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L'uomo che verrà è un film del 2009 diretto da Giorgio Diritti
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L'uomo che verrà 2009 )

L'uomo che verrà è un film di genere drammatico, storico della durata di . diretto da Giorgio Diritti e interpretato da Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Vito, Eleonora Mazzoni, Orfeo Orlando, Diego Pagotto, Tom Sommerlatte, Raffaele Zabban.
Prodotto nel 2009 in Italia e distribuito in Italia da Mikado il giorno .

81 MovieScore (?)
basato su 88 voti

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Trama

Inverno, 1943. Martina, unica figlia di una povera famiglia di contadini, ha 8 anni e vive alle pendici di Monte Sole. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. La mamma rimane nuovamente incinta e Martina vive nell'attesa del bambino che nascerà, mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile fra le brigate partigiane del comandante Lupo e l'avanzare dei nazisti. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il bambino viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.

Perché vederlo:

Per chi ha voglia di rivivere e vedere la Storia al cinema, tratta con delicatezza d'immagini e purezza di sentimenti. Per chi vuole essere spettatore di un cinema di coscienza, che, attraverso gli occhi della sua piccola protagonista, ci consegna una visione dolorosa, ma ci lascia un messaggio di speranza.

La Recensione

Lo sguardo puro sulla strage

Le parole lasciano il posto alle immagini e alle sensazioni, sviando la ricerca di enfasi, andando invece a scavare con grande discrezione nell'umanità di coloro che in una guerra non hanno voce.

Lo sguardo puro sulla strage

Sceglie lo sguardo puro di una bambina di otto anni Giorgio Diritti per raccontare ne L'uomo che verrà la sua versione della strage di Marzabotto, l'eccidio di 770 civili perpetrato dalle truppe naziste tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 ai danni degli abitanti di Monte Sole e dintorni, a pochi chilometri a sud di Bologna. I bombardamenti ancora interessano le grandi cittá, ma la guerra arriva anche in quelle zone più impervie, nella feroce contrapposizione tra gli avanzi nazisti del dopoguerra e i partigiani. La piccola Martina assiste con stupore a ciò che le accade intorno, ...
[ continua a leggere ]

Trailer e video 7 totali

L'uomo che verrà - Trailer

00:01:47 L'uomo che verrà - Trailer

Le Immagini 48 totali

Cast e Personaggi Altri ruoli: 45 totali

Le News Altre news: 11 totali

Gli Articoli Altri articoli: 8 totali

Curiosità Altre curiosità: 1 totali

  • Roma 2009

    Presentato in concorso nell'edizione 2009 del Festival internazionale del Film di Roma.

Premi e Nomination Altri premi e nomination: 27 totali

Incassi Vedi tutti

Budget stimato per il film: € 3.000.000

Record incassi

97° maggior incasso italiano per la stagione 2009/2010.

INCASSI IN ITALIA (aggiornato al 04 agosto 2010) 1.394.015 €

15 Commenti

  • ele75 ele75
    Feb. 11, 2010, 11:56 a.m.
    Bel film, anche se dolorosissimo. Il regista dirige attori, professionisti e non professionisti, con facce antiche e che parlano da sole. L'unico appunto che si può fare è una certa discontinuità, almeno a mio parere; così come la prima parte è asciutta fino al minimalismo, con una visione oggettiva della realtà contadina, nella seconda c'è una leggera scivolata, con un dipinto anche troppo caricato dei cattivi nazisti.
    Rimane comunque un bellissimo film, di quelli che te li vedi una volta e non finiscono più di roderti dentro.
    Ele

    14

  • CASSIDY CASSIDY
    Mi piacerebbe vederlo... Feb. 11, 2010, 7:08 p.m.
    Vorrei davvero vederlo, il film precedente del regista "Il vento fa il suo giro" mi era piaciuto molto.

    Spero di riuscire a vedere anche questo film smile

    5

  • *Andromaca* *Andromaca*
    Feb. 11, 2010, 11:15 p.m.
    Spero di riuscire a vedere anche questo film smile

    Anch'io sarei curiosissima di vederlo! Per un film italiano che mi interessa… Non lo programmano!

    5

  • CASSIDY CASSIDY
    Esatto! Feb. 13, 2010, 2:51 p.m.
    Anch'io sarei curiosissima di vederlo! Per un film italiano che mi interessa… Non lo programmano!


