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L'estate di Giacomo è un film del 2011 diretto da Alessandro Comodin
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L'estate di Giacomo 2011 )

Rassegna stampa per il film L'estate di Giacomo del 2011, diretto da Alessandro Comodin e interpretato da Giacomo Zulian, Stefania Comodin, Barbara Colombo, Stephane Lehembre.
Le recensioni dei maggiori siti e quotidiani italiani di cinema.

n.d. MovieScore (?)

Il Moviescore viene calcolato basandosi sulla media dei voti presenti sia degli utenti, che della redazione, che di altri addetti ai lavori presenti nella nostra rassegna stampa

n.d.

Voto rassegna stampa

  • Il nostro staff prende in esame tutte le testate da noi selezionate alla ricerca delle recensioni per ogni film in uscita. Per ogni recensione trovata, viene preso il voto assegnato dal critico che l'ha redatta e convertito in una scala da 1 a 100 (per i critici che non indicano un voto esplicito, viene assegnato dal nostro staff un punteggio sulla base dell'impressione generale data dall'articolo). Basandoci su tutti i punteggi presenti nel nostro archivio, viene ricavata una media che rappresenta il voto della rassegna stampa.

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  • Voto rassegna stampa 76

La nostra recensione

Saper godere delle piccole cose

di Valentina D'Amico pubblicata il 16 agosto 2011

Ronchis, rive del Tagliamento. Estate 2010. Giacomo e Stefania trascorrono una giornata come tante sul fiume. Un picnic, tanti giochi nell'acqua, qualche coccola. Tra una lunga passeggiata nei boschi, una sessione alla batteria e una serata danzereccia alla festa del paese, i due ragazzi consumano un giorno della loro estate consapevoli dello scorrere del tempo e della nostalgia per un passato che sta per svanire. Il limen che segna il passaggio dall'adolescenza alla maturità, per il non udente ...

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Rassegna stampa

  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Carlo Cerofolini - ondacinema.it pubblicata il 09 agosto 2012

    Ci sono diversi modi di fare cinema ma tutti hanno in sè il bisogno di comunicare qualcosa, non necessariamente una storia. A volte l'obiettivo è quello di raccontare una vicenda attraverso le persone, in altri casi invece è quello di parlare di una persona. Ancora immersi nei suoni e nell'ambiente della campagna friulana ed in particolare del fiume Tagliamento dove buona parte di quello che abbiamo visto ha preso forma e poi si è sviluppato, non possiamo fare a meno di pensare che "L'estate di Giacomo" nasca dalla voglia di mettere al centro dello schermo un esistenza filmata dal vivo, senza trucchi, con la pazienza di non gli eventi, lasciando che le piccole cose, quelle che abbiamo smesso di guardare o di cui si è perso memoria, riprendano ad alimentare il fuoco delle nostre emozioni. Ed è proprio la componente emozionale derivata dai sentimenti di amicizia e poi d'amore che Giacomo instaura con due coetanee ad accompagnare e tenere insieme la libertà del flusso visivo di cui il film si compone.

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  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Giulio Sangiorgio - Film Tv pubblicata il 07 agosto 2012

    E' una scoperta, L'estate di Giacomo. Non solo perché si tratta di una folgorazione, di un esordio che non pare tale, del frutto incredibilmente maturo di una ricerca consapevole, ma perché è la dimensione tenera e sconcertante della scoperta quella che cerca di comunicare.

  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Roberto Escobar - L'Espresso pubblicata il 03 agosto 2012

    C'è spesso, nelle immagini di Comodin, il senso immediato dei corpi e della vita, e della loro scoperta. Ma forse manca la decisione di non lasciarle solo accadere, le cose. Manca il coraggio piegarle a un senso, narrativo o anche solo poetico più univoco scegliendo fra di esse, e poi ricomponendole in un'opera chiusa, compiuta.

