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Poker Generation è un film del 2012 diretto da Gianluca Mingotto
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Poker Generation 2012 )

Rassegna stampa per il film Poker Generation del 2012, diretto da Gianluca Mingotto e interpretato da Andrea Montovoli, Piero Cardano, Francesca Fioretti, Francesco Pannofino, Lina Sastri, Emanuela Rossi, Claudio Castrogiovanni, Eros Galbiati.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

63 MovieScore (?)
basato su 8 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 48

La nostra recensione

Fate il vostro gioco

di Tiziana Morganti pubblicata il 11 aprile 2012

Flop, turn, river e fold; queste parole all'apparenza incomprensibili sono entrate di diritto nel linguaggio quotidiano di chi ha il coraggio un po' incosciente di sedersi a un tavolo verde o di chi si limita a osservare come un fan accanito. Effetto, soprattutto, dei tempi moderni che, grazie all'universalità di internet e alla forza comunicativa della televisione, hanno trasformato il poker in una vera e propria disciplina competitiva con un numero inaspettato di appassionati e un richiamo economico ...

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Rassegna stampa

  • Poker Generation - la recensione

    di Antonio Piccirilli - 35mm.it pubblicata il 13 aprile 2012

    Certo le banalità non mancano; la frase d'apertura ad esempio 'Il poker è come la vita' o la scena finale che vede i due fratelli entrambi in finale nel 'torneo di poker più importante del mondo'; ed è forse un peccato che anziché rifarsi agli ottimi film a tema poker che nella cinemtagrafia italiana non mancano ("Regalo di Natale" di Avati, per dirne uno) Mingotti abbia deciso di gettare lo sguardo oltreoceano.
    Non bisogna comunque dimenticare che l'originalità, così come la levatura artistica, non era tra le velleità del film; al produttore interessava smentire l'immagine negativa di sovente associata al gioco del poker; un film, dunque, per gli appassionati di quel mondo (in Italia svariati milioni di persone, non tutti, probabilmente, appassionati di cinema): più che per quello che non è, "Poker generation" andrebbe giudicato per quello che voleva essere, un film sul poker, ancora prima che un film.

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  • Poker Generation - la recensione

    di Ornella Sgroi - MyMovies.it pubblicata il 12 aprile 2012

    Il film alterna momenti di calma e lungaggini a picchi di adrenalina, segnati da una regia e un montaggio più serrati che attingono probabilmente all'esperienza pubblicitaria del regista, classe 1980, specializzato in videoclip musicali e qui al suo esordio nel lungometraggio cinematografico.

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  • Poker Generation - la recensione

    di Barbara Destro - Comingsoon.it pubblicata il 12 aprile 2012

    Un buon cast, una soggetto che affascina il cinema (soprattutto quello hollywoodiano) e un budget di 20 milioni di euro: i presupposti per un'ottima opera prima di genere ci sarebbero stati tutti. Purtroppo, nel riproporre la classica lettura del gioco come metafora della vita, il regista padovano non fa che cavalcare buoni sentimenti e facile retorica con una sceneggiatura un po' stiracchiata. Sarà che venendo dal mondo degli spot pubblicitari e della moda, Mingotto tende a calcare la mano su una tecnica da videoclip, talvolta invadente, togliendo così spessore allo stato d'animo dei personaggi e bombardando lo spettatore con facili effetti in pieno stile americano. Anche il momento culminante del film, la grande sfida tra i finalisti durante l'evento internazionale "Malta Poker Dream" articolato su una serie di campi/controcampi dei competitori, non costituisce davvero il massimo dell'eccitazione per il profano delle carte.
    Chi le manovra, invece, si divertirà; e magari potrà prendersi il gusto di riconoscere alcuni campioni di poker nella parte di se stessi.

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  • Poker Generation - la recensione

    di Francesco Lomuscio - FilmUp.com pubblicata il 10 aprile 2012

    (...) la pecca principale dell'insieme, i cui protagonisti, in generale, sfoderano una prova altalenante (Cardano funzionava meglio in "10 regole per fare innamorare"), va riconosciuta nell'incapacità di coinvolgere pienamente dall'inizio alla fine, tanto da non permettere di avvertire in maniera costante tensione e dramma. Sebbene Mingotto manifesti una non disprezzabile tecnica e un taglio registico dal sapore internazionale (da ritenere un pregio non da poco, considerato il provincialismo che caratterizza la maggior parte del cinema nostrano) che lasciano ben sperare per il suo futuro dietro la macchina da presa.

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  • Poker Generation - la recensione

    di Aldo Fittante - Film Tv pubblicata il 10 aprile 2012

    Velo pietoso su morali e sottotesti, regia e intepretazioni, sceneggiatura e quant'altro campeggi prima, durante, dopo i crediti.

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