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L'uomo in più è un film del 2001 diretto da Paolo Sorrentino
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L'uomo in più 2001 )

L'uomo in più è un film di genere drammatico della durata di . diretto da Paolo Sorrentino e interpretato da Toni Servillo, Andrea Renzi, Angela Goodwin, Nello Mascia, Ninni Bruschetta, Peppe Lanzetta, Stefania Barca, Toni Laudadio, Rosaria De Cicco, Monica Nappo.
Prodotto nel 2001 in Italia.

84 MovieScore (?)
basato su 55 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Nella Napoli degli anni 80 due personaggi dallo stesso nome e ispirati al calciatore De Bartolomei e al cantante Califano, per quanto molto diversi, sembrano legati allo stesso destino. Uno è un calciatore deluso con il sogno castrato di diventare allenatore. L'altro è un cantante messo fuori gioco da una minorenne che gli si offre e poi lo denuncia.

Le Immagini 3 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 23 totali

Gli Articoli Altri articoli: 2 totali

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 7 totali

7 Commenti

  • the films the films
    l'uomo in + Ago. 13, 2006, 5:01 p.m.
    Mi domando come mai 1 film così bello nn l'ha commentato nessuno.

    Cmq è 1 film pieno di misteri e curiosità ed è 1 bella storia .

    Consiglio a tt di vederlo è poi mi direte qlc

    0

  • Beefheart Beefheart
    Non male Mag. 26, 2007, 10:34 p.m.
    Discreta commedia dai "Toni" amari, a quanto pare, ispirata alle storie di due personaggi reali: Franco Califano ed Agostino DiBartolomei. Due omonimi, baciati dal successo prima e decaduti poi, portano avanti, nella stessa città, negli anni '80, vite diametralmente opposte ma sostanzialmente molto simili e drammaticamente convergenti. La doppia trama, che si snoda parallelamente con semplicità e linearità, può, effettivamente, richiamare Kieslowski. Lo stile asciutto ricrea efficacemente un'atmosfera essenzialmente dura e ostile. Tra gli attori spicca l'eccezionale Toni Servillo, nonostante venga impietosamente ridicolizzato per 3/4 di film da un improbabile parrucchino che lo fa sembrare un Al Pacino dei poveri. Non mi ha per niente convinto invece la prova dell'altro protagonista, forse oscurato dall'ombra del primo, Andrea Renzi. Nel complesso comunque non è male.

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Mag. 19, 2010, 2:22 p.m. - Staff
    Primo lungomentraggio di Sorrentino, interessante e non banale solo a tratti, in cui il lavoro di scrittura è superiore a quello di regia. E' tutto basato sul doppio, visivamente e contenutisticamente, ma in fin dei conti è una scelta che appare un po' manierista e solo verso la fine se ne comprende lo scopo. Qualche invenzione e 2-3 scene decisamente notevoli (il piano sequenza in disco che ricorda Goodfellas e Boogie Nights, il monologo finale di Servillo, scandito dai "Mi ricordo", molto alla DeNiro/LaMotta) che comunque non rendono il film particolarmente incisivo. Ottimo Servillo, decisamente meno in palla Renzi, nei panni di personaggi interessanti e anti-eroici. Molti movimenti di macchina precisi, ma la fotografia di Il divo è altra cosa. Resta un buon film.

    -1

  • Sheva92 Sheva92
    Mag. 20, 2010, 12:49 p.m.
    Mi piace tanto. I miei giocatori fanno le ri-pe-tu-te!!

    1

  • Napset Napset
    La vita è na strunzata! Feb. 11, 2011, 4:08 p.m. - Staff
    Non c'è speranza per Antonio Pisapia."La vita è na strunzata" dice.
    Il primo lungometraggio di Paolo Sorrentino e un gioiellino di sceneggiatura dove si approfondisce l'immagine speculare,opposta e identica,di due omonimi che dopo aver raggiunto l'apice della propria vita si ritrovano a cadere sempre più velocemente verso il basso.E toccato il fondo,come mostra il film,si può solo perire o ricominciare.

    Tante le tematiche di contorno,magari non tutte approfondite come meriterebbero ma adeguatamente suggerite,che contribuiscono ad appesantire la vita di questi due personaggi nella loro corsa verso il baratro.