    SI, è uscito pure incastrato in mezzo a un sacco di altri film…spero comunque di riuscire a vederlo anche in Home Video smile

    7

  • orazio21 orazio21
    ottimo lavoro Feb. 21, 2010, 10:19 p.m.
    Ottimo film, attori indovinati scenografia splendida.
    A differenza di Ele75 penso che il film sia ottimamente equilibrato offrendo uno spaccato della vita contadina di quei posti in quel momento.
    Essere originari di quelle parti forase aiuta a valutare meglio questa opera.
    Ho visto il film insieme a mia madre che durante quegli avvenimenti aveva 12 anni e oltre a commuoversi si è assolutamente riconosciuta in ciò che ha visto: soprattutto nella scena della confisca delle mucche, che visse in prima persona con i tedeschi che puntarono il fucile contro la pancia di mia nonna.
    A differenza di Ele75 conoscendo la storia dell'eccidio di Monte Sole ed essendo uno studioso dell'Eccidio di Cefalonia, penso che il regista sia stato fin troppo tenero nei confronti dei Tedeschi, non alterando comunque la struttura del film che, a mio parere. rende senz'altro l'idea degli avvenimenti del settembre 1944 senza essere eccessivamente crudo e risparmiando al pubblico quella violenza che veramente si verificò. Oggi non importa avere immagini violente; quello che importa e che la memoria di questi fatti non vada mai persa affinchè non debbano più succedere.
    Questo, penso, è quanto chiedono le vittime di Monte Sole e l'uomo che verrà rappresenta sicuramente questa speranza.
    Orazio21

    4

  • CC CC
    Ago. 16, 2010, 4:25 p.m.
    Ottimo film in cui non trovo nulla di negativo da dire.
    Dopo averlo visto non riuscivo a prender sonno ma questo è un pregio e non certo un difetto.

    3

  • Wasp Wasp
    Gen. 14, 2011, 12:10 a.m.
    Bellissimo film =^_^=
    Certo che quel dialetto è davvero incomprensibile, a tratti sembra un'altra lingua :blink

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Gen. 16, 2011, 12:21 p.m. - Staff
    Non riesco a fare un commento completo ed esauriente di questo film quindi non mi ci metto nemmeno d'impegno. E' un film bellissimo, ma molto molto. A pelle dico che gli manca quel quid per arrivare al capolavoro, ma si tratta di sottigliezze, l'opera in sè è validissima. Pure troppo. La seconda parte in particolare è volutamente vomitevole per quello che mostra, se Diritti sia stato fedele ai fatti o edulcorato non lo so, certo è che per una mezz'ora abbondante ero inca… come una bestia e tanto basta.
    Chiudo con un po' di campanilismo sano, i paesaggi sono una figata e una parte del fascino del film la si deve a quelli, quindi concordo con orazio21, essere emiliani forse aiuta ad apprezzarlo ancora di più. Ma non vorrei che questo trattenesse i non emiliani dal vederlo, lo consiglio caldamente a tutti. Forse più avanti entrerò nel merito, perchè di cose da dire ce ne sono molte, ma ora non riesco, non posso, non voglio:p.
    Voto: 8. Con un + per avermeli fatti girare a doveresmile):???.

    -1

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Gen. 18, 2011, 2:56 p.m. - Staff
    Il film è buono e tanto dovrebbe bastare. Oggigiorno, però, quando esce un film così in Italia già si parla di capo d'opera: e invece rimane comunque una bella spanna sotto "Vincere" di Bellocchio. Diritti al contrario del regista piacentino non riesce perfettamente ad amalgamare Storia e storia: la storia della famiglia di Martina, raccontata alla maniera di Olmi, gira benissimo, ma quando la Storia subentra diventa troppo scontato e banale nelle soluzioni.
    Ottima la decisione linguistica del dialetto, così come lo stile compassato, fatto di quadri e con una fotografia notevole (utilizzo di filtri blu, credo) che raffreddano l'immagine: dominano i colori blu, bianco e verde. I limiti arrivano quando Diritti deve affrontare la strage, diventa eccessivamente lirico (orrendo il dolly che sale verso il cielo fermandosi sulla croce della cappella). Inoltre contraddice quello che era il punto di vista centrale del film, quello di Martina, coralizzando la narrazione per non perdersi niente e poter aggiungere vari spezzoni: e se al limite la fuga del padre, sbandato e solo, ha senso, tutta la parte della Rorwacher sa di superfluo (dov'era il lavoro di sottrazione? una bella ellissi e via! al contrario dell'ottima soluzione in campo lungo dall'alto per l'uccisione di Lena, sostenuto dagli occhi di Martina).

