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Marilyn (My Week With Marilyn) è un film del 2011 diretto da Simon Curtis
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Marilyn 2011 )

Rassegna stampa per il film Marilyn (My Week With Marilyn) del 2011, diretto da Simon Curtis e interpretato da Michelle Williams, Eddie Redmayne, Julia Ormond, Kenneth Branagh, Pip Torrens, Geraldine Somerville, Michael Kitchen, Miranda Raison.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

68 MovieScore (?)
basato su 60 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 65

La nostra recensione

Tutti pazzi per Marilyn

di Fabio Fusco pubblicata il 01 novembre 2011

Nell'estate del 1956, il giovane Colin Clark è disposto a rinunciare anche ad un lavoro sicuro pur di iniziare a lavorare nel cinema con quelli che sono i suoi miti del grande schermo, tra cui Alfred Hitchcock e Laurence Olivier e riuscirà a realizzare il suo sogno collaborando con il grande attore britannico che sta per dirigere e interpretare Il principe e la ballerina, un difficile (e travagliato, come scopriremo) tentativo di svecchiare la propria immagine accanto ad una ...

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Rassegna stampa

  • Marilyn - la recensione

    di Francesca D'Ettorre - ondacinema.it pubblicata il 04 giugno 2012

    Il mito della donna più desiderata di tutti i tempi rivive in un'opera strettamente british, che, rincorrendo un equilibrio formale tra la commedia elegante e il dramma sincero, delinea con rispetto - senza svilirsi in agiografica artificiosità - la natura contraddittoria del personaggio-Marilyn e della persona-Norma. Questo tipo di cinema britannico muove dall'amalgama di tre assunti: l'impianto umoristico, la regia semplice e lineare e la centralità della prova attoriale. In questo caso, Michelle Williams si è trovata ad affrontare un compito arduo e temibile, quello di incarnare l'inimitabile Marilyn. L'attenzione - di critici, fan e passanti - è stata calamitata tutta da lei: sarà stata all'altezza o no? Ci si è chiesti, in un vespaio di considerazioni sul tutto e il suo contrario. Nel film, Michelle Williams dispensa sguardi di languida consapevolezza, un incedere sinuoso, e sorrisi ammiccanti e contagiosi nella loro spontaneità, che richiamano l'allure di cui Marilyn era portatrice naturale. Premiata con il Golden Globe, l'attrice è stata affiancata da interpreti di rilievo e il risultato è una pellicola che quantomeno funziona e porta a casa il risultato prefisso. Far rivivere un (il) mito con dignità e onestà.

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  • Marilyn - la recensione

    di Fabio Ferzetti - Il Messaggero pubblicata il 01 giugno 2012

    Marilyn Monroe vista dal terzo assistente alla regia di uno dei suoi film meno memorabili. Non suona molto promettente, eppure La mia settimana con Marilyn, come si intitola il libro di memorie di Colin Clark (Mondadori) da cui Simon Curtis ha tratto questo Marilyn, getta uno sguardo abbastanza acuto, anche se non proprio inedito, sulla donna e la diva. Colta sul set del film diretto e interpretato da Laurence Olivier nel '56, Il principe e la ballerina. Inutile naturalmente aspettarsi grandi rivelazioni (...) Così il meglio del film, molto documentato ma piuttosto caricaturale nei toni e anonimo nella fattura, bisogna cercarlo proprio nelle parti dedicate all'attrice instabile (...) Il tutto realizzato con grande professionismo, attori impeccabili fino all'ultimo ruolo, e soprattutto senza puntare troppo in alto, come capita ai biopic più pomposi, ma anche senza molta personalità.

  • Marilyn - la recensione

    di Valerio Caprara - Il Mattino pubblicata il 01 giugno 2012

    In sostanza, non si può sperare di ricevere attestati cinéfili né di fare bella figura nei salotti dichiarando d'essersi divertiti e immedesimati grazie a 'Marilyn' ('My week with Marilyn'), commedia d'inconfondibili prerogative british che mette in scena con un riuscito gioco di raccordi ambientali e psicologici un momento fiabesco della vera fiaba del cinema.

