FILM:
Pagina rassegna stampa del film
Gestisci collezione
Margin Call è un film del 2011 diretto da J.C. Chandor
Popolarità

Margin Call 2011 )

Rassegna stampa per il film Margin Call del 2011, diretto da J.C. Chandor e interpretato da Kevin Spacey, Paul Bettany, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Penn Badgley, Simon Baker, Mary McDonnell, Demi Moore.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

70 MovieScore (?)
basato su 42 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

    Se hai un sito o un blog di cinema, contattaci per avere un accesso ed inserire direttamente le tue recensioni.

  • Voto rassegna stampa 72

La nostra recensione

Rischio calcolato

di Valentina D'Amico pubblicata il 12 febbraio 2011

Non è difficile capire come la sceneggiatura di Margin Call si sia piazzata al settimo posto della Black List hollywoodiana dello scorso anno. Quello di Margin Call è esattamente il tipo di script arguto e pieno di ritmo che fotografa un fatto di cronaca contemporaneo senza subire il filtro buonista e vagamente censorio delle majors. La pellicola, scritta e diretta dall'esordiente J.C. Chandor, ha attirato l'attenzione di Zachary Quinto, attore emergente grazie al ruolo di Spock nel ...

leggi l'articolo

Rassegna stampa

  • Margin Call - la recensione

    di Paolo D'Alessandro - ondacinema.it pubblicata il 04 giugno 2012

    Se vent'anni fa "Wall Street" di Oliver Stone aveva dipinto l'affresco già scrostato degli spavaldi anni Ottanta statunitensi, "Margin Call" di J.C. Chandor cerca una prospettiva diversa, più spietata e apatica, dell'impenetrabile mondo della finanza, centrando il bersaglio sulle origini della crisi finanziaria attuale. Chandor mette a fuoco la claustrofobia di un piccolo, enorme mondo di potere senza scampo: le eccentricità da rockstar di Gekko ed eredi vari sono spazzate all'angolo, è la completa dissoluzione del tessuto umano a reggere il gioco.

    Leggi l'articolo
  • Margin Call - la recensione

    di M.G. - La Repubblica pubblicata il 18 maggio 2012

    J.C Chandor, che ha un grande merito: quello di raccontare per la prima volta da "dentro", cioè dal cuore di un sistema che sta per collassare, quelle fatali ventiquattrore che sconvolsero il mondo. Chandor si concentra sui pensieri e le parole di un microcosmo autoreferenziale che il mondo neanche vede, ma che al mondo farà pagare il prezzo della sua volatilità, morale e della sua disonestà professionale.

  • Margin Call - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 18 maggio 2012

    Quanto a Chandor, la sua sceneggiatura è meno ottimistica: fra i dirigenti della multinazionale più d'uno sapeva, e più d'uno sarebbe potuto intervenire. In ogni caso, ora il dilemma è netto: dichiarare fallimento, o riversare sul sistema le perdite e sopravvivere? La soluzione imposta da Tuld è il margin call, appunto: in plain terms, vendere tutto il più velocemente possibile, a qualunque prezzo, tradendo gli investitori, e lasciare che il mondo vada a rotoli. Qualcuno - per esempio il dirigente Sam Rogers (Kevin Spacey) o l'analista anziano Eric Dale (Stanley Tucci) - avrebbe qualche remora professionale, o addirittura morale. Ma si tratta di remore subito monetizzabili, per così dire. Il risultato è quello che conosciamo: l'economia globale va in pezzi, e centinaia di milioni di esseri umani ne pagano il prezzo.

  • Margin Call - la recensione

    di Maurizio Porro - Corriere della Sera pubblicata il 18 maggio 2012

    Le ultime 24 ore di una banca d'investimenti nella crisi del 2008(...) Cinismo a gogò nella storia scritta benissimo , col sapore del teatro e diretto da J.Chandor , informatissimo sui fatti. Ritmo a orologeria , anche morale, diciassette giorni di riprese al 42mo piano con un cast fantastico.

  • Margin Call - la recensione

    di Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa pubblicata il 18 maggio 2012

    Pur girato a basso costo e in velocità, il film è abilmente scritto e dialogato, rigoroso nella fattura e benissimo recitato, con particolare mansione per Spacey e Tucci. Dei personaggi Chandor sa far emergere il lato umano, ma senza alcuna indulgenza per le loro debolezze, e quanto all'accuratezza nel riproporre gli eventi, Margin Call ha avuto il benestare dell'autorevole Wall Street Juornal.