  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Cristina Piccino - Il Manifesto pubblicata il 20 luglio 2012

    In una formula organica ritroviamo Jean Rouche, e la Nouvelle Vague, la magia di un Rohmer, di un Truffaut, di un Eustache: nella serie di lunghi piani-sequenza che scandiscono il racconto, la macchina da presa rimane accesa, si sospinge nell'ignoto, nell'imbarazzo, nell'initimità di una danza o del suono di una batteria.

  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Alberto Crespi - L'Unità pubblicata il 20 luglio 2012

    Potrebbe sembrare un film esageratamente pudico, ma Comodin gioca tutto sul registro del ricordo (...) Comodin gira con stile volutamente esile, ma riesce a far sembrare il Tagliamento un luogo dell'anima.

  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Paolo Mereghetti - Corriere della Sera pubblicata il 20 luglio 2012

    Quello che invece sorprende, e a volte trascina lo sguardo dentro una sorprendente magia di luci e forme, è proprio la libertà con cui Alessandro Comodin organizza la sua materia, facendosi guidare non tanto da una precisa linea narrativa (...) quanto dall'estro della sua macchina da presa. Ci sono delle immagini e delle scene che trovano la loro più profonda giustificazione solo nella bellezza dei colori, delle sfumature, dei rumori e dei suoni della Natura. Nel piacere puro e gratuito della ripresa, di fronte alla quale i protagonisti offrono una spontaneità di comportamento che sembra totale, assoluta. E che 'ricaccia' il film dentro il dubbio della sua origine.

  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Alessia Laudati - Film.it pubblicata il 19 luglio 2012

    Alessandro Comodin, classe '82, dimostra di conoscere bene i luoghi dove è cresciuto, e di avere memoria lunga. La ricostruzione delle sensazioni che emergono dalla visione è vivida, precisa, nel descrivere il languido abbandono dell'atmosfera estiva, la sua incoscienza e il suo dilatarsi fino a coprire un arco di tempo che appare lungo e dolcissimo, in questo esordio sperimentale ma riuscito.

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  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Emanuele Sacchi - MyMovies.it pubblicata il 17 luglio 2012

    Potrebbe appartenere a certo cinema francese o belga quella levità della macchina da presa, discreta e insieme curiosa nell'inseguire le improbabili avventure dei ragazzi o i loro momenti di timida intimità. Con sprazzi di audacia nello spingersi nel privato di Giacomo, fermandosi sempre un attimo prima che la pulsione scopica si trasformi in qualcosa di morboso o compiaciuto. Nato come documentario sul ritorno all'udito e alla parola di Giacomo, il film diventa altro in fieri, nello stile del Doinel di Truffaut o dei racconti stagionali di Eric Rohmer, come se fare cinema potesse ancora significare accompagnare (e non solo seguire) la vita, cogliere attimi che nella loro apparente semplicità nascondono una tempesta di emozioni. Immortalare il momento in cui qualcosa sta cambiando e agevolare la trasformazione, come un catalizzatore emozionale. Un'anima divisa in due quella de L'estate di Giacomo, tra documentario puro e semplice e illustrazione di una stagione della giovinezza che, nonostante la peculiarità della situazione di Giacomo, presenta caratteristiche assolute, di universalità, come uno snapshot di un istante (più o meno dilatato) a cui tutte le nostre vite sono legate.

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  • L'estate di Giacomo - la recensione

    di Federico Raponi - FilmUp.com pubblicata il 13 luglio 2012

    La lunga, spiazzante camminata iniziale - che attraversa la folta vegetazione per arrivare alla spiaggia - conduce in un'altra dimensione, riposata e piena di assolati silenzi. Nel placido scorrere dell'acqua e del tempo si delineano le due personalità, in particolare quella di Giacomo, e soprattutto una divertita, avvincente complicità fatta di sguardi, tenerezze, conversazioni, giochi, pic-nic, passeggiate a piedi o in bicicletta e un ballo da festa di paese, fino a una poetica lettera d'amore letta fuoricampo con commovente voce di disabile. Atmosfere e sentimenti rarefatti, in una piacevole semplicità.

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