  • Marilyn - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 01 giugno 2012

    Quest'anno corre il cinquantenario della sua precoce scomparsa - il 5 agosto 1962, a soli 36 anni - e le iniziative non si conteranno, ma per la verità non c'è momento che non si trovi un buon motivo per celebrare Marilyn, icona simbolo del Novecento insieme a Topolino e pochi altri; e, nonostante il numero impressionante di pagine, mostre, saggi a lei dedicati, personalità destinata a restare misteriosa, inaccessibile. Allora ben venga un film come Marilyn, basato sul libro di memorie La mia settimana con Marilyn (edito Mondadori) che, senza pretendere di spiegare il mito, si accosta con rinfrescante semplicità all'essere umano.

  • Marilyn - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 01 giugno 2012

    Nel 1956 Colin Clark ha 23 anni, e la fortuna di essere terzo aiutoregista - ossia, poco più d'un fattorino - sul set di "Il principe e la ballerina", di e con Lawrence Olivier, ma soprattutto con Marilyn Monroe. Con lei, appunto, Colin passa una settimana densa di emozioni molto, molto forti. Una commedia teneramente crudele sulla solitudine della diva tra le dive.

  • Marilyn - la recensione

    di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 01 giugno 2012

    (...) uno dei pregi di Marylin, film candidato a svariati Oscar, consiste proprio nel fatto che i protagonisti Michelle Williams e Kenneth Branagh non assomigliano per nulla a Marylin Monroe e a Sir Laurence Olivier.(...) Non tentano minimamente di diventare loro sosia, semmai li ricreano dal "di dentro", ricostruendone non i tic fisici, ma le debolezze umane e professionali. L'effetto è abbastanza straordinario: il film è bello, e le prove dei due attori sono di una verità - non di una verosomiglianza ! - francamente inaspettata. Un altro pregio di Marylin è il suo non essere un bio-pic, ovvero uno di quei film biografici che a Hollywood vanno eternamente di moda ma quasi sempre si rivelano dei fiaschi. (...) Marylin è anche un canto nostalgico su un cinema che non c'è più.

  • Marilyn - la recensione

    di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 01 giugno 2012

    Non confondetevi. Quello che andrete a vedere ( e fatelo) non è un documentario. La Marylin che appare sullo schermo è la strepitosa Michelle Williams che riesce a restituirci la Venere bionda senza scimmiottarla, nonostante la mediocrità della regia (...) Il film mette a nudo la fragilità di Norma Jean, schiacciata dal peso, impossibile da rimuovere, di essere un'icona.

  • Marilyn - la recensione

    di Anna Maria Pasetti - Il Fatto Quotidiano pubblicata il 31 maggio 2012

    Dopotutto era una donna fragile. In una settimana di conoscenza, anche intima, il giovane Colin Clark intuisce della Diva quanto il mondo rileverà e rivelerà solo post mortem. Perché l'immortalità dei vulnerabili ha un fascino incontestabile.

  • Marilyn - la recensione

    di Adriano Ercolani - Film.it pubblicata il 31 maggio 2012

    Scritto con fluidità e buona capacità di entrare nell'animo dei personaggi, "Marilyn" soffre un po' per una mancanza di inventiva da parte del regista Simon Curtis, che si limita a costruire un film ben confezionato ma non tenta mai soluzioni visive in grado di rafforzare in qualche maniera la drammaticità di alcuni momenti toccanti. Altro punto debole dell'operazione sono le musiche di Alexandre Desplat, usate troppo ed eccessivamente invasive rispetto alle immagini. A parte queste mancanze però il film è più che godibile, ben raccontato e soprattutto magnificamente interpretato da una Michelle Williams che ci regala una sua visione personale e commovente di Marilyn Monroe, la grande tra le grandi dive hollywoodiane.