    Antonio Pisapia è un calciatore che dopo aver segnato il gol della vita subisce un terribile incidente che lo porta ad abbandonare la professione e i propri sogni d'allenatore.
    Antonio detto Tony Pisapia è un cantante di successo che ha il mondo ai propri piedi,una vita fatta di eccessi che lo porterà ad auto consumarsi.

    Entrambi i Pisapia vengono mostrati parallelamente come ognuno il riflesso dell'altro tanto da rendersi quasi riconoscibili a vicenda nell'intenso punto d'unione finale,dove la rassegnazione di uno diventa il riscatto dell'altro.
    Interessante notare per tutto il film i momenti costruiti con cura in cui le loro vicende si incastrano.

    L'Antonio Pisapia interpretato da Andrea Renzi è un vero e proprio illuso.Innocente e infantile vuole,anzi deve,realizarsi a tutti i costi."Si è quel che si fa" e lui vuole essere un allentatore e portare schemi innovativi in un sistema che per lui è obsoleto.Sorrentino scrive un anti eroe degno di nota,uno con la testa dura (ma non calda) che lotta fino alla fine annientandosi e rifiutando la possibilità di crearsi una nuovi vita.E per essere rimasto coerente con se stesso,per non aver mai mollato si auto punisce con la peggiore delle sentenze…quindi rinuncia e se non può essere quello che vuole non sarà mai nessuno.Come recita la tag del film "Non esistono pareggi!".

    L'altra faccia della medaglia è l'Antonio Pisapia interpretato da un sempre sorprendente Toni Servillo.Carogna con un passato oscuro,egocentrico,tradisce la moglie nel letto della figlia,non va al funerale del padre perchè dice di essersi svegliato tardi la mattina,usa le persone a proprio vantaggio e a differenza del suo alter ego non è un lottatore.E' un passivo che torna sui propri passi.Ma viene inquadrato in modo da on ispirare rabbia,piuttosto pena.Esemplare la scena del ristorante,nel momento in cui fa una scelta per prendere il controllo della propria vita si ritrova ad rinnegarla di fronte alle problematiche.

    Quando l'immagine speculare si rompe,"l'uomo in più",che a conti fatti non è solo uno schema di gioco,emerge.Forte del proprio riflesso.

    Sorrentino dopo L'uomo in più migliorerà di film in film ma la dice lunga avere come primo lungometraggio un film come questo.Assolutamente da vedere anche per ritrovare nella sua filmografia quel filo conduttore (detto anche stile) che rende Paolo Sorrentino non solo uno (se non il) dei più grandi registi italiani in circolazione,ma anche uno dei più talentuosi autori della cinematografia moderna.

    1

  • Bob Robertson Bob Robertson
    Feb. 14, 2011, 7:37 p.m.
    Un'opera con tutte le caratteristiche dell'opera prima dei registi che, col tempo, sanno sviluppare il loro stile particolare così da uscire dal livello standard.

    Vidi "L'uomo in più" alla sua uscita, la cosa che maggiormente ricordo, oltre al buon lavoro di atmosfere e la gestione delle storie in parallelo tra i due omonimi, è la straordinaria interpretazione di un Toni Servillo che ci ha messo anni per trovare lo spazio che meritava tra i migliori attori italiani in circolazione.

    Anche se la sceneggiatura è buona sembra maggiormente costruita per funzionare sulla carta che sulla pellicola. Pur con una buona regia, la gestione delle vicende in parallelo tende a tenere i due lembi del film sempre troppo staccati, fino a quell'unione che si manifesta solo nel finale, punto di contatto che seppur incisivo manca di una maggiore compattezza che si attende per tutta la pellicola e arriva solo da ultimo.

    0

  • Napset Napset
    Feb. 14, 2011, 7:59 p.m. - Staff
    Pur con una buona regia, la gestione delle vicende in parallelo tende a tenere i due lembi del film sempre troppo staccati, fino a quell'unione che si manifesta solo nel finale, punto di contatto che seppur incisivo manca di una maggiore compattezza che si attende per tutta la pellicola e arriva solo da ultimo.


    In realtà no è proprio così.Ci sono diversi spunti che tendono a sottolineare il parallelismo.Peccato che non sono riusciti fino in fondo a farlo notare con il montaggio,che seppur buono non è all'altezza delle intenzioni.

    0

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