    -1

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Gen. 18, 2011, 6:53 p.m. - Staff
    Oggigiorno, però, quando esce un film così in Italia già si parla di capo d'opera: e invece rimane comunque una bella spanna sotto "Vincere" di Bellocchio.

    Non ho visto Vincere, ma capisco che vuoi dire e sono d'accordo. Questo di Diritti emotivamente mi ha preso molto, umanamente è ottimo, nel senso che non si schiera da nessuna parte (nonostante una certa simpatia per i contadini che però non sono solo vittime) e mi è parso che rifuggisse ogni forma di demagogia. Tecnicamente e narrativamente però è "solo" molto buono, la confezione è notevole per gli standard italiani, ma lì si ferma. Intendevo anche questo quando dicevo che da dirne su sto film ce ne sarebbe.
    raccontata alla maniera di Olmi

    Infatti durante la prima parte mi dicevo che sembrava un mix tra L'albero degli zoccoli e Novecento:p.
    (orrendo il dolly che sale verso il cielo fermandosi sulla croce della cappella)

    Ma sì, è un po' così, ideologicamente semplicino, ma il dolly in sè almeno è qualcosasmile. Forse i rallenti mi hanno dato più da fare, ma anche quelli non li ho trovati realmenteeccessivi.
    tutta la parte della Rorwacher sa di superfluo

    Direi di no, senza quella scena non ci sarebbe l'episodio del tedesco che
    Spoiler Mostra spoiler

    Scena che mi ha dato un'idea del caos e delle contraddizioni che ci possono essere in simili situazioni. IMO è una parte funzionalissima al messaggio che Diritti ha voluto passare: nessuno è solo buono o solo cattivo, le porcate le hanno fatte tutti e anche le buone azioni. Messaggio che può dare molto fastidio, incluso al sottoscritto, ma penso che questo genere di film abbia anche questo compitosmile.
    al contrario dell'ottima soluzione in campo lungo dall'alto per l'uccisione di Lena, sostenuto dagli occhi di Martina

    Non vorrei dire una stupidata, ma mi pare che quell'inquadratura dall'alto tra le foglie dell'albero sia una soggettiva di uno dei parenti/amici/conoscenti della famiglia di Martina (una uomo di mezza età, non ricordo esattamente chi… di sicuro non era Martina però:p).

    0

  • Pike Bishop Pike Bishop
    Gen. 18, 2011, 7:59 p.m. - Staff
    Ma sì, è un po' così, ideologicamente semplicino, ma il dolly in sè almeno è qualcosasmile. Forse i rallenti mi hanno dato più da fare, ma anche quelli non li ho trovati realmenteeccessivi.


    be' ero là tutto teso, perchè è comunque "mettere in scena la Storia" nel bene e nel male e….vrooooom quel dollone che sale O.o ci mancava solo un coro d'angeli chè vomitavo :p

    Direi di no, senza quella scena non ci sarebbe l'episodio del tedesco che

    Spoiler
    Mostra spoiler


    Scena che mi ha dato un'idea del caos e delle contraddizioni che ci possono essere in simili situazioni. IMO è una parte funzionalissima al messaggio che Diritti ha voluto passare: nessuno è solo buono o solo cattivo, le porcate le hanno fatte tutti e anche le buone azioni. Messaggio che può dare molto fastidio, incluso al sottoscritto, ma penso che questo genere di film abbia anche questo compitosmile.


    sì, ma già di per sè filtrare il racconto dagli occhi della bambina è un espediente vecchio quanto il cucco oltrechè prossimo al ricattatorio. in più, al momento opportuno, tu ti allontani dalla bambina per risolvere nel modo più scontato ogni personaggio/situazione riguardante l'occupazione! ecco quindi che un po' ci rimango male, signor Diritti: avevi posto delle buone premesse, però poi hai preso la scorciatoia per raggiungere il "cuore" degli spettatori.

