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Nine è un film del 2009 diretto da Rob Marshall
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Nine 2009 )

Rassegna stampa per il film Nine del 2009, diretto da Rob Marshall e interpretato da Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Penelope Cruz, Nicole Kidman, Judi Dench, Stacy Ferguson, Kate Hudson, Sophia Loren.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

60 MovieScore (?)
basato su 63 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

    Se hai un sito o un blog di cinema, contattaci per avere un accesso ed inserire direttamente le tue recensioni.

  • Voto rassegna stampa 44

La nostra recensione

All That Music

di Angela Cinicolo pubblicata il 21 gennaio 2010

Adattare o non adattare? Questo è il problema. Non ci sono dubbi sul fatto che alcune opere del passato e certi generi cinematografici potrebbero essere rinnovati e rivisitati attraverso i remake (anche se il termine è tecnicamente inesatto) che riuscirebbero a trarre giovamento dall'utilizzo di tecnologie migliori e a godere della linfa rinvigorente instillata da uno sguardo contemporaneo e da un'iperattività progressista. Ma quando l'opera originaria passa attraverso più di un imbuto, il rischio è che il ...

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Rassegna stampa

  • Recensione di Nine

    di Gianluca Arnone - Cinematografo.it pubblicata il 22 gennaio 2010

    Il problema non è se il musical sia la migliore confezione possibile per il contenuto di 8 ½, quanto l'inversione di forma e sostanza: la storia pare costruita attorno ai suoi brani e balli, non vivecersa. L'approssimazione narrativa, persino la sua superficialità, è evidente.

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  • Recensione di Nine

    di Carola Proto - Comingsoon.it pubblicata il 22 gennaio 2010

    Ad eccezione della sequenza in cui una grintosa Fergie canta "Be Italian", e della scatenata scena nella quale una strepitosa Kate Hudson canta la nuovissima "Cinema italiano", nulla ci colpisce al cuore e, paradossalmente, finiamo per trovare molto più interessante la parte di film più simile a 8 ½ . Non convince neppure la rappresentazione che Nine dà dell'Italia anni '60, romantica e patinata, ma anche un po' ingenua e bozzettistica. In questo senso non aiuta, nella vesione originale del film, l'alternanza fra parole in inglese e parole in italiano (in particolare "Maestro"). E' pretestuosa e ridondante, soprattutto perchè va avanti fino alla fine. Chi vedrà il film doppiato, non coglierà questo aspetto - e magari è un bene. Allo stesso tempo, però - ed è un male - non potrà cogliere le mille sfumature della eccellente recitazione di Daniel Day-Lewis, che poi è il punto di forza di Nine. La sua gamma di espressioni, i suoi movimenti leggeri come quelli di un gatto, la sua autoironia, i suoi occhi spesso persi dietro a qualcosa di inafferabile, rendono il suo Guido Contini una creatura piena di fascino.

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  • Nine: Le luci spente del varietà

    di Silvia Marinucci - 35MM.it pubblicata il 22 gennaio 2010

    Il risultato? Deludente. La storia è bloccata, la magia è castrata da forzature sceniche fatte unicamente di lustrini e coreografie.
    Nonostante non si tratti di un remake (...) il confronto, o almeno l'accostamento, all'opera originale è inevitabile. Marshall ha rischiato troppo e ha trasformato uno degli appuntamenti più attesi dell'anno in un collage di scene retrò e moderne con pochissime punte di originalità e piacere. Ma non tutto è perduto. Il merito va allo straordinario talento di 'uno' come Daniel Day-Lewis, che ancora una volta fa ricordare il suo nome senza rimpiangere un attore del calibro di Marcello Mastroianni.
    La sua interpretazione emoziona.
    Lustrini anche per la 'delicatissima' performance di Marion Cotillard, alla quale però avremo 'gentilmente' risparmiato un balletto sfrenato su un palcoscenico del varietà. Mentre non va di gran lunga meglio per Nicole Kidman e Kate Hudson (il suo personaggio è stato del tutto inventato per la versione cinematografica) decisamente 'fuori' contesto, Penelope Cruz fa il suo dovere senza esaltare. (...) La visione hollywoodiana dell'Italia - a dispetto del grande omaggio - è però ancora una volta legata ai soliti stereotipi.
    Gran peccato per Rob Marshall aver pensato troppo alla forma e molto poco alla sostanza... Peccato aver perso un'altra occasione per emozionare ed emozionarsi.