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  • Marilyn - la recensione

    di Valerio Sammarco - Cinematografo.it pubblicata il 31 maggio 2012

    (...) inutile soffermarsi su quanto Michelle Williams (comunque coraggiosa già solamente per aver accettato la parte) riesca - o meno - a reincarnare il mito della Monroe, quello che conta è sintetizzato in un dialogo tra lo stesso Clark e l'attrice statunitense: "Laurence Olivier è un grande attore che vuole diventare una star, lei è una star che vuole diventare una grande attrice". Ed è proprio questo scarto - la continua insicurezza della diva, l'incapacità di riconoscersi grande perché ad anteporsi alla bravura c'era un magnetismo innato, istintivo, che sullo schermo bruciava a tal punto da nascondere tutti i suoi limiti d'attrice - prima del breve, intenso rapporto umano tra la Monroe e quel "dolce" ragazzo, a dare senso compiuto all'opera di Curtis (regista televisivo d'esperienza, al primo film per il cinema), impreziosita da un cast di prim'ordine: Kenneth Branagh è sir Laurence Olivier, Judi Dench è Dame Sybil Thorndike, Julia Ormond è Vivien Leigh, Dominic Cooper è Milton H. Greene, Toby Jones è l'agente della Monroe.

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  • Marilyn - la recensione

    di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 30 maggio 2012

    Michelle Williams non ha l'allure della Monroe, ed è difficile pensare a una sfida più terribile per un'attrice, però è brava e, anche se non sempre mimetica, la sua performance è intensa e variegata. In una parola, azzeccata (...) L'operazione è calligrafica e si fa addirittura scolastica nel finale dentro la saletta di proiezione, ma Michelle Williams ha vinto la sua sfida e poi di Marilyn non se ne ha mai abbastanza.

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  • Marilyn - la recensione

    di Curzio Maltese - La Repubblica pubblicata il 30 maggio 2012

    Marilyn non è fra i tentativi di resurrezione meglio riusciti. Per la verità, neppure fra i peggiori. E' un film minore, scritto e girato in maniera convenzonale, assai ben recitato, ma insomma inadeguato a raccontare uno dei grandi personaggi e dei grandi misteri del secolo (...)

  • Marilyn - la recensione

    di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 29 maggio 2012

    Antispettacolare e (fin troppo) misurato, mai sciacallo sul cadavere del personaggio che racconta, il film di Curtis ne restituisce le luci e le ombre, quella che ancora Miller ebbe a definire "la vitalità di una donna che non si capisce ma che sembra sul punto di illuminare una vasta distesa di oscurità che ci circonda" e quegli aspetti spinsero Tony Curtis a dire di lei "è matta come un cavallo". Racconta con efficacia lo sfruttamento quasi senza scrupoli del suo entourage o di parte di esso, i sentimenti ambivalenti di un Olivier che l'amava e la disprezzava (come attrice e come donna) allo stesso tempo. E, attraverso la storia intima e gentile dell'innamoramento prevedibile e inevitabile del giovane Clark, Marilyn restituisce con ovattata metafora l'ascendente e la seduzione che le star hanno sul loro pubblico e il senso tutto del divismo e della sua storia. Poi possiamo parlare per ore della rigidità della regia di Curtis o delle tante retoriche del biopic che a tratti emergono, ma sarebbe come guardare il dito invece della luna.

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  • Marilyn - la recensione

    di Ilaria Feole - Film Tv pubblicata il 29 maggio 2012

    Nel film conta la straordinaria interpretazione di Michelle Williams (...) un gioiello di performance che vale il biglietto per un film altrimenti modesto.

  • Marilyn - la recensione

    di Mauro Corso - FilmUp.com pubblicata il 01 novembre 2011

    Sul valore documentale di questo lavoro non c'è in realtà molto da dire. Chi ha già un'idea su Marilyn non troverà altro che conferme in questo film: non vengono proposti elementi davvero nuovi o rivoluzionari. La sua infelicità, la sua solitudine e il suo abuso di farmaci sono talmente noti da non meritare quasi di essere citati. Il risultato involontario è che La mia settimana con Marilyn si muove su binari confortanti ma prevedibili, facendo perdere energia all'opera nel suo complesso. Restano le prove d'attore, è vero, ma non sono sufficienti per un buon film.

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