    Non vorrei dire una stupidata, ma mi pare che quell'inquadratura dall'alto tra le foglie dell'albero sia una soggettiva di uno dei parenti/amici/conoscenti della famiglia di Martina (una uomo di mezza età, non ricordo esattamente chi… di sicuro non era Martina però:p).


    probabilmente hai ragione tu. per discuterne ho incollato il mio commento post-visione (che evidentemente non avevo riportato anche qui), risalente ormai a un po' di mesi fa!

    0

  • Ragazzo bianco Ragazzo bianco
    Gen. 19, 2011, 10:20 a.m. - Staff
    be' ero là tutto teso, perchè è comunque "mettere in scena la Storia" nel bene e nel male e….vrooooom quel dollone che sale O.o ci mancava solo un coro d'angeli chè vomitavo :p

    LOL
    sì, ma già di per sè filtrare il racconto dagli occhi della bambina è un espediente vecchio quanto il cucco oltrechè prossimo al ricattatorio. in più, al momento opportuno, tu ti allontani dalla bambina per risolvere nel modo più scontato ogni personaggio/situazione riguardante l'occupazione! ecco quindi che un po' ci rimango male, signor Diritti: avevi posto delle buone premesse, però poi hai preso la scorciatoia per raggiungere il "cuore" degli spettatori.

    Sì, hai ragione. Diciamo che a me personalmente non toccano nell'economia del film, ma ok, sono cose vere queste che dici.

    0

  • Damiax Damiax
    Gen. 31, 2011, 12:28 p.m.
    Visto ieri sera in prima tv su Premium Cinema: un'ottima pellicola italiana che narra la tragica vicenda della strage di Marzabotto senza tralasciare né le crudeltà che l'hanno contraddistinta né la speranza che ne fece seguito (simboleggiata dalla bambina protagonista, la splendida Greta Zuccheri Montanari, e dal fratellino appena nato, ovvero L'uomo che verrà, senza dimenticare i nostri coraggiosi partigiani).
    La maggior parte della pellicola è girata in emiliano stretto, talmente stretto da necessitare di sottotitoli italiani, anche se la scelta del dialetto stretto è indovinata, specie se si parla di umili contadini romagnoli.
    Cast azzeccato, con quasi tutti attori poco conosciuti, salvo poche eccezioni, in primis le splendide (come sempre) Maya Sansa e Alba Rorwacher. Menzione speciale all'attore comico Stefano Bicocchi, in arte Vito, qui in un ruolo drammatico che gli calza a pennello.
    Una cosa che mi è piaciuta molto del film è che, come Schindler's List, non prende in considerazione solo le vittime, ma anche i carnefici (memorabile il tedesco che risparmia la Rorwacher perché gli ricorda la moglie).
    Questo piccolo grande film è opera di un validissimo regista, Giorgio Diritti, che dopo l'esordio alla regia con Il vento fa il suo giro (che spero di recuperare), torna qui nei panni di regista, sceneggiatore e montatore, eccellendo in tutti e 3 i campi.
    Cast attoriale azzeccato, cast tecnico affiatato, dalla fotografia alla scenografia, fino al sonoro premiato ai David di Donatello. All'ultima edizione, il film di Diritti è riuscito a piegare in volata l'ottimo Vincere di Marco Bellocchio (7 David tecnici più quello per il regista), trionfando, oltre che per i produttori, anche come miglior film: 3 premi, comunque importanti per un film italiano destinato a rimanere.
    A una 1a visione mi è piaciuto molto (gli ho dato smile, ma non abbastanza da rientrare tra i miei preferiti (a differenza del criticatissimo ma amatissimo dal sottoscritto Baarìa di Tornatore): chissà, magari a una 2a visione potrebbe rientrare tra i miei preferiti. E' il bello dei film: i pareri possono sempre cambiare.
    Ne consiglio comunque la visione: per non dimenticare. E per sperare.

    1

  • bana bana
    Mar. 12, 2011, 10:56 a.m.
    C'è poco da discutere.Non occorre essere un critico cinematografico per dire che "L'uomo che verrà" è un capolavoro che emoziona e commuove.

    0

  • Farley89 Farley89
    Giu. 26, 2011, 10:35 p.m.
    L'ho appena visto. Sicuramente descrive perfettamente la realtà (la durezza dell vita, la famiglia, etc). I dialoghi sono essenziali e non c'è eccessivo sentimentalismo…insomma non è proprio uno dei soliti film all'americana.

    0

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