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  • Recensione di Nine

    di Giona A. Nazzaro - FilmTV pubblicata il 22 gennaio 2010

    Il problema non è la lesa maestà felliniana o l'idea che gli Stati Uniti continuano ad avere dell'Italia visto che con tutte le italianate che sforniamo usiamo ancora il dispregiativo "americanate". Com'è possibile che con tutti i talenti a disposizione, Nine sia così inespressivo, ingessato nelle proprie ambizioni, congelato in un rigor mortis autocompiaciuto? Il passo da compiere era minuscolo, essendo molto del cinema di Fellini già musical privo di musica. (...) Marshall, invece di pigiare l'acceleratore dell'invenzione, schiaccia il freno del kitsch animato da una reverenza, ahilui, tipicamente statunitense nei confronti del Mito Italia e della cultura europea. Il testacoda produce non un disastro, cosa che pure avrebbe avuto qualche motivo di interesse (il film così sbagliato da risultare affascinante...), ma solo la brutta figura tipica di chi messo dietro al volante di una Lamborghini si rivela guidatore inetto di motorini. Niente summit di ingegni tra Europa e Usa nel nome del Maestro dunque, solo una gaffe. I numeri musicali infatti sono montati come se fossero sgargianti exploit di un qualunque show televisivo. In un contesto simile il resto (...) è solo il sigillo del fallimento di Nine. Cosa che rivela che purtroppo Marshall di Fellini, di 8 e 1/2 e dell'Italia non ha capito niente

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  • Recensione di Nine

    di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 22 gennaio 2010

    Un musical deprimente.(...)Tutti e tutte (tranne poche eccezioni), ballano e cantano in modo imbarazzante.

  • Recensione di Nine

    di Diego Altobelli - FilmUp pubblicata il 19 gennaio 2010

    Fiacco adattamento di un musical già di suo abbastanza ambiguo sul piano sia dei contenuti sia su quello delle motivazioni. Rob Marshall ce la mette tutta, e questo va detto a onor del vero, ma il film, vuoi il tema trito e ritrito, vuoi una regia contesa da troppe importanti figure, non riesce a emozionare lo spettatore. Le coreografie rimangono la parte migliore di tutto il lavoro, potendo contare su un corpo da ballo letteralmente da capogiro, ma anch'esse minate da musiche che sembrano (e forse lo sono) già sentite

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  • Nine

    di Michele Anselmi - Il Riformista pubblicata il 19 gennaio 2010

    (...) Noioso, anche se i soldi si vedono tutti, le star fanno il loro mestiere (...) e il musical è stato reinventato per lo schermo correttamente da Marshall.

  • Recensione di Nine

    di dr. apocalypse - CINE|blog.it pubblicata il 18 gennaio 2010

    Nine, infatti, è una delle più amare delusioni made in Hollywood degli ultimi mesi, considerando la spasmodica attesa che gli ruotava attorno. Kitsch senza sapere di esserlo, il film tenta di omaggiare il cinema italiano di un tempo, quello della Dolce Vita degli anni 60, finendo solamente per pennellarlo in maniera macchiettistica, raccogliendo attorno sè i peggiori stereotipi del bel paese," governato dagli uomini, a loro volta comandati dalle loro donne", con un cast sulla carta mostruoso ma, a conti fatti, letteralmente al minimo sindacale...
    (...)
    Raccolto un cast altisonante, e a dir poco invidiabile, Marshall non è però riuscito a ripetere il miracolo di Chicago, realizzando un film lento, slegato, quasi per niente coreografato, poco cantato e, soprattutto, trascinato da canzoni sinceramente discutibili (per non dire brutte). L'Italia vista da Hollywood è ancora una volta un'Italia zeppa di clichè, dove tutti gli attori mischiano inspiegabilmente italiano ed inglese, come se fosse normale rispondere al telefono con un "pronto", per poi continuare la conversazione in tutt'altra lingua.
    (...)
    Annunciato come uno dei possibili candidati agli Oscar, Nine delude, confermandosi difficilmente vendibile commercialmente (negli Usa è stato un flop), perchè indigeribile per chi non ama i musical e difficilmente apprezzabile da chi invece li venera. Ci ritroviamo cos' dinanzi ad un film che annoia terribilmente e non conquista, perchè poco appassionante ed avvincente, poco interessante ed ammaliante, poco fluido e musicato, tanto da farti tornare di corsa a casa per rivedere l'originale, inimitabile ed intoccabile capolavoro di Fellini, ancora oggi unico vero "maestro dei maestri".

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  • Recensione di Nine

    di Marzia Gandolfi - Mymovies.it pubblicata il 18 gennaio 2010

    Mantenuta la struttura narrativa, ovvero le relazioni tra gli eventi e i personaggi, e conservata l'epoca storica (gli anni Sessanta), il luogo geografico (l'Italia) e quello d'azione (il Teatro 5 di Cinecittà), sceneggiatori e regista ritoccano fino alla banalizzazione l'impianto ideologico dell'opera felliniana. Nine è allora un perfetto musical di sintesi, una centrifuga di stereotipi sull'Italia, sugli italiani, sul cinema italiano e sulle magiche visualizzazioni del Guido felliniano, ridotto qui a un bohémien da soap opera.
    Sotto le superfici della banalità glamorous e dietro il pigro snodarsi delle evoluzioni coreografiche, Nine non riesce a rappresentare il sogno di un sogno, com'è nelle prerogative del musical, mancando di quella coerenza interna che fa delle sequenze di danza e canto la naturale proiezione dello stato d'animo dei protagonisti.

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