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La fuga di Martha (Martha Marcy May Marlene) è un film del 2011 diretto da T. Sean Durkin
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La fuga di Martha 2011 )

Rassegna stampa per il film La fuga di Martha (Martha Marcy May Marlene) del 2011, diretto da T. Sean Durkin e interpretato da Elizabeth Olsen, Christopher Abbott, Brady Corbet, Hugh Dancy, Maria Dizzia, Julia Garner, John Hawkes, Louisa Krause.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

75 MovieScore (?)
basato su 35 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 72

La nostra recensione

Paranoia da culto

di Luca Liguori pubblicata il 15 maggio 2011

Dopo aver vinto il premio per il miglior regista allo scorso Sundance, La fuga di Martha (in originale Martha Marcy May Marlene) approda anche a Cannes nella sezione Un Certain Regard e riesce a stupire nonostante le aspettative già altissime non solo per l'ottimo lavoro dell'esordiente T. Sean Durkin ma anche per la prova di Elizabeth Olsen, sorella minore delle più celebri gemelle, anche lei al primo ruolo di rilievo. Si tratta di un thriller che fin dalle ...

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Rassegna stampa

  • La fuga di Martha - la recensione

    di Diego Capuano - ondacinema.it pubblicata il 04 giugno 2012

    Durkin adopera in più occasioni dei campi lunghi che, tramite lentissimi zoom, stringono l'immagine senza però mai avvicinarsi abbastanza alla protagonista. Come un tentativo di abbraccio costretto dai fatti a fermarsi perennemente prima di donare calore a una ragazza che sarà sempre segnata dai graffi dell'anima. L'effetto è la desolatezza spoglia e priva di ogni appeal dalla casa che la ospita, abitata dalla sorella maggiore Lucy e dal cognato Ted. In un thriller psicologico - o, a scelta, thriller dell'anima - che vorrebbe certamente rifarsi ad alcune opere di Ingmar Bergman (da "Persona" a "L'immagine allo specchio"), ma che non possiede passione nè strazio. La psicologia per essere sondata non si accontenta di essere accarezzata: bisognerebbe scuoterla, sentirla pulsare, viverla.

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  • La fuga di Martha - la recensione

    di Marianna Cappi - MyMovies.it pubblicata il 25 maggio 2012

    il film si costruisce per la maggior parte sulle spalle e negli occhi di Elizabeth Olsen, protagonista assoluta e strabiliante. Filmato con lunghe sequenze cariche di tensione, angosciante per il modo in cui stringe le possibilità di pace della protagonista in un vicolo sempre più stretto e chiuso, il film trasforma volontariamente lo spazio aperto e luminoso di una villa dalle grandi finestre con vista sul lago nel luogo più adatto per la comparsa della paranoia e l'alitare del soffio freddo della violenza subita e ancora minacciosa.

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  • La fuga di Martha - la recensione

    di Adriano Ercolani - Cinematografo.it pubblicata il 24 maggio 2012

    L'esordio alla regia di Sean Durkin è senza mezzi termini il più folgorante dell'anno. Sfruttando la sua idea di messa in scena pulita e insieme elegante, che sfrutta al massimo gli ambienti ripresi con luci il più possibile naturali, il regista ha costruito un thriller psicologico di grande potenza emotiva. L'alternanza dei piani temporali rende ancora più suadente una sceneggiatura dall'architettura ipnotica: presente (a)normale e passato si incrociano per costruire una figura che è insieme vittima ma anche mente deviata. Scoprire a poco a poco la storia e la psicologia di Martha è uno scioccante percorso nella natura umana più ancestrale.

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  • La fuga di Martha - la recensione

    di Chiara Bruno - Film Tv pubblicata il 22 maggio 2012

    (...) opera delicata e disturbante. Abbraccia il campo visivo della protagonista senza cedere mai al ricatto della spiegazione.

  • La fuga di Martha - la recensione

    di Daniele Sesti - FilmUp.com pubblicata il 18 maggio 2012

    L'opera prima di Durkin, presentata nella sezione "Un Certain Regard" a Cannes 2011, ha nella sceneggiatura il suo punto forte. Come detto, l'alternanza delle sequenze girate nella comunità e nella famiglia di Marta, che ci svelano a poco poco le due realtà, è di pregevole fattura e favoriscono il registro thriller, quasi horror, del film. I passaggi temporali quasi impercettibili acuiscono questa sensazione e il risultato finale è la sensazione di ansia che ci accompagna fino alle ultime scene. Tecnicamente il film risulta però a tratti lento e una fotografia stemperata, quasi amorfa, non stimola particolarmente l'attenzione. Protagonista del film è Elizabeth Olsen, la cui fisicità il regista riprende negandone le grazie ed accentuando le asperità di un personaggio contrassegnato per la sua gravità e tristezza.

  • La fuga di Martha - la recensione

    di Federico Gironi - Comingsoon.it pubblicata il 16 maggio 2012

    Durkin racconta di una ragazza fragile lacerata - e, di conseguenza - costretta tra due realtà estreme e opposte: lo spirito (fintamente) comunitario, libertario e autarchico della setta e quello rigidamente borghese della sorella e di suo marito. Se per fuggire da quest'ultimo mondo era finito nel primo, il tornarvi e ritrovarvi le stesse problematiche è sinonimo nel film dell'impossibilità di sviluppare una personalità e un'identità che dipendano da formule precostituite, un supporto che comprenda e accetti per quello che si è.

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