l'esaltazione delle passioni.
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Hunger Games - la recensione
di Andrea D'Addio - FilmUp.com pubblicata il 16 aprile 2012Forse è riduttivo partire dall'ottima performance recitativa di Jennifer Lawrence per parlare di "The Hunger Games", ma la scelta azzeccata del casting nel volerla come protagonista è il primo punto di forza di questa pellicola che riesce, come poche volte era capitato per un prodotto che punta prima di tutto ad essere per teenager, ad appassionare e a risultare "credibile" nonostante tutto l'intorno si viaggi sul difficile equilibrio tra il drammatico grottesco ed il demenziale.
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