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C'era una volta in Anatolia (Bir zamanlar anadolu'da) è un film del 2011 diretto da Nuri Bilge Ceylan
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C'era una volta in Anatolia 2011 )

Rassegna stampa per il film C'era una volta in Anatolia (Bir zamanlar anadolu'da) del 2011, diretto da Nuri Bilge Ceylan e interpretato da Muhammet Uzuner, Yilmaz Erdogan, Taner Birsel, Ahmet Mumtaz Taylan, Firat Tanis, Ercan Kesel, Erol Eraslan, Ugur Arslanoglu.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

78 MovieScore (?)
basato su 32 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 78

La nostra recensione

Il corpo

di Alessia Starace pubblicata il 21 maggio 2011

Uno spettacolare tramonto nella steppa turca. La giornata volge alla fine, ma la ricerca di un gruppo di poliziotti accompagnati dal procuratore e dal coroner locali è appena iniziata. Con i due rei confessi al seguito, gli uomini stanno cercando di recuperare il cadavere della vittima di un omicidio, ma localizzare la sommaria sepoltura risulta più difficile del previsto.
E' una lunghissima notte di lampi e vento quella in cui si consuma questa lugubre caccia e questa convivenza forzata, durante ...

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Rassegna stampa

  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Giancarlo Usai - ondacinema.it pubblicata il 19 giugno 2012

    Il tragitto, vi avvertiamo, è quanto di più faticoso ci possa essere al cinema. Parole e ritmo vengono dilatate all'inverosimile. Perché? Perché Ceylan crede in un processo lento e meticoloso, il tempo dell'uomo non è frenetico come nelle pellicole d'azione, è un doloroso e sofferente cammino verso una possibile luce. Riuscire a seguire la singolare comitiva che si muove in questa buia notte dell'Anatolia è tanto impegnativo quanto illuminante. Al termine dell'avventura, forse, sarà lo spettatore ad essere il più soddisfatto della strada percorsa.

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  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Nicola Falcinella - MyMovies.it pubblicata il 15 giugno 2012

    È un poliziesco molto anomalo il quarto film (su sei lungometraggi realizzati in carriera) che il regista turco Nuri Bilge Ceylan porta in concorso a Cannes, dove è stato già premiato per Uzak - Lontano e Le tre scimmie. Un'indagine lunga una notte che non serve a dare risposte sul crimine quanto, per i personaggi, a guardarsi intorno e guardarsi dentro. Bilge Ceylan fa un cinema di tempi dilatati (la pellicola supera le due ore e mezza) e di attenzione ai dettagli, riesce a esplorare l'animo dei suoi personaggi facendone uscire passato e sentimenti dai particolari.

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  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Curzio Maltese - La Repubblica pubblicata il 15 giugno 2012

    Ceylan è uno dei pochi veri geni del cinema internazionale, il direttore della fotografia Gokham Tiryaki è un talento unico, gli attori sono semplicemente immensi, da Muhammet Uzuner (il medico) a Yilmaz Erdogan (il commissario) a Taner Birsel (il procuratore). Non sono contemplati né inseguimenti né sparatorie, nessun effetto speciale o costumi costosi, furbeschi colpi di scena per agganciare l'attenzione dello spettatore e altre ruffianerie da mestieranti, ma quando l'avevo visto a Cannes, in versione originale turca con sottotitoli, non avevo trovato un solo minuto di noia. Figurarsi nella versione doppiata (molto bene) che permette finalmente di guardare tutto il tempo i volti degli attori e di ammirarne ancora di più la miracolosa recitazione. In poche parole, il più bel film in circolazione nei nostri cinema.

  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 15 giugno 2012

    Il cinema è un'arte del levare, come talvolta si dice sia la scultura, e magari anche la scrittura? Oppure è un arte del mettere, dell'aggiungere, del sovraccaricare? Se vale la seconda ipotesi, "C'era una volta in Anatolia" è un capolavoro. Se vale la prima, Ceylan ha abusato di almeno un'ora del nostro tempo.

  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 15 giugno 2012

    La bellissima fotografia di Gokhan Tityak assicura un costante senso di interiorizzata suspence, mentre Ceylan registra i sussulti di coscienza di protagonisti stropicciati dalla vita e sovrastati dal suo mistero.

  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 15 giugno 2012

    C'era una volta in Anatolia è un film di rara potenza. Un "viaggio al termine della notte" che richiede una certa dose di pazienza per essere apprezzato, ma ripaga lo spettatore con emozioni complesse e durature come al cinema se ne incontrano di rado.

  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 15 giugno 2012

    Ci sono due tentazioni, fortissime e opposte nell'affrontare criticamente "C'era una volta in Anatolia", film del regista turco Nuri Bilge Ceylan passato in concorso a Cannes nel 2011. La prima è quella di liquidarlo come uno dei film più noiosi degli ultimi anni. La seconda è di accettare la sfida del regista ed entrare nell'analisi minuziosa della Grande Metafora che Ceylan ci propone. Saremmo felici di evitarle entrambe. La prima è ovviamente riduttiva, di fronte ad un'opera che ha comunque un grande spessore. La seconda è, secondo noi, una trappola (...) qui i personaggi parlano, parlano e poi di nuovo parlano. Il cinema di parola ha una sua nobiltà ma superata la soglia delle due ore la fatica si fa immane. Alla fine (...) Piacerà moltissimo ai cinefili appassionati di storia turca. Su tutti gli altri spettatori, abbiamo qualche dubbio.

  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Massimo Bertarelli - Il Giornale pubblicata il 15 giugno 2012

    Non fidatevi delle critiche colte, né tantomeno della giuria al Festvale di Cannes del 2011. Questo film è un pacco sensazionale

  • C'era una volta in Anatolia - la recensione

    di Diego Altobelli - FilmUp.com pubblicata il 12 giugno 2012

    Nuri Bilge Ceylan tratteggia un piccolo, grande capolavoro esistenziale, come il "C'era una volta in America" di Leone, ma al suo modo, con i suoi tempi, e chiedendo al pubblico uno sforzo immane per superare questo viaggio in una selva scurissima e desolata. Una candela illumina il viso di una donna in un universo fatto di soli uomini. Una strada si allunga verso il nulla. Un cadavere aspetta di essere riconosciuto. Un film visivamente splendido, quasi ipnotico, e un Cinema, quello di Ceylan, che somiglia a quello di un Tarkovskj.
    Esistenziale, attendista, dilatato. Fatto di capolavori indiscutibili e di profonda disperazione.

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