  • Margin Call - la recensione

    di Maurizio Acerbi - Il Giornale pubblicata il 18 maggio 2012

    Ecco un film di denuncia che ci spiega come, in realtà, la sorte economica di miliardi di persone sia in mano a pochi.(...) Il film di Chandor è un vademecum prezioso per far capire " anche ad un bambino o a un Golden Retriever" come viene sottolineato nella pellicola, il perché di una crisi che è piombata , per noi all'improvviso nelle nostre tasche. Il tutto grazie, ad un linguaggio didascalico , semplice , immediato e ad un cast in stato di grazia.

  • Margin Call - la recensione

    di Dario Zonta - L'Unità pubblicata il 18 maggio 2012

    Margin Call di J.c. Chandor è un film drammaticamente attuale , quasi la fotografia , leggermente postdatata, di una crisi che ancor prima di essere finanziaria è etica.(...) Chandor è andato dritto al cuore del problema mostrando una normale umanità asservita dal guadagno.(...)Un film indipendente ovvero non sorretto dalle major, e in un certo senso "d'autore", visto che il regista ,tra l'altro esordiente , è anche autore della sceneggiatura.(...)Scritto meravigliosamente, recitato divinamente, un film necessario e implacabile . Un bagno di sangue senza uno schizzo di sangue.

  • Margin Call - la recensione

    di Giancarlo Zappoli - MyMovies.it pubblicata il 16 maggio 2012

    Chandor sceglie la via della didattica grazie a dialoghi efficaci tra cui risultano particolarmente illuminanti quelli che si intrecciano con il boss dei boss John Tuld interpretato da un Jeremy Irons in piena forma luciferina. C'è un mondo là fuori che sta per essere travolto da uno tsunami finanziario senza precedenti per la forma e le modalità. Quegli uomini debbono decidere della sorte dell'umanità dovendo valutare se anteporvi o meno la propria. Con la fluidità del cinema di denuncia di alto livello a cui il cinema americano riesce periodicamente a fare ritorno Margin Call riesce a farci comprendere come il destino di miliardi di persone finisca con il concentrarsi nelle mani di pochi nonostante tutte le discettazioni sulla democrazia.

    Leggi l'articolo
  • Margin Call - la recensione

    di Giulio Sangiorgio - Film Tv pubblicata il 15 maggio 2012

    Assomiglia a una pièce, Margin Call, tende all'unità di tempo e d'azione, ma con tensione altalenante.

  • Margin Call - la recensione

    di Gianluca Ceccarelli - Cinematografo.it pubblicata il 15 maggio 2012

    Chandor non è Mamet, ma i dialoghi sono brillanti, i personaggi restano impressi e la struttura è ariosa, al servizio di un falso thriller dove la lotta contro il tempo per salvare l'azienda dalla bancarotta è un pretesto per un amaro sguardo d'insieme. Non è facile star dietro alle spiegazioni sulle dinamiche della borsa, ma il cast in stato di grazia (con Jeremy Irons provvisto di licenza di eccedere) porta per mano lo spettatore. Manca forse un vero protagonista, in un film corale che accumula volti e personaggi memorabili senza portarli alle estreme conseguenze, con un finale su misura per Kevin Spacey forse troppo buonista.

    Leggi l'articolo
  • Margin Call - la recensione

    di Federico Raponi - FilmUp.com pubblicata il 12 maggio 2012

    Margin call rivela dunque la precarietà del sistema finanziario, elencando pure i corsi e ricorsi dei disastri economici succedutisi da quando esiste. Solo che ora "siamo alla fine del mercato" nel momento in cui salta la prima regola del venditore, quella di far tornare il cliente. Incisivamente, il film si esprime anche con luoghi e scene altamente simboliche, quali la distesa di computers accesi e riflessi sulle finestre degli uffici deserti, la città notturna vista dall'alto come un insieme di piccole luci, due colleghi che conversano in ascensore avendo in mezzo la donna delle pulizie che fissa il nulla davanti: mondi vicini e completamente separati. Fino al degno finale, col rumore di una pala che scava la tomba per il miglior amico dell'uomo.

    Leggi l'articolo
tt1615147

Videogiochi, Dvd, Blu-Ray, libri, gadget e tanto altro ancora! Fai i tuoi acquisti su Multiplayer.com!

Hanno questo film tra i preferiti

Vinci con Cinemapiù I film di prossima uscita

Film Drammatico oggi in TV